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‘Ndocciata. Pena di morte per un patrimonio culturale italiano.

di Giovanni Giaccio

 Il 1886 è l’anno in cui ad Agnone iniziano ad essere presenti, lungo le strade, le prime lampade a petrolio, per consentire un’illuminazione pressoché sufficiente. Prima di allora?

 Nei secoli precedenti si suppone che contadini in cammino verso il paese, allora una cittadina, utilizzassero delle fiaccole da portare sulle spalle: le ‘Ndocce. Questa utile fiaccola divenne presto oggetto di tradizioni che lungo il tempo si sono evolute fino a raggiungere una vera e propria manifestazione, ideata per festeggiare sia il culto secolare del Fuoco e sia quello della ‘Ndoccia.

 Da anni, ormai, ad Agnone il 24 dicembre viene organizzata la ‘Ndocciata: una sfilata di ‘Ndocce che percorre l’intero corso principale del paese. Turisti italiani e stranieri vengono nel nostro piccolo paese per vedere questo spettacolo talmente particolare e pregno di religiosità da essere “replicato” anche a piazza San Pietro l’8 dicembre del 1996 in occasione del cinquantesimo anno di sacerdozio dell’allora pontefice Giovanni Paolo II.

 Visto l’esito della manifestazione, l’8 dicembre è diventato l’appuntamento annuale perchè anche turisti provenienti da più luoghi possano  prendere parte a questo spettacolo di fuoco che illumina e riscalda il paese quasi come se una sorta di magia unisse tutti gli animi accendendo lo spirito natalizio che è dentro ognuno di noi.

 Oggi nel 2011, stesso anno in cui abbiamo celebrato il centocinquantesimo anno dall’unità d’Italia è orribile pensare che una tradizione così particolare possa finire. Considerato l’andamento della politica Italiana, in particolare quella della regione Molise, c’è un serio rischio che paesi come Agnone, colmi di tradizioni spettacolari, muoiano a causa di un abbandono politico che favorisce accentramenti di ogni sorta sulle coste Italiane e nei grandi centri cittadini.

 Le realtà “paseane , dunque rischiano, l’estinzione

e credo che, proprio in onore di quei 150 anni così tanto decantati e celebrati, sia dovere innanzitutto della politica ma anche del singolo cittadino di impegnarsi, di far sentire la propria voce riguardo questa sentenza di morte che piove su tutti questi piccoli aggregati di paesi.

 Fatto, ormai certo, è che per molti anni il cittadino medio ha adottato la politica del Laissez faire, politica che ci ha condotto allo stato attuale. Considerato che NON E’ MAI TROPPO TARDI potremmo iniziare a “ribellarci” ed iniziare a pretendere cosa ci spetta di diritto, in quanto cittadini italiani. Dunque svegliamoci! Salviamo queste splendide tradizioni, questi affascinanti costumi, queste pittoresche terre, questi caratteristici paesini.

Salviamo la nostra piccola “patria”. Il futuro non è nelle città o sulle coste. Il futuro possiamo costruircelo NOI dove e come vogliamo.  Creiamo un futuro per la nostra terra natia.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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