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Navelli, nel cuore dell’Abruzzo

a cura di Paola Giaccio [1], con foto di Mario Lucci

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A circa 700 m s.l.m. ed a 34 km dalla città dell’Aquila, posto sul versante sud-ovest di un rilievo che domina l’Altopiano di Navelli, si trova un angolo speciale: Navelli, un luogo tutto da scoprire all’insegna delle pietre che raccontano antiche storie di vita, lavoro e preghiera e dello zafferano, prodotto di punta della piana, insignito dal 2005 della qualifica di Zafferano DOP dell’Aquila.

Le origini mitologiche dello zafferano risalgono all’Antica Grecia: secondo la leggenda difatti il giovane e bellissimo Crocus, che viveva sotto la tutela degli Dei, si innamorò della ninfa Smilace, favorita del Dio Ermes. Quest’ultimo, indispettito dai loro sentimenti, lo trasformò in un bulbo, divenuto la pianta dello zafferano.

Questo prodotto ha in realtà una storia estremamente lunga, essendo citato nella Bibbia, come anche in testi di Ovidio, Omero, Virginio e nell’Iliade. Originariamente era coltivato in Asia, per poi estendersi in Tunisia e Spagna; fu grazie a un domenicano abruzzese a giungere in Italia, in particolare nella sua zona di provenienza, ovvero gli altipiani di Navelli.

Le particolari condizioni dell’Altopiano di Navelli inoltre hanno fatto sì che la varietà ivi prodotta venisse definita “l’oro rosso di Navelli” per la sua incredibile qualità e le inimitabili proprietà di questo specifico prodotto.

Girare per il borgo di Navelli significa tornare indietro nel tempo e trovarsi immersi nel medioevo.

Le abitazioni vennero costruite in epoca medioevale nella zona della “Villa di Piceggia grande”, ampliandosi in epoca rinascimentale verso la “Villa di Piceggia piccola”: le due zone, medievale (l’attuale “Spiagge grandi”) e rinascimentale (“Spiagge piccole”), sono ancora distinguibili nell’abitato.

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Eventi

  • Sagra dei Ceci e dello Zafferano. La manifestazione enogastronomica, promossa dalla Pro loco di Navelli ad agosto, promuove le produzioni tradizionali del territorio con un’affluenza di circa 10.000 presenze nell’arco del fine settimana. Nata nel 1976, ha come sede storica il boschetto Santucci, sostituito nel 2007 dalla Piazza San Pelino a seguito degli incendi boschivi che hanno colpito la zona. Oltre alla cucina di piatti allo zafferano o ai ceci locali, la sagra permette anche l’acquisto di altri prodotti del luogo ed è arricchita da manifestazioni di contorno sportive e culturali.
  • Palio degli Asini. Nato nel 1980 come manifestazione di contorno alla Sagra dei Ceci e dello Zafferano, il Palio degli Asini vuol essere una parodia del famoso Palio di Siena. Preceduto da una sfilata di carri partita da Piazza Piccioli con personaggi in costume tradizionale e sbandieratori, la gara, che si svolgeva nel boschetto Santucci, si svolge lungo via Pereto con fantini assegnati agli asini di ciascuna contrada all’ultimo momento tramite sorteggio.
  • Vivi il Tratturo. Evento organizzato dalla Fondazione Silvio Salvatore Sarra la seconda domenica di settembre, in occasione dei festeggiamenti della Madonna dell’Arco, con la volontà di far riscoprire e vivere questo aspetto peculiare dell’Abruzzo interno.

 


[1] Paola Giaccio, Molisana di Agnone, libera professionista, ama profondamente la sua terra d’origine e ad essa dedica tempo e risorse, per divulgarne la bellezza.

Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

About Paola Giaccio

Paola Giaccio, Molisana di Agnone, libera professionista, ama profondamente la sua terra d'origine e ad essa dedica tempo e risorse, per divulgarne la bellezza.

Un commento

  1. Leonardo Tilli

    Splendida rievocazione e descrizione!

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