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Maria SS. della Cintura – Prima domenica di settembre

di Domenico meo[1] – tratto da Le Feste di Agnone – Palladino Editore, Campobasso 2001

 

Maria SS. della Cintura

Le feste di settembre, per buona parte dedicate alla Madonna, si sono innestate su antiche ricorrenze pagane consacrate alle Dee della fertilità e dell’agricoltura.

La festa di Maria SS. della Cintura[2] si celebrava nella chiesa di San Nicola di Bari[3] fino a circa venti anni fa, quando l’edificio sacro fu chiuso per restauri.

Il Santo titolare della chiesa si festeggiava il 6 dicembre, con sole celebrazioni religiose. La statua risiedeva nel primo altare a destra.[4] Lo raffigura con mitra, piviale verde e un libro su cui è poggiato il bambino e tre palline d’oro, queste ultime ci ricordano i tre sacchetti di oro che il Santo lanciò dallla finestra a tre infelici maritate. La protezione, che San Nicola ha sempre  riservato ai bimbi, è confermata da alcune filastrocche popolari:

Sande Necola pe ru munne ìva
e tutte re uagliune r’addurmiva.
Sande Necola
dajje ru passe e la parola.

«L’origine del culto legato alla Madonna della Consolazione è da collegare a una tradizione riconducibile al secolo quindicesimo, epoca in cui gli Agostiniani stavano fissando i termini della loro devozione a Maria.

Si narra che Santa Monica, nella sua afflizione per la perdita del marito Patrizio e per il disorientamento spirituale del figlio Agostino, si rivolge alla Madonna per trovare in lei conforto e consolazione e per avere una risposta che può sembrare curiosa, ma che indica contemporaneamente l’intento ideale della narrazione. Monica, infatti, chiede a Maria in che modo si sarebbe vestita dopo la morte di San Giuseppe. La Madonna accondiscende benevolmente al desiderio di Monica, apparendole vestita di abito nero raccolto ai fianchi da una cinta di cuoio, invitandola a vestirsi in modo simile e assicurandole che quanti l’avessero imitata avrebbero avuto garanzia della sua protezione e consolazione. Questa sarebbe l’origine del cingolo di cuoio nero che fa parte dell’abito agostiniano».[5]

Ad Agnone, la Confraternita  Maria SS della Cintura,[6]esisteva sicuramente prima del 1700.[7] Era sotto il patronato della chiesa di San Nicola, identificata come la parrocchia dei nobili. Nel 1924 fu celebrato il 1° anniversario della sua rifondazione. L’Eco del Sannio così annunciava la festa:

Agnone: Scorcio della chiesa di San Nicola

«Per la grande ricorrenza, a cura degli amministratori fervono i preparativi. Il comitato è in trattative con la rinomatissima Banda di Sturno (AV). Vi sarà una artistica e ricca illuminazione per le strade, spari e fuochi pirotecnici, eseguiti da due valenti artisti, con relativi premi; gara ciclistica, giuochi, ecc. e sarà anche ripristinata la fiera che in tale festa Agnone da diversi anni aveva disusato». [8]

 Il Venerdì Santo all’alba, era consuetudine dei “Cinturati” fare il giro dei Sepolcri. Il paramento che indossavano i confratelli era composto da un camice bianco con relativo cingolo e da mozzetta e pazienza rosse e blu. La sua efficace azione cattolica si interruppe nel tempo in cui la chiesa perse i benefici parrocchiali.

Ad Agnone, la festa in onore di Maria SS. della Consolazione era annunciata da un solenne novenario.

La statua della Vergine, opera del Colombo, aveva la sua sede nel primo altare a sinistra. La Madonna, bellissima, ha sul capo una splendida corona, la veste  e il mantello adorni di ricami, un fiore nella mano destra, mentre con l’altra mano sorregge il Bambino, che a sua volta con la mano sinistra mantiene la cintura.[9] Seguendo un uso molto antico due persone in discordia, potevano riconciliarsi, stringendo insieme la cintura della Madonna che significa legame e devozione, e recitando qualche preghiera.

