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No, caro Petraroia! Così non va…..

di Enzo C. Delli Quadri

 

Michele Petraroia, Vice Presidente e Assessore delle Regione Molise, con ruolo politico importantissimo, ha scritto la lettera, che qui sotto riportiamo, in risposta ad una denuncia della Diocesi di Trivento circa la desertificazione delle Aree Interne.

Dico subito che la risposta sarebbe corretta e giusta, se la regione Molise fosse un’oasi di tranquillità finanziaria ed economica. Purtroppo non è così: le risorse sono scarse e quasi inesistenti e limitarsi a fare riferimento ad un tavolo di dialogo tra Imprenditori, Comuni e Sindacati  è, per le Aree Interne, un gioco al massacro, essendo esse chiaramente sottorappresentate in quelle Associazioni.

E quel che più dispiace, nel leggere quella lettera, è verificare una mancanza di coerenza con il modo di pensare che sapevo essere di Petraroia. Infatti, nella sua lettera, manca un passo fondamentale di quella che è sempre stata la sua posizione politica in merito alle Aree Interne, vale a dire il rapporto con la Regione Abruzzo.

Dispiace che Michele Petraroia non ricordi minimamente che il problema delle Aree Interne non si risolve con la ghettizzazione. Michele, per primo, dovrebbe ben sapere, per averne discusso a tempo debito, che al tavolo occorre che via siano sia la Regione Molise, sia, soprattutto, la Regione Abruzzo.

Inutile nascondere la mia delusione per questo suo argomentare tutto interno alla Regione Molise. Possibile che anche Pietraroia si sia fatto convinto che tutto si possa risolvere dentro le quattro piccole e fragili mura di casa sua?

Qualcosa mi sfugge ora o mi è sfuggito nel recente passato, quando ho riposto piena fiducia nelle capacità, di Pietraroia, di leggere il futuro.

Dovrebbe essere chiaro a tutti che, oggi, BUONA POLITICA significa soprattutto leggere ed indicare il futuro, e non trovare pannicelli caldi per piccole e provvisorie soluzioni o, peggio, illudere una popolazione indifesa, quale quella delle Aree Interne di montagna.

 

 

Lettera inviata da Michele Petraroia il 13 luglio 2013

Alla cortese attenzione: CARITAS Diocesana Trivento, Direttore Don Alberto Conti

p.c.:  Diocesi Trivento, Mons. Domenico Angelo Scotti, Comuni della Diocesi di Trivento, Associazioni Imprenditoriali del Molise, Organizzazioni Sindacali del Molise

 

Oggetto: Aree interne. Spopolamento, desertificazione. Ruolo delle istituzioni e delle rappresentanze sindacali.

 

Nel corso della riunione tenutasi il 12 luglio all’Assessorato alle Politiche Sociali sul tema della lotta alla povertà e sulla programmazione europea 2014-2020,la CARITAS diocesana di Trivento ha consegnato agli atti le proposte allegate trasmesse nel dicembre 2001 a tutti gli amministratori locali, provinciali e regionali dell’Abruzzo e del Molise, considerandole a giusta ragione ancora attuali.

Considero corretta la provocazione della Chiesa sui temi della desertificazione delle aree interne e sulla necessità di ribaltare l’impianto culturale posto alla base del modello di sviluppo regionale che ha orientato gran parte degli investimenti e delle opportunità sull’area costiera e sull’asse Venafro –Isernia – Bojano – Campobasso – Termoli.

Sono pronto a riconoscere la necessità di rivedere tali scelte e verificare con le amministrazioni locali interessate e con le rappresentanze sociali, unaprogettualità innovativa che valorizzi i beni ambientali, le risorse culturali, le produzioni e le peculiarità delle nostre Aree Interne a cominciare dai comuni della Diocesi di Trivento che da anni soffrono il fenomeno dello spopolamento e dell’abbandono.

Macon la stessa franchezza con cui la CARITAS ha voluto protocollare agli atti le proposte di sviluppo del 2001, per non perdere altri 12 anni e ritrovarci nelle medesime condizioni, ritengo utile sollecitare un cambio di passo che non tocchi solo gli amministratori, ma chiami in causa l’insieme delle rappresentanze sociali, affinché si scelga di non ripetere gli errori gestionali del passato.

