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Non prendeteci in giro con la storia  del Treno d’Epoca

di Valter Buzzelli [1]

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Non mi fermo alle apparenze, voglio capire, dobbiamo capire cosa c’è dietro a questa faccenda che per molti versi ha dell’incredibile perché nessuno può vietarci di fare un ragionamento in base alle conoscenze che abbiamo. E quali sarebbero le nostre conoscenze?

Per prima cosa sappiamo che la linea Sulmona- Carpinone è stata dismessa, non usiamo un altro termine, la dismissione è avvenuta ed è una certezza perché non circolano treni e l’intera tratta è pressoché deserta.

Finora è questa l’unica certezza, non giriamoci intorno, e sapete chi l’ha chiusa la nostra Ferrovia? L’ha deciso la Regione Abruzzo con i responsabili delle Ferrovie e adesso gli stessi protagonisti che ci vogliono tanto ma tanto bene ci “regalano” il contentino e cosa ti tirano fuori dal cilindro per tenerci buoni ? Il treno “Museo”…. il treno storico, un museo itinerante che dovrà svolgere una sola funzione e cioè mostrare ai visitatori del museo che cosa? I ponti, volte, viadotti, tralicci, serbatoi idrici, capriate ed il prevedibile sermone sugli eventi storici che distrussero questa ferrovia. Domani e dopodomani io non ci sarò perché non mi va di assistere ad una farsa, una pagliacciata preparata per insultare e violentare 120 chilometri di storia.

Il treno, in tutto il mondo, svolge una sola funzione ed è sempre quella a noi nota, un mezzo di trasporto. Altre scappatoie servono soltanto a buttare fumo negli occhi a disorientare la gente.

Il Treno Storico è destinato a morire prim’ancora di nascere perché non ha un futuro e non si capisce come mai si spendano 250 mila euro per mettere in piedi un convoglio che attinge danaro pubblico dallo Stato.

Ecco perché non ci credo, e questa storia, l’ho premesso all’inizio, ha dell’incredibile perché ci sono in ballo molti soggetti che di privato non hanno assolutamente nulla, tutto ruota intorno a finanziamenti pubblici, in maniera diretta ed indiretta. Non ci vuole molto a capire, risulta forse a qualcuno di Voi che ci sia in giro una qualche società privata che butti del denaro per mettere in piedi una cosa del genere? Un pazzo, soltanto un imprenditore pazzo farebbe una cosa del genere, sarebbe votato al fallimento. E invece che cosa accade?

Accade che le RFI, Ferrovie, Regione etc…chiudono la tratta perché costa troppo e poi…….e poi ci ripensano sopra e si fanno venire un’idea, ovviamente a fin di bene  ed in cosa consiste questa idea ? L’idea è finalizzata a dare il contentino a noi abruzzesi dell’Altosangro, evidentemente ci considerano sempre Buoni, Forti e soprattutto Gentili ma fino ad un certo punto perché l’idea, stavo per dire il “trucco”, l’abbiamo capita e non ci piace per niente. In poche parole cosa è successo, la Ferrovia chiude, si fa avanti l’Ente Parco Nazionale della Maiella, contatta la Fondazione FS e al costo di 250 mila eurini le chiede di mettere in piedi sto benedetto treno che non serve per i viaggiatori ma solo per i visistatori del Museo……

Morale della favola, la Maiella paga la Fondazione FS ma siccome è la stessa Maiella che riceve soldi dalla Regione, che conclusione dovremmo trarre tutti noi Buoni Forti e Gentili?

Siccome è sempre la Regione che paga, tanto valeva tenerla in piedi la ferrovia, com’era prima. O no?

 

[1] RFI Capo Stazione Sup.re presso FS, di Castel di Sangro, vive a Castel di Sangro

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

3 commenti

  1. Mah, secondo quanto c’è scritto in questo testo sembrerebbe quasi che i treni storici siano un costo a perdere. Ha mai detto nessuno a questo signore che i treni storici sono fonte di guadagno e la gente non ci sale sopra a titolo gratuito ? E poi, da dove ha evinto che il costo di un treno storico sulla Isernia – Castel di Sangro sia di 250.000 euro ???? Invito questo signore che ha sparato cifre e sentenze a caso ad informarsi presso la “Fondazione FS” sui reali costi, nonché sul reale destino di codesto servizio, definito “morto ancor prima di nascere” , quando, a dire il vero, i treni organizzati fino a luglio sono già sold-out. Insomma, è sempre la solita italica manfrina… ci si lamenta se tolgono il treno ma ci si lamenta pure se lo rimettono . In questo caso si va oltre, ci si lamenta anche se si tenta un rilancio del turismo tramite la ferrovia. E noi vorremmo crescere ? -.-

    • Valter Buzzelli

      Signor Duilio le cose che ho scritto non le ho sparate affatto e non mi piace per niente il suo tono, le cose che ho detto le sottoscrivo perché finora nessuno è stato in grado di spiegarmi in base a quale criterio l’intera linea sia stata chiusa al traffico per i costi alti e nel contempo si spendano soldi per far transitare un “treno” sfarzoso ed inutile che svolge compiti che nulla hanno a che fare col trasporto viaggiatori. La gente, signor Duilio, non ha l’anello al naso e questa farsa odierna con tanto di banda, inno di Mameli e l’immancabile presenza dei politici, colpevoli e complici della violenza perpetrata a danno di tutti i paesi interessati al treno, ebbene è stato l’epilogo, la ciliegina sulla torta per dimostrare come sia stato facile, per loro, prendere per i fondelli la gente, la stessa gente che non si è stancata persino di applaudire. Cornuti e mazziati.
      Per quanto riguarda la Fondazione FS che tanto difende non mi pronuncio, osservo solo che quel “treno” costa molto di più di quei diecimila euro introitati, a tanto ammonta l’intero incasso. La mia impressione, signor Duilio, è che sia proprio lei all’oscuro di tutto, non si lasci influenzare dalla banda e dall’inno di Mameli…..i sold-out sono una emerita fregnaccia, mi faccia passare il termine brusco, perché tutto ciò che attiene al Pubblico, Fondazione compresa, è in default, fallimento. L’Italia è sull’orlo della bancarotta, 2100 miliardi, 40 mila euro a testa, proprio perché si continuano a fare operazioni capestro come questa, si chiude una linea e si spendono poi soldi inutili per rimetterla in piedi. E questo accade sempre quando sono in ballo soldi pubblici, il colpevole non si troverà mai, non difenda l’indifendibile perché il fallimento riguarda tutti, persino la Roma-Milano è in fallimento. L’Italica manfrina, come la chiama lei, non ci riguarda, ci riguarda invece il treno che circolava tutti i giorni. Stia bene e…sia meno rancoroso.

    • Forche Caudine

      Non entriamo in merito a scelte, gestori, protagonisti o fondi. Crediamo che la chiusura di tratte ferroviarie rappresenti comunque un impoverimento per un territorio. E’ altrettanto vero che purtroppo molti paesini coperti, ad esempio, dall’Isernia-Sulmona siano completamente svuotati, abitati per lo più da persone anziane, quindi in epoca di spending review stanno tagliando proprio queste linee cosiddette “secondarie” (e non solo in Molise, anche in posti più abitati). Nel contempo questo treno-museo, almeno sulla carta, rappresenta un valore aggiunto per il turismo e per la conoscenza del territorio ben venga. Nel Senese, ad esempio, hanno ritirato fuori da anni i treni a vapore per tratte ricche di storia e sono sempre pieni (ed il biglietto non è affatto economico), tant’è vero che funzionano da oltre un decennio.

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