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Nonna Raccontami – Panzotta, detta la Racconciaosse

Racconto di  Luisa De Vita  [1]  con la musica suonata da Richard ClaydermanGiardino Segreto… e l’editing di Enzo C. Delli Quadri

Panzotta, l'ostetrica

QUESTA STORIA RISALE a circa sessantacinque anni fa quando il parto avveniva in casa; la partoriente veniva seguita da un’ostetrica (di nome Panzotta) e con l’aiuto dei parenti si riusciva a far nascere il bambino.
Era zia Emma che doveva dare alla luce un bambino.

Allora era tutto una sorpresa non c’èrano ecografie, non si sapeva il sesso né il peso, tuttavia l’ostetrica si accorse che il parto si sarebbe presentato difficile e dopo vari ma vani tentativi per far nascere la creatura, mandò uno dei parenti a chiamare un dottore per risolvere al più presto il problema presentatosi.

Il braccino del nascituro, infatti, impediva l’uscita del corpicino.

Arrivato il dottore, vista la situazione che si presentava, con urgenza dovette decidere sul da farsi, sapendo che, con ogni probabilità, avrebbe irrimediabilmente leso, il braccino del neonato. Il dottore però proseguì nell’aiutare la donna a partorire, che così diede alla luce una bella bambina, Anna.

Il medico non aveva un buon rapporto con Panzotta perché la donna praticava la sua “arte medica” senza alcun titolo di studio. Tuttavia, consapevole della preziosa attitudine che Panzotta possedeva, intimò ai parenti di andarla a chiamare con urgenza perché certamente lei avrebbe saputo sistemare il braccino della neonata.

Il dottore se ne andò per non incontrarsi con la racconciaosse, come in molti la chiamavano. Anna fu massaggiata con dolcezza e forse anche con un po’ di dolore. Le abili mani di questa donna riuscirono nel loro intento di rimettere a posto gli ossicini che durante il difficile parto erano rimasti lesi.

In seguito la crescita della bambina fu normalissima e Anna è tuttora una donna energica.

___________________
[1] Questo racconto è stato presentato al concorso “Nonna Raccontami” organizzato nel 2012 dalla Rivista La Perla del Molise diretta da Michela Mastrodonato. Il Racconto è riportato nel  n. 29-30-31 – (Sett 2011-Ago 2012) della Rivista stessa ed è stato pubblicato anche sul sito: www.associazioneabam.it.

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

2 commenti

  1. Particolare bello e breve, questo racconto denuncia in modo efficace quanto difficile fossero le condizioni sanitarie un tempo nei piccoli paesI, dove la mammane o mammine, cioè l’ostetrica, aveva veramente l’arte maieutica quasi innata, aiutata solo nei casi più difficili dal medico condotto,”dottore”a tutto tondo, o forse da sante Giuvacchine, come dice Modesto Della Porta in una sua simpatica poesia “La cocce de sante DUNATE
    ……..”Ma san Giuvacchine
    sa fa’ de tutte: ciquele, nefrite,
    n’tpù’ fijà? Divente ‘na mammine!

    Fa da’ngignire e fa da manuvàle,
    le pù’ chiamà’ se ti n’ugne’ncarnite,
    t’aiute se te scade ‘na cambiale….

  2. Particolare bello e breve, questo racconto denuncia in modo efficace quanto difficile fossero le condizioni sanitarie un tempo nei piccoli paesI, dove la mammane o mammine, cioè l’ostetrica, aveva veramente l’arte maieutica quasi innata, aiutata solo nei casi più difficili dal medico condotto,”dottore”a tutto tondo, o forse da sante Giuvacchine, come dice Modesto Della Porta in una sua simpatica poesia “La cocce de sante DUNATE
    ……..”Ma san Giuvacchine
    sa fa’ de tutte: ciquele, nefrite,
    n’tpù’ fijà? Divente ‘na mammine!

    Fa da’ngignire e fa da manuvàle,
    le pù’ chiamà’ se ti n’ugne’ncarnite,
    t’aiute se te scade ‘na cambiale….

    ….e la soave musica completa il giardino …dove è nata il nuovo fiorellino:ANNA

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