‘Ne penziere – Un pensiero

0
750

Poesia di Gustavo Tempesta Petresine[1] tratta dal suo libro  “Ne cande[2]
c
on la musica di André Rieu Spring Flowers e l’editing di Enzo C. Delli Quadri

‘Ne penziere

sotto-la-pioggia-300x201 (1)Ciéle de marze ca chiuòve l’acca ‘n dèrre
‘mbùnneme chéscta coccia e quìscte piétte.
‘nzùppeme re cerviélle,
trapàneme re core,
trattienete ‘na ‘nzégna de delore

Ciéle de marze, quanda chiuòve a zeffùnne
amméscca chiscte lacreme a chess’acca.
Famme murì ‘na notte.
Fammene je ott’ore.
Trattiénte ‘na ‘nzégna de delore

 

Un pensiero

cantando-sotto-la-pioggia1Cielo di marzo che piovi l’acqua al suolo
bagnami questa testa e questo petto.
Inzuppami il cervello infradiciami il cuore,
trattieniti un minuscolo dolore.

Cielo di marzo: quando piovi a dirotto
mischia queste lacrime alla tua acqua.
Annullami per una notte,
fammi morire per otto ore,
trattieniti un minuscolo dolore.

_______________________________
[1] Gustavo Tempesta Petresine, Nativo di Pescopennataro, si definisce “ignorante congenito, allievo di Socrate e Paperino”. Ama la prosa e la poesia, cui dedica molto del suo tempo, con risultati eccezionali, considerati gli apprezzamenti e i premi che consegue continuamente. Il suo libro di poesie più bello e completo si chiama “‘Ne cande,”
[2]Ne cande, nasce da un percorso accidentato, da un ritrovare frammenti e “cocci” di un vernacolo non più parlato come in origine, da mettere insieme in un complicato puzzle. I termini sono proposti cercando di rispecchiare la fonetica che fu propria del parlare dei nostri nonni, ascoltati in prima persona e qui proposti. Il “canto lieto”, quello che trattava di feste, amori e piccola ironia dove si contemplava il fluire non privo di stenti, di un vivere paesano, è svanito negli anni.

[divider]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.