Non è un problema di chi sia migliore o stia peggio, tra altomolisani, altovastesi o altosangrini.

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a cura di Enzo C. Delli Quadri

Altosannio, il luogo dove si sviluppano le vicende narrate in Viteliù. Aufidenia=Alfedena. Hereclanom=Schiavi d’Abruzzo. Pesco di Guardia=Pescopennataro. Trevento=Trivento. La Pietra che viene avanti=Petravenniende (Pietrabbondante). Sella dei Sacrati=Sella di Capracotta. M.Karakenos=Monte Saraceno. Santuario della Nazione=Teatro Italico di Pietrabbondante. M.Kaprum=Monte Capraro. Ver=Verrino. Città del Toro Sacro=nei pressi di Agnone. Le tre cittadelle=Le Civitelle
Altosannio, il luogo dove si sviluppano le vicende narrate in Viteliù. Aufidenia=Alfedena. Hereclanom=Schiavi d’Abruzzo. Pesco di Guardia=Pescopennataro.
Trevento=Trivento. La Pietra che viene avanti=Petravenniende (Pietrabbondante).
Sella dei Sacrati=Sella di Capracotta. M.Karakenos=Monte Saraceno.
Santuario della Nazione=Teatro Italico di Pietrabbondante. M.Kaprum=Monte Capraro.
Ver=Verrino. Città del Toro Sacro=nei pressi di Agnone. Le tre cittadelle=Le Civitelle

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Dopo il mio breve articolo di due giorni fa, con il quale rivendicavo di aver sollecitato, già 4 anni fa, gli amministratori locali a gestire il grande cambiamento dell’ordinamento statale che avrebbe portato, come sta portando, alla soppressione delle provincie e all’accorpamento dei comuni (Unione di Comuni) e che porterà al superamento del confine tra Abruzzo e Molise,  diversi amici e amministratori, così come fecero a suo tempo i sindaci di Agnone e Pescopennataro, fanno ancora persistentemente presente che, oltre quel confine, non c’è gente migliore dei molisani e nessun comune di confine abruzzese sta demograficamente o economicamente meglio di quelli molisani.

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior uomo di chi non vuol ascoltare le ragioni dell’altro. Ciononostante, insisto.

Concordo sul fatto che nessuno è migliore o peggiore di un altro, specialmente se si parla di noi montanari dell’Altosannio (Alto Molise Sangro Vastese) ed è vero che tutti i comuni di confine di montagna tra Abruzzo e Molise se la passano male: sistema sanitario deficitario, alta emigrazione, età media della popolazione molto elevata (Checco Zalone si è divertito a dipingere il Molise in Sole a Catinelle), imposte locali tra le più elevate d’Italia, se non le più elevate, spese abnormi per il riscaldamento invernale, viabilità scadente, scarso sostegno alle attività produttive, regolamentazione asimmetrica di un piccolo territorio, lo storico Altosannio, soggetto a 4 normative regionali e 4 normative provinciali.

Ma, se sollecito a guardare con interesse alla riaggregazione tra Abruzzo e Molise e, conseguentemente, alla creazione di una zona territoriale, quale l’Altosannio-Almosava, gestita omogeneamente con l’accorpamento dei comuni, lo faccio per le sottoelencate ragioni che nulla hanno a che vedere con l’antropologia e molto hanno a che fare con lo sviluppo economico della zona.

Infatti, la riaggregazione delle due regioni e la creazione di un’area, quale l’Altosannio, gestita amministrativamente in modo omogeneo, devono significare

– la liberazione di almeno 300-400 milioni di euro che oggi finanziano strutture regionali e provinciali inutili, per favorire attività produttive turistiche e commerciali

– l’omogeneizzazione di procedure e regolamenti regionali

– la ricompattazione di un territorio oggi gestito in modo sconnesso e scomposto ( a scacchiera) da diverse strutture provinciali. Si pensi all’Altosannio gestito da due regioni e 4 province, ciascuna con i propri regolamenti e le proprie esigenze elettorali.

– l’eliminazione di una vasta struttura intermedia politica e sindacale che fa da tramite tra casta centrale e periferia e che, con molta arroganza e superbia, costa, alla cittadinanza, molti milioni di euro.

_ e altro ancora, che con il progetto ALMOSAVA-Altosannio, insieme con altri amici abbiamo cercato, finora invano, di far comprendere alla popolazione molisana e abruzzese, perché reagissero all’attuale mortificante situazione.

 

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