La fundanèlla

A cura di Michele Di Ciero [1] 

dita 2

La Fundanèlla 

Ècchə cə scta na fundanèlla
e cə vé na pəquərèlla
quìsctə l’acchjàppa
quìsctə l’acciójdə
quìsctə l’attìzza
quìsctə sə la màgna
e quìsctə l’arraccónda a tatùccə

La fontanella

Qui ci sta una fontanella /
e ci viene una pecorella /
questo l’acchiappa /
questo la uccide /
questo l’attizza /
questo la mangia /
e questo lo racconta al babbo.

Si recita tenendo il piccolo sulle ginocchia ed indicando prima il cavo della mano, la fundanèlla e poi, una alla volta, le dita.

Questo articolo è tratto da libro “Tradizioni popolari di Agnone” di Lucia Amicarelli e “Folklore di Agnone” di Michele Di Ciero, libro curato e valorizzato  dallo studioso molisano di tradizioni popolari Domenico Meo[2], il quale, nell’ introduzione, ha voluto accennare alla storia dell’antropologia culturale e fare il punto sui contributi folklorici e di lingua dialettale riguardanti Agnone dalla fine dell’Ottocento ad oggi.

 

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[1] Michele Di Ciero, Molisano di Agnone (IS), fu Maestro e Direttore Didattico. Sue le ricerche “sul campo” di usi, credenze, proverbi, filastrocche e canzoni narrative.
[2] Domenico Meo, Abruzzese di Castelguidone (CH), ma agnonese di fatto, lavora alla Asrem di Agnone (IS). Si occupa, in termini scientifici, di dialetto, riti, usi e tradizioni popolari. Tanti i suoi libri, su cui giganteggia il Vocabolario della lingua di Agnone.

Copyright Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Un commento

  1. Delicato giochino diffuso anche al mio paese, che piace ed attrae ogni bimbo, soprattutto perché si prende ogni ditino facendogli fare un leggerissimo movimento rotatorio … Quando si passa il dito nel palmo della manina forse il bimbo allora prova una specie di solletico e ride ride di cuore! E appena finita la filastrocca dice divertito: ancora , ancora… Così i miei figli e soprattutto i miei nipotini! E la magia ricominciava con la mia gioia e la loro visibile soddisfazione.
    L’apprendimento del nome delle dita della mano era garantito in poco tempo, senza sforzo. Unica differenza: nella mia fontanella si dissetava una PAPARELLA!

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