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Nel Mondo di Maria: Jennare, jennarone … …

di Maria Delli Quadri [1] 

Capracotta, neve del 1956
Capracotta, neve del 1956

Nel mese di gennaio la gente, a Capracotta e altrove in Altosannio, metteva mano alle ultime provviste e aspettava con sollievo l’uscita del mese per poter finalmente  riprendere qualche piccola attività; non che febbraio regalasse qualcosa. Ma le giornate più lunghe, il mese più corto, un po’ di sole di tanto in tanto infondevano negli animi speranza e voglia di fare.

Gennaio, con i suoi rigori e nevicate, è stato da sempre un mese poco amato, nonostante la festa di s. Antonio abate, l’ingresso del carnevale, l’uccisione del maiale. Si comincia da Capodanno, l’Epifania, poi col rientro a scuola dopo le lunghe feste natalizie e la fine di tutti i ponti vacanzieri. In attesa di tempi migliori si trascorrevano le giornate chiusi dentro casa a spiare, ogni tanto, le possibili “mosse” del tempo. Il bianco dominava dappertutto, spesso si usciva dalle finestre o si passava sotto gallerie candide e incontaminate.

Finalmente, la sera del 31 gennaio, la popolazione capracottese usciva di casa con qualunque tempo. Partendo dal quartiere di s. Giovanni, percorreva le vie del paese, munita di campanacci e di fiaccole. Le fila si ingrossavano a mano a mano che il gruppo andava avanti. A quei tempi il paese era popolato, per cui giovani, uomini, donne e bambini, tutti bene equipaggiati, sfilavano per le vie innevate, sprofondando nei mucchi di neve fresca, ridendo e scherzando.

Ogni tanto il capo-bandiera arrestava la marcia e, dando uno scossone più forte al proprio campanaccio, gridava con voce stentorea: “Jennare, jennarone, sci sfasciate ru catenare( soffitta) e ru cascione)” [2] . Voleva dire che le provviste erano finite e, dunque, gennaio doveva andare via.

Con malagrazia, tra schiamazzi, urla, sberleffi e fischi, come se il poveretto fosse stato un’entità materiale, il primo mese dell’anno veniva accompagnato fuori dal paese, fino alla chiesa della Madonna di Loreto.  con grida: “Sciò Sciò, vide la via ch’ia fa’.( Vedi la via di andartene).

 

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[1] Maria Delli Quadri: Molisana di Agnone (IS), prof.ssa di Lettere, oggi in pensione. Ama la musica, la lettura e l’espressione scritta dei suoi sentimenti. In questa rubrica Maria volge lo sguardo sul mondo almosaviano e nascono pensieri e ricordi.
[2] Clima nei modi di dire  http://www.altosannio.it/clima-nei-modi-di-dire-almosaviani-dellalto-sannio/


Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine 

About Maria Delli Quadri

Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere. Amava la musica, la lettura e l'espressione scritta dei suoi sentimenti.

2 commenti

  1. scente, ho scoperto questo interessante sito.

    • Grazie ad una mia conoscente, che ha voluto segnalarmi la pubblicazione di una foto sulla eccezionale neicata a Capracotta nel 1956, ho scoperto questo interessante sito.
      Peraltro, ho scoperto che il Direttore editoriale è il Dottor Nicola Mastronardi che ho avuto il piacere di conoscere e l’onore di presentare il suo libro: “Viteliù – Il nome della Libertà” nei locali del Circolo Ufficiali di Bologna.
      Un’esperienza bellissima.
      Il sito è interessantissimo e credo che lo visiterò spesso.
      Auguri a tutta la Redazione.
      Gioacchino Di Nucci

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