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Munne lundane

Poesia di Antonia Anna Pinna

Munne lundane in dialetto di Villalago

Quile munne lundane,
andò nen ce pu’ jeje,
andò ce camba, ce respejra, è le spierchie
de le nosctre cuscienze.
Loche ce stane le colpe nosctre
chiouse dendre alla gabbia
cummà besctie cattejeve.
Le puteme guardà, darce a magnà j averce paoura
chi le po’ purtà ch’la zoca è furtunate
chi perde la forza j ce le fa scappà
la’ riacchiappà j l’annudà sctrette
pe tenè angora ne poscte
fore da la gabbia.

Mondo lontano in lingua

Mondo lontano

Quel mondo lontano, 
inaccessibile,            
dove si vive, si respira, è lo specchio
delle nostre coscienze.
Li ci sono le nostre colpe chiuse in gabbia
come belve feroci.
Le possiamo guardare, nutrire e temere,
chi riesce a portarle al guinzaglio è fortunato
chi perde le forze e le lascia andare 
dovrà cercarle, raggiungerle e legarle strette
per avere di nuovo un posto
fuori dalla gabbia.

Copyright: Altosannio Magazine
EditingEnzo C. Delli Quadri

About Antonia Anna Pinna

Antonia Anna Pinna, Abruzzese di Villalago (AQ), lavora in Banca d’Italia. Ama la scrittura e, in particolare, la poesia che nasce dal suo profondo amore per ogni forma di vita, dal suo essere donna, madre e moglie.

2 commenti

  1. Antonia Anna Pinna

    Grazie Enzo.

  2. Brava Antonia Anna Pinna Bella e lunga metafora….”vizi” che fanno inorridire noi stessi che li produciamo! Soprattutto in questo tempo è d’obbligo “rientrare “nel rispetto della natura, se si vuole essere sicuri di poter vivere fuori della gabbia, cioè non schiavi del nostro comportamento folle!
    PERCHè è QUESTO IL PENSIERO TUOBELLO E POETICAMENTE ESPRESSO . VERO?

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