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Na musəca – Una musica

di Ugo D’Onofrio [1]

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Na musəca

A mésa còšta fra la lìucə e l’ómbra
na musəca calava alla vallata
facènnə aldə e vassə pə r’abbóitə
e accarəzzava l’anəma,
cóm’e vìendə chə parla tra lə fògliə,
cóm’e vìendə chə va drittə alla mundagna.
. . . E štava la mundagna tutta séula
ca na véucə, malappaina, sə səndóiva
tra pratəra vérdə d’acquatóina
facènnə l’améurə a sùonə də cambanə.
Ma. . . nn’évanə cambanə
ch’addurmìvanə la lìuna lènda lènda
e arrəsbəgliévanə ru séulə la matóina:
capillə évanə d’éurə attórnə a na faccélla,
ddu chjòchjərə e na pòvəra caməcélla,
ddu ùocchjə lucèndə
e nu nasillə tutta vrénna,
quàttrə pèquəra e na vècchja vəštarèlla.
E la musəca vulava sénza fóinə
candata da chélla uagliungèlla,
chəsà. . . annascòšta tra lə štéllə,
lundana lundana s’arsəndóiva
muróiva. . .
e dòppə, n’aldra vòlda arrəmbalzannə,
ascì gna éva nata pə sèmbrə sə spərdóiva.

Una musica

A mezza costa tra la luce e l’ombra
una musica calava alla vallata
facendo alto e basso fra gli abeti
e accarezzava l’anima,
come il vento che parla tra le foglie,
come il vento che va dritto alla montagna.
. . . E stava la montagna tutta sola
con una voce che a malapena si sentiva
tra prati verdi di rugiada
facendo l’amore al suono delle campane.
Ma. . . non erano campane
che addormentavano la luna lenta lenta
e svegliavano il sole la mattina:
i capelli erano d’oro attorno a una faccina,
le scarpe malandate e una povera camicina,
due occhi lucenti
e un nasino pieno di lentiggini,
quattro pecore e una vecchia veste.
E la musica volava senza fine
cantata da quella ragazzina,
chissà. . . nascosta tra le stelle,
lontana lontana si risentiva
moriva. . .
e dopo, un’altra volta rimbalzando,
così com’era nata per sempre si disperdeva.


tratta dal libro “Poeti Dialettali di Agnone” curato da Domenico Meo[2]


[1] Ugo d’Onofrio, Molisano di Capracotta, allievo pilota aereo, professore, avvocato, magistrato dissemina la sua vita di pensieri poetici, sia nel dialetto locale che in lingua italiana, riguardanti i vari aspetti della vita sociale del suo territorio.
[2] Domenico Meo, Abruzzese di Castelguidone (CH), ma agnonese di fatto, lavora alla Asrem di Agnone (IS). Si occupa, in termini scientifici, di dialetto, riti, usi e tradizioni popolari. Tanti i suoi libri, su cui giganteggia il Vocabolario della lingua di Agnone.

Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Un commento

  1. Così delicata e bucolica! Questa lirica rinnova la memoria lontana, in cui fin da ragazzi più spesso i maschi, ma anche le ragazzine, nei paesi di montagna, erano pastori e pastorelle … Gli uni allietavano la natura frequentemente con lo zufolo di canne-autocostruito-le altre con la loro voce docile ed argentina! Tempo da rimpiangere!!????Non del tutto…Ma da ricordare come un valore e con nostalgiche liriche come questa.

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