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Non dimenticare … … Nicola Bianchi

Liviana ricorda il suo fidanzato Nicola Bianchi[1]

A tutti gli studenti universitari
morti quella notte a L’ Aquila

 Storie reali dal cratere aquilano, raccolte e narrate da Umberto Braccili nel suo libro verità “MACERIE dentro e fuori[2]”, con la collaborazione di parenti, fidanzati/e, amici

A chi me lo chiede, continuo a ripetere che è difficile descrivere Nicola.

Forse sarebbe più giusto farlo utilizzando le parole che lui stesso sceglierebbe, ma sono certa che anche in questo caso non riuscirei a rendere bene l’idea. No, perché Nicola lo avrebbe fatto con troppa modestia, troppa umiltà. È per questo che credo di dover parlare di lui attraverso gli occhi di una fidanzata, di una madre e di un padre, di una sorella, di tanti amici, ma anche di tutte quelle persone che l’hanno visto una sola volta; perché so che loro, sebbene l’abbiano conosciuto marginalmente, sanno davvero chi è Nicola.

Bastava un sorriso o un semplice “ciao!” per far capire la sua dolcezza, la semplicità dietro cui, in realtà, si nascondeva un animo complesso, fatto di mille sfaccettature che mettevano in evidenza lati sempre nuovi da esplorare.

Non posso parlare di lui senza raccontare uno dei nostri primi incontri quando, al centro di un’aula universitaria, mi ha fermata e mi ha detto: «È un mese che ti cerco!». Ricordo perfettamente la sensazione che provai e la ricordo perché Nicola ha fatto sì che potessi continuare a riviverla ogni volta che ci siamo parlati, guardati, o anche quando siamo restati semplicemente in silenzio. Anche nel silenzio, infatti, e forse in quei momenti più che mai, era impossibile non accorgersi della sua presenza. Non ha mai avuto bisogno di gesti eclatanti per far capire che c’era. Gli bastava entrare a casa mia e salutare le nostre amiche per farsi adorare, il suo modo di essere portava chiunque a cercarlo e a volergli bene. Non poteva essere altrimenti. Nicola non solo ha sempre dimostrato di essere vicino alle persone a cui teneva, ma non ha mai risparmiato un gesto d’affetto per chiunque ne avesse avuto bisogno.

Nicola continua ad essere sempre nei miei pensieri e anche nei miei sogni. Non ricordo esattamente dove fossimo, forse in un negozio, mi sono voltata verso di lui e, siccome gli avevano appena proposto un lavoro all’estero, gli ho chiesto: «Nico, è vero che non mi lascerai mai?». Lui mi ha guardata negli occhi e, stringendomi a sé, mi ha risposto: «Ma come ti viene in mente? Non ti lascerò mai!». Ho sorriso. Ero certa che non mi avrebbe mai abbandonata. Poi, all’improvviso, mi sono svegliata e mi sono resa conto che era solo un sogno; ho acceso la luce e davanti a me ho visto tutte le sue foto. Non potevo far altro che piangere: io so che non mi avrebbe mai lasciata,

non l’ha deciso lui, gliel’hanno imposto. E infatti, come sempre, ha mantenuto la sua parola perché non mi ha lasciata davvero:

Nicola è ancora qui con noi, in ogni cosa che ci circonda. Sì, perché il ricordo di ogni istante vissuto insieme non ci abbandonerà mai. Nicola è il ragazzo romantico che tutte le fidanzate vorrebbero avere. È il ragazzo che il giorno del nostro primo anniversario mi ha portato nel posto in cui ci siamo incontrati per la prima volta e mi ha detto: «È qui che è iniziato tutto, è questo il posto in cui è nata questa favola…». Piango adesso, perché non può essere altrimenti. Piango perché ho sempre creduto a quello che mi diceva, quel “non ti lascerò mai” continua a riecheggiarmi dentro, come continuano a farlo tutti i momenti che abbiamo passato insieme.

