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Nonna Raccontami – Natale ’43 Sulla Linea Gustav

Racconto  di Livio Angelini, Carlo Di Carlo, Alessia Giansante e Giorgio Valentini.[1]

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LA LINEA GUSTAV (dal nome del Generale che l’aveva studiata) andava da Gaeta a Ortona. Scanno si trova nell’alta Valle del Sangro, nel mezzo di questa linea dove si erano attestati i tedeschi.
Scanno era l’ultimo paese abitato, non era stato fatto sfollare dal comando tedesco perché circondato da montagne impervie. Qui avevano sede i comandi tedeschi dei paracadutisti e della fanteria. I militari, dopo circa dieci giorni, tornavano per riposarsi negli alloggi.

L’edificio scolastico, l’asilo dell’infanzia, tutti gli alberghi e i palazzi più grossi erano stati requisiti. Gli ufficiali erano nei palazzi, i comandanti negli alberghi, i soldati semplici e i sottufficiali alloggiavano nelle scuole e nelle case meno ricche.

Il paese era sottoposto a coprifuoco. Questo significava che erano poche le ore in cui era possibile uscire da casa. L’ora più tarda era le diciassette. Chi era sorpreso in strada dopo tale ora era immediatamente arrestato.
Il giorno di Natale il parroco di Scanno, don Pietro, si recò al comando tedesco a chiedere di poter celebrare la messa di Natale in un’ora tarda. I tedeschi acconsentirono per le diciannove, ma al massimo alle ventuno tutti dovevano essere a casa.

Alla messa accorsero tutti gli scannesi, soprattutto i giovani. Mentre si celebrava, la chiesa si riempì di militari, principalmente austriaci, che cominciarono a pressare per poter entrare ed assistere alla funzione, spingendo gli scannesi, e creando all’entrata un affollamento di oltre cento soldati.

Al momento dell’Offertorio, quando i tre sacerdoti celebranti si sedettero sulle sedie gestatorie, gli scannesi cantarono Tu scendi dalle stelle. Non appena questo canto ebbe termine, si levò improvviso ed inatteso quello dei tedeschi Stille Nacht che a Scanno nessuno aveva mai sentito. Mentre cantavano i visi di questi giovani si rigavano di lacrime. Gli scannesi, sorpresi, li guardavano e pensarono che la guerra fosse veramente una cosa brutta. Un episodio che ricorda la poesia Fratelli di Giuseppe Ungaretti.

Il nonno scannese che ha raccontato questo fatto, si rivolse a un soldato per congratularsi del bel canto e lo esortò a non piangere. Il soldato rispose sconsolato: «Voi state soffrendo la guerra, ma lo fate nelle vostre case. Noi invece purtroppo siamo lontani dalle nostre famiglie ed ogni giorno ci giungono notizie di bombardamenti degli americani sulle nostre città, che causano migliaia di morti. Forse anche tra le nostre famiglie».


[1] Questo racconto è stato presentato al concorso “Nonna Raccontami” organizzato nel 2012 dalla Rivista La Perla del Molise diretta da Michela Mastrodonato. Il Racconto è riportato nel  n. 29-30-31 – (Sett 2011-Ago 2012) della Rivista stessa ed è stato pubblicato anche sul sito: www.associazioneabam.it.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Un commento

  1. Giovanni Spagnuolo

    In quel Natale 1943 a Scanno c’ero purtroppo anche io. Avevo solo 18 mesi, e vi ero giunto qualche settimana prima in modo drammatico dopo che i tedeschi avevano fatto sfollare tutti gli abitanti, compresa la mia famiglia da Rivisondoli, posto in quel tratto sulla linea del fronte con Roccaraso e Pescocostanzo. In un primo tempo noi di famiglia avevano trovato rifugio in una grotta nel bosco di Monte Pratello, nella illusoria speranza che l’avanzata degli Alleati avrebbe in breve ricacciato indietro i tedeschi. Invece fummo costretti da questi, che nel frattempo ci avevano scoperto a lasciare anche la grotta. Mia madre e una mia zia mi portarono con loro e scelsero una scorciatoia per arrivare a Scanno risalendo la Spalvera, per evitare la statale 17 piena di sfollati e di mezzi militarie oggetto di attacchi da parte degli aerei alleati. Il viaggio fu particolarmente difficile e pericoloso per una precipitazione nevosa molto intensa con tutte le caratteristiche della bufera. Comunque arrivammo al fine. G.S.

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