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Michela Fanelli: Le Regioni Abruzzi e Molise vanno riaggregate

di Enzo Carmine Delli Quadri

La riaggregazione di Abruzzi e Molise va perseguita con gradualità partendo da un riavvicinamento amministrativo

Micaela Fanelli, Capogruppo del Partito Democratico in Regione Molise

Qualche settimana fa Antonio Di Pietro, nel giorno in cui il Molise è saltato agli onori della cronaca grazie al New York Times che lo ha piazzato al 37° posto di una graduatoria di 50 territori degni di essere visitati nel mondo, si è associato alle posizioni del sottoscritto e di Sergio Sammartino che da oltre 30 anni sollecitano la popolazione perché si torni alla riaggregazione del Molise con l’Abruzzo. Il Molise non ha struttura istituzionale, territoriale e demografica in grado di gestirsi da sola. Sessanta anni di storia di vita, delle due regioni divise, hanno dimostrato che il Molise non ha la possibilità di autonoma sopravvivenza se non supportata fortemente dall’assistenzialismo di Stato. Centinaia di milioni di euro vengono destinati alla burocrazia (si assumono tecnici per il controllo del sistema sanitario e, contemporaneamente si chiudono gli ospedali) e vengono, così, sottratti alle attività produttive, alla sanità, alla viabilità, alla scuola, unici veri riferimenti che possono sottrarre le aree interne dal processo di desertificazione.

Ora, anche Micaela Fanelli, Capogruppo del Partito Democratico in Regione Molise ed ex sindaco di Riccia (CB), rilancia la proposta di riunificazione del Molise con l’Abruzzo da perseguire, però, con un approccio graduale, dapprima attraverso un avvicinamento amministrativo e poi con l’intervento costituzionale. Lo fa entrando nel merito delle discussioni in atto circa le autonomie regionali. Non condivide il progetto voluto, in merito, dalla Lega (secessione dei ricchi con i tributi che resterebbero dove prodotti) e sposa quello del ministro Boccia “che apre al riequilibrio e alla coesione con Macroregionalismo e prelievo che devono dialogare in modo armonioso e rientrare in una riforma istituzionale complessiva dello Stato e delle autonomie territoriali.” In questo quadro MicaelaFanelli affronta, quindi, il problema della Macroregione Abruzzo e Molise ed eventualmente Marche, partendo dall’articolo 116 della Costituzione per lanciare “la questione della gestione comune di alcune materie fra più regioni». Ma sarebbe significativo cominciare a ragionare di sviluppo, infrastrutture e trasporto, almeno tra Molisani e abruzzesi.

Fanelli aggiunge: «difficile pensare che qui in Molise il presidente Toma e l’attuale governo regionale sia pronto a ragionare in questa prospettiva e dare battaglia. Ecco perché è ancora più importante crederci e rilanciare. Io dico lavoriamo prima a una dimensione di avvicinamento amministrativo – che non richiede modifiche costituzionali – e successivamente a un secondo step, che richiede, invece, modifiche. Prima cosa insomma, lavoriamo per avvicinare prima di tutto l’Abruzzo al Molise. I matrimoni possono aversi con le volontà delle parti e, oggi, non sono sicura che ci sia una volontà di quei territori. Occorre quindi, una colossale opera di crescita culturale per far ragionare tutti in questa prospettiva riformista».

Copyright: Altosannio Magazine
EditingEnzo C. Delli Quadri

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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