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Nonna Raccontami … La torre e l’uva

Racconto  di Giorgia Fioretti.[1]

 

MIA NONNA NON HA VISSUTO APPIENO LA SUA INFANZIA, perché quando era bambina le sono successi moltissimi fatti brutti.
Lei racconta sempre che a sette anni le accadde una tragedia. Era il mese di dicembre, sotto Natale, fuori c’era brutto tempo e in più nevicava fitto fitto.

La sua non era una casa ma una torre e lei era già andata a dormire. Nel dormiveglia sentì un boato e un fulmine le colpì l’occhio. La torre crollò e andò in mille pezzi. I genitori erano disperati perché lei e i suoi sette fratelli non si trovavano.

I pompieri arrivarono subito e incominciarono a scavare tra le macerie. I suoi fratelli vennero ritrovati. Lei dormiva all’ultimo piano e fu molto difficile ritrovarla. Mia nonna mi racconta che quando era sotto le macerie pensava di morire. Aveva molta paura, sentiva freddo e aveva sete.

Venne ritrovata il giorno dopo, aveva le gambe e un braccio rotti.

Ancora oggi quando c’è un temporale ha molta paura e quando mi racconta queste cose, a volte, piange.

Mio nonno è nato nel gennaio del 1931 e per me è un piccolo grande uomo perché, anche se era alto un metro e quarantanove, ha fatto grandi cose.

La più grande è stata mettere al mondo sedici figli e a
quei tempi era difficile crescerne tanti. Per molti anni nella sua casa ci sono stati undici figli, perché gli altri si erano già sposati. E mi raccontava che la mattina era bello
svegliarsi e fare colazione insieme a tutti i figli; era bello, quando tornava dai campi, vedere loro tutti insieme svolgere su un tavolino i compiti.

Purtroppo era impossibile mandare tutti i figli alle scuole superiori, quindi la maggioranza, arrivati all’età di quattordici anni, andava a lavorare nei campi per dare un sostegno alla famiglia. Solamente le ultime due figlie hanno avuto la possibilità di frequentare le scuole superiori.

Una volta mi raccontò che lui e sua sorella andarono a pascolare le pecore. Il padre raccomandò loro di stare attenti perché, se le pecore scappavano, potevano andare a mangiare l’uva del vicino e dopo erano guai. Si misero a giocare e non si accorsero che le pecore erano scappate. Solo verso sera si resero conto del guaio che avevano combinato, però fu troppo tardi… Le pecore avevano mangiato tutto.

Il padrone dell’uva si arrabbiò molto e loro due, oltre ad essere sgridati dal padre, dovettero andare a chiedere scusa al vicino.

Mio nonno, mentre raccontava questo episodio, rideva nel ripensare a quei tempi. È morto poco fa, il 10 ottobre 2010. La più bella cosa che ci ha lasciato è la famiglia: noi tra figli e nipoti siamo quasi cinquanta.


[1] Questo racconto è stato presentato al concorso “Nonna Raccontami” organizzato nel 2012 dalla Rivista La Perla del Molise diretta da Michela Mastrodonato. Il Racconto è riportato nel  n. 29-30-31 – (Sett 2011-Ago 2012) della Rivista stessa ed è stato pubblicato anche sul sito: www.associazioneabam.it.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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