Il giorno della festa, vissuto all’insegna di fervide celebrazioni religiose, si concludeva con una stupenda processione, che attraversava tutto il paese.

La sera precedente, e quella della ricorrenza, si esibivano in piazza Plebiscito rinomati concerti bandistici con  ottimi programmi musicali.

Oggi l’antica festa è praticamente scomparsa. Solo nel giorno della ricorrenza si celebra una messa in onore della Madonna.

 



[1] Domenico Meo (Castelguidone 1961) risiede ad Agnone dal 1963. Da oltre venti anni si occupa di dialetto, riti, usi e tradizioni popolari. Ideatore e conduttore di programmi radiofonici sul folklore musicale, ha partecipato più volte a trasmissioni televisive della RAI.  Nel 1987 ha fondato il Gruppo Folklorico “Rintocco Molisano”. Si è aggiudicato premi di poesia dialettale in Molise, Calabria, Sicilia e Toscana e alcune sue composizioni poetiche fanno parte del II volume di Letteratura Dialettale Molisana e delle antologie poetiche (vol. II e III) curate dall’Associazione Nazionale Poeti e Scrittori Dialettali.

Ha pubblicato:

  • Pe tutte ci steà . . . améure  (Poesie dialettali), Agnone 1984
  • Sendemiénde de chéure  (Poesie dialettali), Agnone 1986
  • Le ndòcce di Agnone – I fuochi della Vigilia di Natale, Campobasso 1996
  • Le feste di Agnone (Culti, riti e tradizioni), Campobasso 2001
  • Vocabolario del dialetto di Agnone, Agnone 2003
  • Riti e feste del fuoco. Falò e torce cerimoniali in Molise, Cerro al Volturno 2008

[2]La Madonna della Cintura viene chiamata abitualmente dal popolo “la ridolina”, forse dalla sua espressione gioiosa.
[3]M.C. Melloni, Dedicata a Maria la chiesa di San Nicola, in «L’ Eco dell’Alto Molise», n. 3, marzo1986: «Nella chiesa di San Nicola, c’è un’epigrafe scritta in latino posta a circa quattro metri di altezza sulla parete laterale esterna confinante con via Poerio. Tale epigrafe ci fornisce le uniche notizie certe sulla chiesa, sulle cui origini sono state finora avanzate solo ipotesi non confortate da una base documentaria. Si tratta di un’iscrizione sacra, commemorativa della costruzione della chiesa e, nello stesso tempo, dedicatoria, è infatti dedicata a Maria; ciò dimostra che la chiesa fu costruita come espressione di fede e di culto a Maria. Il testo riporta la datazione, a. 1353, seguono il nome del personaggio che compie l’atto onorario, il vescovo Giacomo, il nome dell’onorata Maria e il nome dell’esecutore dell’opera, Roberto di Maestro Guglielmo».
[4]Al presente, le statue di San Nicola, Santo Stefano e la Vergine della Cintura, sono ospitate nelle chiese di San Francesco e San Marco.
[5]E. Campana, Maria nel culto cattolico, Ed. Marietti, Torino 1946, p. 99.
[6]Nel verbale della visita pastorale del 1709, conservato nell’archivio diocesano di Trivento, si legge: «nella chiesa di San Nicola vi è l’altare di Santa Maria della Consolazione con le immagini di Sant’Agostino e Santa Monica. Nuovamente eretto, nel quale vi è fondata la Confraternita della Sacra Cintura, detta anche della Consolazione».
[7]G. Masciotta, Il Molise dalle origini ai nostri giorni, Cabva dei Tirreni 1952, Ristampa Ed. Lampo, Campobasso 1984, Vol. 3, p. 40: «Questa congregazione, fu rifondata il 24 febbraio 1824 con Regio Assenso del Re di Napoli, Ferdinando I, per opera del parroco del tempo, il Rev.do Iacapraro Donato».
[8]L’Eco del Sannio, 12 agosto 1924.
[9]Anni or sono, il sig. Placido Amicone, per grazia ricevuta, donò alla chiesa una cintura di argento.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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