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Nonna Raccontami – L’uomo che rubò la macchina del re

Racconto  di Livio Angelini, Claudia Caporale, Alex D’Egidio, Marica Seca[1]

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Nel maggio del 1945 eravamo in pieno fascismo, e c’era ancora la monarchia. Il re Vittorio Emanuele III era basso e magro, sua moglie, la regina, invece era una figura imponente. Insieme sembravano una caricatura.

In un giorno di quel maggio il re venne a Pescara per l’inaugurazione del Palazzo del Podestà. Arrivò a bordo della sua Isotta-Fraschini, la più bella e aristocratica macchina dell’epoca. Una fuoriserie, un’automobile unica: era di colore verde cupo. I suoi sedili erano di velluto rosso con motivi ricamati in oro. Ai lati del cofano, sui parafanghi, spuntavano le bandierine italiane con lo stemma dei Savoia. Il re, arrivato nella piazza di fronte al palazzo da inaugurare, fu accolto da una folla di nobili che lo applaudivano. La sua macchina fu parcheggiata al centro della piazza e custodita dalle guardie.

Un giovane di Notaresco (TE), nei giorni precedenti la visita reale a Pescara, nel caffè Imperiale del suo paese, e perfino a Napoli e a Roma, aveva fatto una scommessa con i suoi amici: avrebbe rubato la macchina del re.

Ai suoi amici la cosa sembrò impossibile ma, a pensare bene, forse non troppo, conoscendo il tipo. Era proprio bello: alto, magro, sempre ben vestito, non aveva un lavoro preciso, viveva della sua astuzia. Era un affabulatore a cui non mancavano mai le parole giuste. Le più belle e aristocratiche donne cadevano ai suoi piedi. Era un viveur gagà. Vantava amicizie nobili persino a Roma e Napoli. Era ricercato nei salotti della nobiltà.

In quel giorno speciale indossò il vestito grigio scuro tendente al verde, la camicia più bianca, la cravatta rosso amaranto con tenui sfumature dello stesso colore dell’abito e le scarpe nere laccate. S’imbrillantinò i suoi bei capelli neri alla Rodolfo Valentino.

Procuratosi una targa falsa, si presentò alle guardie che custodivano la macchina e disse di essere il conte Ferdinando di San Leucio, diplomatico della corte del re. Disse che per ordine dei servizi segreti la macchina doveva essere spostata dietro il Palazzo del Podestà per motivi di sicurezza. Il re, terminata la cerimonia, sarebbe uscito da una porta secondaria e subito ripartito per Roma. Le guardie del re, senza esitazione, gli consegnarono le chiavi e, dopo aver ordinato loro di seguirlo, il finto conte si diresse con la macchina dietro al palazzo. E invece di parcheggiare, se la filò passando per il lungo mare.
 Arrivò guidando fino a Notaresco, al caffè Imperiale, per mostrare a tutti che aveva vinto la scommessa, ovviamente dopo aver tolto le bandierine e aver messo la targa falsa al posto di quella vera. Con pochi soldi arrivò a Napoli e si diede alla bella vita, felice del suo “trionfo”.

Imbrogliava facilmente i benzinai; diceva loro che precedeva la macchina del re, con credenziali false in tutte le tasche. Un mese dopo aver fatto tutto quello che aveva desiderato, lasciò la macchina davanti al Palazzo Venezia a Roma. Non venne mai scoperto.

 


[1] Questo racconto è stato presentato al concorso “Nonna Raccontami” organizzato nel 2012 dalla Rivista La Perla del Molise diretta da Michela Mastrodonato. Il Racconto è riportato nel  n. 29-30-31 – (Sett 2011-Ago 2012) della Rivista stessa ed è stato pubblicato anche sul sito: www.associazioneabam.it.

Copyright  La Perla del Molise
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

2 commenti

  1. Antonia Anna Pinna

    Un Arsenio Lupin nostrano e più simpatico.

  2. Credere al 100/100 a questo racconto!?non so …è strano , fantastico e bello insieme! Non sarà che i nostri amici scrittori sono anch’essi AFFABULATORI ed hanno indossato la più bella livrea per incantarci?!

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