È strano raccontare di noi, non mi è mai piaciuto farlo: Nicola e Liviana hanno vissuto una storia bellissima e forse è proprio per questo che non hanno avuto il bisogno di parlarne con gli altri, forse per non rovinare e per non sminuire un sentimento che cresceva ogni giorno di più. Eppure oggi mi ritrovo a raccontare di episodi, a scrivere di sensazioni provate insieme e sono felice di farlo: so che solo così Nicola potrà continuare a vivere nel pensiero di chi l’ha vissuto, ma anche di chi non l’ha mai conosciuto. So che è l’unico modo che ho di far sognare chi leggerà queste parole, così come lui ha fatto e farà sognare me, perché Nicola è tutto ciò che si possa desiderare: è il fratello maggiore premuroso che telefona alla sorella chiedendole se ha fatto i compiti o che l’accompagna a lezione di chitarra, è il figlio che scherza con i genitori con i quali ha un invidiabile rapporto, è il fidanzato che non lascia mai nulla al caso.

Nicola è tutto questo, ma anche molto di più. È il ragazzo che mi faceva sorridere, che mi sussurrava all’improvviso una frase dolce, che mi riempiva di attenzioni come quella volta che eravamo seduti in cucina e lui prese un foglio che era sul tavolo e me lo avvicinò bisbigliando: «Un piccolo regalo per te!». Aveva semplicemente disegnato una bellissima rosa! Un’altra volta, tornando da lezione, mi passò a salutare. Entrò, mi aprì la mano e mi diede un cioccolatino: «È per la mia sposetta studiosa, così adesso può continuare con più energie!».

Nicola era così: un continuo di piccole sorprese. Anche quando mi parlava della sua famiglia mi faceva sorridere, perché non lo faceva come farebbero tutti i figli! Mi raccontava degli scherzi che faceva a sua madre o a suo padre. Rideva, e il suo era un sorriso a dir poco contagioso. Era inevitabile che chiunque lo sentisse parlare fosse come ipnotizzato di fronte alle sue capacità oratorie! A tal proposito mi torna in mente quella volta in cui “raccolse” me e le mie inquiline intorno al tavolo e iniziò una lunga spiegazione sui motivi razionali per i quali era provata l’impossibilità dell’esistenza di Babbo Natale! Scriveva calcoli e ce li spiegava e di volta in volta ci chiedeva se riuscivamo a stargli dietro (e non era semplice per noi profane di tutti quei numeri!): ma lui era così preciso che anche noi alla fine riuscimmo a capire il motivo per cui Babbo Natale non esiste!

Ma non solo, era anche un po’ il risolutore di tutti i problemi che avevamo! Come quella volta in cui la mia coinquilina doveva risolvere un esercizio e disse: «Nicola è l’unico che può aiutarmi!». Molte volte ci capitava di studiare insieme e lui abbandonava la sua materia e veniva a sbirciare la mia!

Così iniziavano lunghi dibattiti e spesso lui finiva per smontare tutte le varie teorie che io ero impegnata a difendere! Non so come riusciva a farlo (o forse sì!), ma ne sapeva sempre una più degli altri! Forse è proprio questo suo aspetto che mi ha incuriosita sin dall’inizio, quella sete di conoscenza che non lo abbandonava mai. Andavamo spesso in edicola insieme e lui faceva rifornimento di fumetti, di riviste scientifiche o musicali. Le leggeva tutte con attenzione: gli piaceva parlarne, gli piaceva far sapere anche a me quello che lui aveva imparato e se, quando dopo una lunga spiegazione, io avevo la faccia perplessa, lui iniziava di nuovo fino a che non mi fosse tutto chiaro!

Pur nella sua semplicità, Nicola non è mai stato banale. I libri che mi ha regalato, ad esempio, non sono mai stati testi “scontati”, ma sempre originali. Nicola riusciva a stupirmi anche quando mi invitava al cinema: non mi portava mai a vedere il solito film super pubblicizzato, ma sempre dei film particolari, la cui trama doveva essere seguita con attenzione. Di solito, alla fine, scherzando, gli dicevo che il film non mi era affatto piaciuto, ma non era così. Era bello: come se il cinema fosse tutto nostro, visto che c’era davvero poca gente a vederli. Forse, per far capire chi è Nicola, dovrei raccontare molto altro o forse no. Probabilmente basterebbe far parlare lui attraverso i tanti messaggi che mi scriveva, uno fra tutti: “Fai conto che in questo messaggio non ci sia scritto nulla, solo il silenzio di me che ti sono vicino”.