Oggi c’è da costruire il POR 2014-2020 che prevede espressamente una lineastrategica di sviluppo per le aree interne. È possibile legare i bisogni più impellenti delle comunità locali alla destinazione delle risorse? Possiamo individuare attraverso un confronto costruttivo delle risposte concrete in una pianificazione generale che trasformi i bisogni di tutela sociale, la salvaguardia ambientale e la promozione delle tipicità in opportunità di lavoro e di crescita economica?

Innanzi a noi, se escludiamo la rassegnazione, ci sono solo due strade, la protesta ela proposta.

Con la radicalità della denuncia si riuscirà ad allertare il sistema della comunicazione, nascerà il caso nazionale e per qualche istante l’agonia delle nostre comunità arriveranno sulle pagine del Corriere della Sera o di Famiglia Cristiana come già accaduto. Ma con quali esiti concreti?

Il giorno dopo i problemi restano esattamente nella stessa dimensione del giornoprima. Per questo rilancio l’unica vera opportunità che le rappresentanze istituzioni e sociali possono e debbono percorrere, che è quella del dialogo e della proposta.

Non nascondo che le emergenze finanziarie, gestionali, industriali e del settore sanitario, non hanno agevolato in questo primo trimestre dell’attività, il confronto con le amministrazioni locali provocando più di un’incomprensione.

Manon per questo non dobbiamo adoperarci per incontrarci a Trivento, ad Agnone, a Frosolone per discutere di lavoro, scuola, trasporti, politiche sociali, sanità, strade ed investimenti produttivi.

Il confronto costruttivo e responsabile ci aiuterà a non perdere altri 12 anni. Ma per non sbagliare nuovamente serve un cambio di passo e un mutamento d’approccio, sia da parte della Regione che da parte di tutti i soggetti coinvolti.

 

Distinti saluti.    Michele Petraroia

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Un commento

  1. Michele Petraroia

    Caro Enzo leggo le tue considerazioni sulla mia nota indirizzata alla Diocesi di Trivento e non ti nascondo di essere rimasto sorpreso. In nessuna parte della mia comunicazione tralascio le opportunità di sviluppo che possono scaturire da una cooperazione di area vasta con i territori confinanti della Regione Abruzzo. Le mie posizioni sul tema sono conosciute da tempo, esplicitate in modo chiaro e ribadite con costanza e coerenza da almeno un decennio. Non c’è necessità di sottolinearle in ogni circostanza e in qualsiasi lettera, mail o risposta che si scrive quotidianamente. Il tema oggetto della nota indirizzata alla CARITAS di Trivento è più sommessamente connesso con il programma europeo 2014-2020 che tratta le linee strategiche di sviluppo della Regione Molise nell’attuale configurazione geografica ed amministrativa. Qui e ora, il partenariato istituzionale, economico e sociale, hanno l’obbligo di predisporre la nuova programmazione comunitaria con l’individuazione degli assi di riferimento e delle misure per lo sviluppo e l’occupazione della Regione Molise. Se questo è il tema non si può parlare d’altro. Nessuno esclude che ci sia necessità di raccordarsi con le province confinati, i comuni vicini e con la Regione Abruzzo per un coordinamento delle linee strategiche da perseguire, ma questo è altra cosa rispetto al confronto che si è avviato in Molise per definire il POR 2014-2020. E a dir il vero nella nota ho cercato di scuotere i territori, le amministrazioni locali e le rappresentanze sociali delle aree interne per suscitare una loro reazione propositiva più che rinchiudersi nella rassegnazione, nella protesta o nel buttare la palla in tribuna con argomentazioni del tutto estranee alla questione che si pone innanzi a noi. Mi auguro che il tuo intervento agevoli la ripresa di un confronto ampio e costruttivo sul futuro delle aree interne, perchè non c’è da creare una contrapposizione tra i benefici che potrebbero derivare da una buona programmazione comunitaria regionale 2014-2020 ed i benefici connessi con una pianificazione di area vasta e da una cooperazione strategica con la Regione Abruzzo.

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