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‘Nə rəlorgə – Un Orologio

Questa poesia di Gustavo Tempesta Petresine[1] fa parte di un suo libro di poesie intitolato “Ne cande[2]  (la ə – e capovolta – va pronunciata a malapena)

 

 ‘Nə  rəlorgə

orologio a pendolo 17a204 copiaFaceva tic-tac ‘nə rəlorgìttə andìchə
lə pèndəla ‘bballàva ‘nniènzə e ‘rrètə
məsuruànnə rə tièmbə, orə e mənùtə.

də genda, terra, cacavièscə e prètə.

E mendrə ca faceva tic-tac,
z’arrambəchièva pə la cəmmənèra
‘nə vàttətə də corə vəllutàtə
ca trəttecàva l’aria də la sera.

‘Nə juòrnə zə rumbèttə ‘na mullètta,
la corda zə ‘mbəccèttə tutt’attòrnə
e lə langèttə jusctə zə fərmièrnə
dendrə arr’addòrə də ‘nə məzzjuòrnə

R’arrəvədìvə dopə jennə passàtə;
era arrəmàsctə talə e qualə a ‘pprìma.
Ma chéscta coccia z’era già scurdàta
də quillə tiémbə ca pə nu’ camìna.

Un orologio

Faceva tic-tac un orologio antico
Il pendolo ballava avanti e indietro
Misurando tempo ore e minuti
Di gente terra “cacavasci” e pietre.

Nel mentre che faceva tic-tac
si arrampicava su per il  camino
un battito di cuore vellutato
che tremolava l’aria della sera.

Un giorno si ruppe un ingranaggio
attorcigliandosi attorno a una molla
e le lancette precise si fermarono
dentro l’odore di un mezzogiorno.

Lo rividi dopo molti anni
era rimasto come l’avevo lasciato
ma questa testa aveva dimenticato
di come per noi tutti il tempo passa.

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3 Ne Cande...Copertina[1] Gustavo Tempesta Petresine, Nativo di Pescopennataro, si definisce “ignorante congenito, allievo di Socrate e Paperino”. Ama la prosa e la poesia, cui dedica molto del suo tempo, con risultati eccezionali, considerati gli apprezzamenti e i premi che consegue continuamente.  Il suo libro di poesie più bello e completo si chiama “‘Ne cande,”
[2] ‘Ne cande, nasce da un percorso accidentato,  da un ritrovare frammenti e “cocci” di un vernacolo non più parlato come in origine, da mettere insieme in un complicato puzzle. I termini sono proposti cercando di rispecchiare la fonetica che fu propria del parlare dei nostri nonni, ascoltati in prima persona e qui proposti. Il “canto lieto”, quello che trattava di feste, amori e piccola ironia dove si contemplava il fluire non privo di stenti, di un vivere paesano, è svanito negli anni.

Copyright Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri

 

About Gustavo Tempesta Petresine

Gustavo Tempesta Petresine, Molisano di Pescopennataro (IS), si definisce “ignorante congenito, allievo di Socrate e Paperino”. Ama la prosa e la poesia, cui dedica molto del suo tempo, con risultati eccezionali, considerati i premi conseguiti e la stima di tutti.

3 commenti

  1. Antonia Anna Pinna

    Gustavo ha un tocco specialissimo che fa brillare tutto ciò che esprime.

  2. quando leggo i versi di Gustavo, soprattutto nella forma dialettale, riesco ad immaginare le scene descritte con quella passione tipica di chi il tempo che passa lo conosce bene, anche se in apparenza sembra averlo dimenticato. Ma, nel cuore di quel mezzogiorno è rimasta intrappolata l’anima.

  3. CONSIDERAZIONI “L’OROLOGIO”Da ragazza m’era gradito lo scorrere del tempo: il ticchettio dell’orologio mi divertiva e potendo avrei velocizzato le lancette nella corsa: volevo crescere, “me vuleve fa’ grosse” andar sempre innanzi nel tempo, e il cuore festoso batteva all’unisono con il ticchettio… Ora, solo poco tempo dopo… mi giro e mi accorgo che la vita e scorsa anzi è corsa, ora i passi non vanno spediti, a volte vogliono fermarsi, si sono fatti pesanti e lenti, proprio come le lancette statiche di quell’orologio antico del poeta, rimasto fermo al mezzogiorno della sua vita. Ogni orologio prima o poi si ferma, ma come e perché l’ ingranaggio si attorciglia e lo faccia fermare non ci è dato di sapere.

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