Credo che Nicola non viva solo nei ricordi di tanti attimi trascorsi assieme ma lo ritroveremo soprattutto nel silenzio, per sempre. È proprio questo il motivo per cui noi continuiamo a parlargli, a chiedergli consigli e a sorridere quando sentiamo una folata di vento sfiorarci il viso, certi che sia un altro suo modo originale di darci una risposta. Non lo faccio solo io, ma lo fanno, sono certa, anche la sua adorata sorella quando, chiusa in camera, suona una canzone con la sua chitarra e gli chiede se gli è piaciuta; così come continua a parlare con lui la sua complice mamma: «Il piccolo principe: questo è uno dei tuoi libri preferiti, uno dei pochi che sono riuscita a recuperare sotto quelle maledette macerie, ripulito e ora custodito insieme agli altri nella tua stanza, quella che caoticamente tenevi in ordine e che mi vietavi di riorganizzare ogni volta che te lo chiedevo. Quante volte mi hai suggerito di leggerlo e io apaticamente ti rispondevo: “Adesso ho tante cose da fare”. Ma che cosa avevo da fare di così importante? Spesso hai cercato di trasmettermi la tua voglia di conoscere: “Vai avanti con il pensiero, non fermarti alla semplice lettura, analizza, sii curiosa e vedrai altro”, così mi dicevi. La tua sete di sapere è nata con i dinosauri, eri così piccolo! Io ho capito subito che c’era qualcosa di speciale in te. Quanto ti ho parlato! Sono sicura che mi sentivi anche lì, nella mia pancia, di sicuro avvertivi il mio amore che non ha smesso mai di crescere. Ora mi chiedo se c’è un modo per farlo arrivare a te.

Nico, qualcuno dovrà rispondere della vita che ti è stata negata, del tanto amore che stavi restituendo alla tua mamma e di quello che trasmettevi alle persone che ti conoscevano!». La tua originalità, la tua simpatia, la tua dolcezza, la tua voglia di fare e di imparare non ci abbandoneranno mai, ma continueranno ad accompagnarci, perché troveremo qualcosa di te in tutto ciò che faremo, in ogni colore che vedremo, in ogni profumo che sentiremo e in ogni suono che ascolteremo.

Ti vedremo in noi, perché dobbiamo a te il nostro modo di essere oggi: sei tu ad averci “costruito” con la tua pazienza e il tuo amore. Dolce sposetto e nostro piccolo principe, oggi non ci resta altro che prometterti che continuerai a vivere nei nostri pensieri: ogni volta che un nuovo sole sorgerà, noi ti ringrazieremo per tutto quello che ci hai fatto provare e per averci permesso di viverti…

 Liviana

 



[1] Nato a m. s. giovanni campano (fr) 8 agosto 1986 iscritto al 2° anno facoltà biotecnologie, morto a L’Aquila in via G. D’annunzio, 24, il giorno del terremoto. verificatosi il 6 aprile 2009 alle ore 3:32
[2]
È un libro difficile da scrivere quello che vi apprestate a leggere. Un libro scritto con il cuore da genitori fratelli fidanzate ma con dati precisi che denunciano quello che ormai è scivolato nel dimenticatoio. Quello che non è stato fatto per salvare degli studenti universitari che non sapevano del pericolo che correvano quella notte (Umberto Braccili).

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

2 commenti

  1. sto piangendo.
    non avevo mai visto l’aquila… la vedrò prima o poi, nuova, con la sua forza antica.
    GRAZIE a tutt* voi della vostra resistenza.

  2. una ferita che non si rimarginerà mai……CORAGGIO a tutti i familiari della vittime del terremoto dell’aquila,,spero che chi ha sbagliato paghi ……

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