Home / Cultura / Cultura Popolare / Nonna Raccontami – Infanzia di Altri Tempi

Nonna Raccontami – Infanzia di Altri Tempi

Racconto meritevole per la categoria ì ragazzi scritto da Carlo Di Carlo [1]

Infanzia-di-altri-tempi-Scuola-ruraleMIO NONNO BERNARDO ha ottantacinque anni. Sulla sua nascita c’è un mistero: Ë nato sicuramente nel novembre del 1924, ma secondo suo padre il 6, secondo la madre il 7 e secondo lo Stato Civile l’8; buona occasione per festeggiare tre compleanni l’anno. Il primo di otto fratelli e sorelle, viveva in una famiglia poverissima, in una pinciara, ovvero una casa di due stanze fatta di fango e paglia.

In quel periodo di miseria ce n’era tanta e l’unico a portare qualche soldo a casa era suo padre Sabatino che faceva il funaro. Le loro ricchezze erano l’asino Beniamino, chiamato così in onore di un uomo antipatico a tutta la famiglia, e il maiale Peppino, rinnovato di anno in anno, che rappresentava una grande risorsa alimentare. Una tecnica, forse l’unica, per trovare qualcosa in più nel piatto era quella di rubare qualche frutto e qualche ortaggio da coltivazioni vicine.

La scuola non era proprio amata da mio nonno, che terminò gli studi in Quinta Elementare, che in quegli anni era un optional per tutti. Il ritardo era una consuetudine e quello del venerdì addirittura un obbligo perché c’era il mercato. Qui, insieme ai suoi amici, si procuravano i fili di acciaio che erano cambiati dai maccheronari, per essere riutilizzati durante le lezioni come corde di chitarra.

All’arrivo a scuola la maestra, sentendoli bussare, diceva: Avanti i soliti!!! ed il gruppo si posizionava nelle retrovie, meglio conosciute come “banchi dei somari”.

La classe era composta di almeno trenta alunni, non tutti della stessa età perché c’erano molti ripetenti tra cui il cugino Mario, di quattro anni più˘ grande. C’era poi un certo Pinciarelli, l’intellettuale del gruppo che era addetto ad aguzzare le matite. Probabilmente, però, il ruolo più˘ duro era assegnato a Silvestri, un ragazzo bravo ma soprattutto molto alto; per questo aveva il compito di aprire e chiudere le finestre.

L’anno scolastico iniziava ad ottobre e mio nonno, puntualmente, non aveva le scarpe poiché troppo costose. Un anno la maestra Romualdi, vedendolo scalzo, lo minacciò di non farlo più˘ entrare in classe; la storia si ripeté per due giorni e finalmente il terzo, la maestra capì che non poteva permettersele e lo fece entrare.

Mio nonno non eseguiva quasi mai i compiti, ma ricorda tuttora la poesia che gli fu assegnata da imparare a memoria e che recita:

C’era una volta un topolino / ghiottoncello e birichino, / trovò un certo bocconcino / di formaggio pecorino; / lo fiutò, l’assaggiò / ed in trappola restò.

Nel raccontare, mio nonno ha sempre il sorriso sulle labbra, anche se queste sue vicende non sono per niente allegre.

Io amo ascoltarlo, per me è come un cantastorie e mi fa capire di avere, io, la fortuna di una vita tranquilla, spensierata, piena di comodità, mentre la sua infanzia è stata povera, dura e difficile. Eppure mio nonno ha sempre avuto il coraggio di andare avanti, di non demoralizzarsi mai e di costruire con le sue sole forze il proprio futuro.


[1] Questo racconto è stato presentato al concorso “Nonna Raccontami” organizzato nel 2012 dalla Rivista La Perla del Molise diretta da Michela Mastrodonato. Il Racconto è riportato nel  n. 29-30-31 – (Sett 2011-Ago 2012) della Rivista stessa ed è stato pubblicato anche sul sito: www.associazioneabam.it.
Se  è vero che gli animali si tengono con la capezza, è altrettanto vero che  le persone, la loro vita  e i loro affetti eterni, si tengono con le parole.

Copyright  La Perla del Molise
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.