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Mo’ vedem’, Po’ vedem’, due marchi di qualità

Di Enzo C. Delli Quadri

 

Mo’ vedem’ (Ora vediamo), Po’ vedem’ (Poi vediamo) sono espressioni molto utilizzate in risposta ad una richiesta di concludere un affare, oppure in risposta ad una richiesta di risoluzione di un problema. In questo secondo caso, il più frequente, chi risponde è solitamente un amministratore o un politico o un politicante.

La prima, Mo’ Vedem’ (Ora vediamo) è riferita ad una situazione che potrebbe essere risolta a breve; in effetti, richiede mesi, ma, alla fine, una qualche risposta arriva.

La seconda, Po’ vedem’ (Poi vediamo), è, viceversa, riferita a situazione che molto difficilmente avrà una risposta e, in ogni caso, potrebbero passare anni.

Roba da far impallidire, da una parte, gli Arabi e il loro modo di condurre una trattativa e, dall’altra, Quinto Fabio Massimo detto Il Temporeggiatore

Gli Arabi, con il loro modo di condurre una trattativa, sono l’emblema del Mo’ vedem’  (Ora vediamo).

Emblematico è il racconto di 2 industriali inglesi che, chiamati da Londra a recarsi presso uno sceicco desideroso di acquistare alcuni prodotti particolari, si recano sul posto con tutte le buone intenzioni di condurre velocemente in porto la trattativa, ma a riceverli trovano solo un assistente dello sceicco che si premura di informarli circa il fatto che lo sceicco non è disponibile al momento e che occorrerà attendere. Vengono riservate loro tutte le attenzioni possibili, ma il tempo passa (Mo’ vedem’). Gli inglesi si innervosiscono, lo sceicco non si decide a farsi vedere. Dopo un po’ di giorni si appalesa ai due emissari dell’industria britannica e, scusandosi per il ritardo, chiede di vedere il contratto e di poter iniziare la trattativa. Sorpresa: i prodotti particolari hanno già preso un’altra strada. I due inglesi ringraziano per le attenzioni ricevute, salutano e se ne vanno.
Sembra che il racconto abbia anche due altri finali possibili. Il primo (altamente probabile): il prezzo del contratto è diventato più alto . Il secondo (molto poco probabile): lo sceicco, con il suo atteggiamento,  ottiene uno sconto sul prezzo .

Quinto Fabio Massimo Il Temporeggiatore

Viceversa,  Quinto Fabio Massimo detto Il Temporeggiatore è l’emblema del Po’ vedem’ (Poi vediamo).

Egli è rimasto famoso per la mancata aperta belligeranza contro Annibale che imperversava sul suolo italiano, cercando, con questo suo modo di fare, di sfiancare il suo esercito, senza peraltro riuscirci, anzi,  predeterminando le condizioni, dapprima, per la sua destituzione da dittatore con l’accusa di codardia e, subito dopo, per la disfatta finale dell’esercito romano  a Canne nell’agosto del 216 a.C..

In tutti e due i casi, questa inerzia degli amministratori porta ad un danno per le comunità rappresentate.

Fateci caso: tutta la politica italiana è pervasa da questo virus perverso. Si lasciano i problemi in sospeso, o peggio, si lascia che si incancreniscano.

Mo’ vedem’ … … … ….. … …..  Po’ vedem’ . … … … … … ….

Lo stesso enorme Debito Pubblico Italiano è frutto di questo virus maligno: Tutti i politici, salvo lodevoli eccezioni, che si sono succeduti, in questi decenni, al Governo dello Stato o delle Regioni o delle Province o dei Comuni, piuttosto che risolvere, di volta in volta, i vari problemi che si presentavano loro, hanno preferito rinviare. Come? Trasferendo i costi delle loro mancate scelte (mo’ vedem’…po’ vedem’) sulle generazioni future. Un esempio per tutti: piuttosto che gestire il sistema sanitario e quello pensionistico con scelte oculate, attente, si è preferito accontentare tutti indistintamente, ricchi e poveri, aventi diritto e non,  meritevoli e fannulloni, salvo …. po’ vedem’…..e i giovani, oggi, stanno pagando amaramente questo modo di fare.

Non solo. Di fronte alla grave situazione finanziaria, che sta mettendo a rischio tutto il sistema italiano, gli amministratori, i politici e i politicanti, con scarse eccezioni, non pensano di reagire con proposte, progetti, idee … … no …. si limitano a lamentarsi, a fare manifestazioni, a creare presidi, insomma preferiscono la protesta alla proposta e, la cosa più deprimente, è che non si rendono conto come, in molti casi, la protesta coincide con la difesa di molti privilegi ingiustamente acquisiti, in altri termini, quella protesta diventa una cortina fumogena dietro la quale si cela la difesa  di posizioni di privilegio.

Infine, non va dimenticato che, a volte, dietro queste parole, mo’ vedem’…po’ vedem’, si nasconde una vera e propria filibusteria, canagliata, mascalzonata, utilizzata per ottenere vantaggi cosiddetti impropri.

Da noi Mo’ vedem’….. Po’ vedem’……
in ingese Just a moment
In danese Kun et oieblik
in tedesco nur  ein moment
in spagnolo sòlo un momento
in filippino lamang ng isang sandali
in ceco Jen chvìli
in croato Samo trenutak
in  irlandese Ach nòiméad
in portoghese Apenas um momento
……………… ………………
…………….. ………………..

In tutto il mondo il significato delle parole è congruo : aspettare il giusto momento per dare le giuste risposte, in termini di tempo alquanto determinati.

Da noi no …. mo’ vedem’… … po’ vedem’  ….. , specialmente nel secondo caso, hanno il significato di affidare le sorti della propria proposta o richiesta nelle mani degli Dei.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

4 commenti

  1. Esther Delli Quadri

    Mi pare che con questo articolo tu metta il dito in una delle piaghe italiane più diffuse.Ma soprattutto lo fai in modo ironico, sagace e……. divertente! Complimenti.

  2. Floradelliquadri

    Tu sai che io ho il pallino del dialetto agnonese autentico. In quest’ultimo (ammesso che ci sia qualcuno che ancora lo parla) si sarebbe detto: mo v’dàim, po 
    v’dàim

    • Enzo C. Delli Quadri

       Cara Flora, hai perfettamente ragione ma voglio rendere l’idea che questo virus del “temporeggiare per non fare o fare male” è nato nell’era del dialetto “ripulito”. All’epoca del “mo v’daim” questo virus, a mia memoria, non esisteva o, per lo meno, la guerra e la necessità di ricostruire un paese distrutto lo avevano ridotto ai minimi terini.

  3. Floradelliquadri

    In agnonese autentico si sarebbe detto: mo v’dàim, po v’dàim

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