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MAGIA SOTTO LE STELLE – di Maria Delli Quadri

CAPRACOTTA, AGOSTO 2012: Sebastiano Di Rienzo, in arte Seby, presentava sul palcoscenico magico della Chiesa Madre di Capracotta e relativa scalinata, una sfilata di abiti da sposa. Il pubblico, favorito anche dal tempo splendido, accorse numeroso da ogni parte e visse, con questo “revival”, momenti di grande emozione e avvincente partecipazione. Le luci soffuse ma incisive, la maestosità della facciata della chiesa Madre, le note melodiose del soprano cinese conquistarono i cuori e portarono in alto le menti e gli animi di tutti. La manifestazione fu imponente, tra sarte ricordate per la loro bravura, parrucchieri, giovanotti vestiti da sposi, ragazze bellissime in bianco, un presentatore favoloso, un regista, Seby, instancabile, attento ai particolari, geniale.

Mi piace qui riportare la cronaca dell’evento come se fossimo tutti ancora lì, presenti, ad assistere alla….

…….MAGIA SOTTO LE STELLE

Su una passerella appositamente allestita, sfilano ragazze che riportano in vita gli abiti da sposa delle mamme, delle nonne o delle zie, di donne che in un passato non lontanissimo li hanno indossati con grande emozione nel varcare la soglia della chiesa per andare incontro al proprio destino. Settanta abiti, creati e vissuti nei 45 anni tra il 1938 e il 1983, riemergono dall’oblio delle scatole che li hanno custoditi gelosamente per anni e ritornano a novella vita, reinterpretati per l’occasione da giovani ragazze e donne. Il passato si lega al futuro e rivive nei sogni e nella nostalgia della donna che con quell’abito si sposò, quando “ancor giovane e snella, solea danzar la sera, intra di quei ch’ebbe compagni dell’età più bella”.

Sul muro del campanile della chiesa, la foto del matrimonio originale suggella il legame tra il dopo e il prima, che appare quanto mai attuale e vibrante di emozione.

Sebastiano Di Rienzo, in arte Seby, è stato il principale artefice dell’evento. Certosinamente ha raccolto gli abiti, li ha catalogati e li ha sapientemente affidati alle giovani modelle. Noi lo conosciamo da sempre: col suo carattere gioviale e allegro, è l’anima della comitiva. Ha carisma, forza di carattere, volontà ferrea e fantasia, doti che lo hanno reso un’autentica gloria capracottese e molisana nel campo della sartoria da donna in territorio nazionale e oltre.

Coadiuvato dalla moglie Angelica, ha creato esclusivi abiti di alta qualità per tutte le donne e per tutti i gusti e, soprattutto, per tutte le taglie. Nel corso della sfilata, molti degli abiti erano i suoi, ideati dal suo genio e realizzati nel suo atelier, dedicati a quella sposa, al suo momento, nascondendone i difetti e valorizzandone la femminilità.

Solo lui poteva ideare e organizzare una manifestazione del genere, che ha richiamato una grande folla di spettatori. La carrellata di abiti da sposa rappresenta una storia non secondaria della nostra comunità: fidanzamenti, matrimoni, emigrazioni, vedovanze; nuove famiglie che si formano, si trasferiscono, si collocano dovunque, come puntini rossi su una carta geografica. Una volta si diceva: “Moglie e buoi dei paesi tuoi”. Oggi io direi “La moglie o il marito, li trovi in ogni sito”. Non tutte le storie raccontate da questi abiti sono partite da qui, questo piccolo borgo di montagna che resta sempre nel cuore di quelli che lo hanno lasciato, ma tutte hanno un legame con esso, un’appartenenza storica e affettiva incancellabile.

Le giovani donne che in quella serata magica sfilavano con disinvoltura negli abiti della storia sono ragazze emancipate che, per una volta, ricoprivano un ruolo diverso da quello quotidiano e, per pochi intensi attimi, rendevano nuovamente giustizia ai metri e metri di stoffa e tulle, al lavoro, alle prove, ai sogni e alle speranze di chi quel vestito creò, con l’abilità e la pazienza della sarta esperta, o indossò, con l’emozione e la naturalezza del gran giorno.
Oggi il matrimonio non è sempre raccontato dagli abiti. Ci sono le unioni civili, ci sono le convivenze. La società si evolve in forme e modi di essere più consoni alle esigenze del tempo. Ma il fascino di un corteo nuziale con la sposa in bianco e i parenti tutti “intolettati” che sfilano per le vie del paese e vanno in chiesa a celebrare il rito rimane immutabile nel ricordo dei protagonisti. La gente continua a chiedere: “Com’era la sposa?“. Tutta la curiosità si appunta su di lei, sull’abito, sull’acconciatura. Lo sposo suscita meno interesse, ma la sposa, vestita di bianco, col velo e lo strascico, è un’immagine radiosa di speranza e di fiducia nel futuro che resiste ad ogni moderna disillusione.
In un momento di crisi globale, noi, fiduciosi, aspettiamo il ripetersi di un evento pari a quello descritto che ci aiuti a dimenticare le fatiche e le ansie quotidiane e ci faccia sognare con la musica, la poesia e l’arte in una sera magica vissuta tra i monti a noi cari.
Grazie Seby, cantore di storie, stile e amore di un popolo per la propria terra.

Le foto sono tratte dall’album di Oreste D’Andrea

About Maria Delli Quadri

Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere oggi in pensione. Ama la musica, la lettura e l'espressione scritta dei suoi sentimenti.

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