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Una Madonna per amica

Siamo in Settembre: il giorno 8 tanta parte del Molise e d’Abruzzo rinnova questa scelta di amicizia con la Madonna di Canneto; il giorno 11 il popolo di Castiglione M.M. è puntualmente presente davanti alla sua “Madonna del Monte”; gli amici della Madonna di Canneto scendono a valle dai Comuni montani, fino alla fertile pianura del Trigno; gli amici della Madonna del Monte salgono agli abeti e faggeti della Lupara aspra e profonda; ma vanno tutti allo stesso appuntamento, per la stessa conferma di fedeltà.

Santuario Madonna del Canneto 1
Madonna del Canneto – Roccavivara
Madonna del Monte
Madonna del Monte – Castiglione Messer Marino

Con questo scritto, Domenicangelo Litterio [1]  vuole onorare e condividere la profonda religiosità della nostra gente, in questo caso la devozione verso una “sua Madonna”. Con l’approssimarsi del giorno della festa, ha voluto fare un sollecito: a non guardare tanto l’aspetto ricreativo, che oggi sembra predominante, quanto piuttosto il secolare percorso attrraverso il quale siamo quelli che siamo.

 …

L’amicizia ha tante definizioni, almeno quante sono le persone che credono di goderne. Noi, per l’occasione, possiamo adottare le definizioni più diffuse:
–       chi trova un amico trova un tesoro
–       beato chi ha un amico perché, se cade, ha chi lo aiuta a rialzarsi ecc…

 Si, lo so, anche queste definizioni sono rischiose, bisogna specificare di che “tesoro” si tratta oppure dove e perché si è caduti perché ci si possa o debba rialzare.

 E’ come quando uno dice: credetemi, io in questa impresa ci ho messo la faccia, presupponendo che , di per sè, la propria faccia sia una garanzia, ma non sappiamo di che faccia si tratta.

Sentite questa: in un’aula di tribunale  un avvocato difensore di un omicida, esclama “ non sopportava di vederla soffrire, l’amava troppo!”

Noi siamo montanari, nel nostro codice è amico chi ti capisce, chi ti è vicino, chi ti chiede o ti dà una mano e sa aspettare con rispetto il tuo ritorno alla ragione quando sei sottovento a bocca aperta e fatichi a respirare e non vedi neanche una mulattiera di scampo per fuggire.

Quando poi lo incontri di nuovo non ti chiede dove sei stato; semplicemente rifate insieme il tratto di strada fino alle soglie dei vostri rifugi condivisi.

Da questo punto di vista può essere tuo amico il compagno di scuola o di lavoro, ma anche un’ora della sera che sorride alla tua stanchezza o il rapido quotidiano affaccendarsi della tua donna perché il figlio sia pronto all’appuntamento con la scuola o la trepida attesa della  notizia di un esito desiderato; insomma chiunque e qualunque cosa è con te, a suo modo e con il suo linguaggio.

Anzi puoi estendere e definire meglio l’idea di amicizia comprendendo emozioni e desideri ricorrenti ( che dici: è un buon amico il pensiero invasivo che corre verso il tuo amore lontano?).

Se poi metti insieme volti e passioni, cioè sentimento e ragione, puoi ottenere una corrispondenza più completa, più appagante. Un mito, per esempio, che ti rasserena; un ideale, che ti rassicura, una fede, che ti salva. Una Madonna, appunto. E anche di Madonna, ciascuno ha la sua: quella che ti consola perché ha pianto come te e prima di te, quella che ti invita a pregare perché nella preghiera trovi consolazione e pace; quella che ti sorride perché sa, ti conosce e ti ha rassicurato prima che tu parli ( questa Madonna non si prega, la si guarda e basta). Per ogni momento della tua giornata e per ciascuno dei tuoi stati d’animo hai con te una Madonna; più amica di così!

La scelta di questo tipo di amicizia è personale ma anche collettiva, cioè adottata da una o più Comunità, da una o più Nazioni..

Siamo in Settembre: il giorno 8 tanta parte del Molise e d’Abruzzo rinnova questa scelta di amicizia con la Madonna di Canneto; il giorno 11 il popolo di Castiglione M.M. è puntualmente presente davanti alla sua “Madonna del Monte”; gli amici della Madonna di Canneto scendono a valle dai Comuni montani, fino alla fertile pianura del Trigno; gli amici della Madonna del Monte salgono agli abeti e faggeti della Lupara aspra e profonda; ma vanno tutti allo stesso appuntamento, per la stessa conferma di fedeltà.

Naturalmente un’amicizia non s’improvvisa, non è che tu incontri una persona e puoi dire: è una mia amica; l’amicizia deve passare al filtro del tempo, deve conservare i connotati nel riso e nel pianto, deve esserci sempre, alla luce e al buio. Per questo ogni amicizia ha una sua storia; spesso questa storia viene scritta e narrata nel segreto della coscienza; ognuno la vive come personale esperienza; qualche volta l’amicizia costruisce, invece, una storia “aperta”, visibile sempre e da chiunque; una storia che può essere raccontata.

 “ In tempo antico, essendo sorta una setta di eretici chiamati Iconoclasti allo scopo di distruggere le immagini della Santissima Vergine, i fedeli nascosero quelle ad essi più care in luoghi deserti. A Castiglione esisteva una statua miracolosa della Santissima vergine del Monte, sicchè per salvarla dalla ferocia degli eretici iconoclasti, i nostri concittadini pensarono di nasconderla in una caverna sita nel bosco della montagna in confine di Roio. Battuti dall’esercito pontificio gli eretici, le immagini nascoste, dopo molti anni cercarono di rivelarsi per mezzo  di miracoli. Il che essendo avvenuto nella nostra montagna in persona di una pastorella muta, questa immediatamente parlò e portò notizie al nostro Parroco, il quale processionalmente si portò sul Monte e trovò la statua miracolosa che era stata nascosta.

Fu allora che il popolo credente dei paesi vicini diedero donativi in contanti e in terreni in tanta copia che non solo bastarono a fabbricare colà una chiesa, quanto a costruire un convento, che venne abitato dai frati Francescani, dentro il quale fu posto lo studio di filosofia per i giovani frati”.

Il movimento iconoclasta si sviluppò nel secolo VIII e quindi il ritrovamento della statua può essere avvenuto alla fine  dello stesso secolo, quando le immagini sacre tornarono liberamente alla venerazione dei fedeli.

Attenzione: i fedeli nascosero le immagini “più care”, quindi la Madonna del Monte era “cara” ai Castiglionesi già da molto tempo prima dell’VIII secolo. Amicizia antica, insomma. Ed inoltre si parla di “statua miracolosa della Vergine”, segno che i fedeli avevano nel tempo sperimentato i benefici di tanta amicizia.

 Naturalmente quando si parla di miracoli ognuno si aspetta, che so, uno storpio che cammina, un cieco che vede; ma in questo caso bisogna riflettere un po’; i “miracoli” dell’amicizia sono diversi, spesso avvengono nelle riserve della coscienza: un grumo di pena sciolto dopo tanti silenzi gelidi, un pericolo scampato, la liberazione da un rimorso ecc… insomma una statua miracolosa per tutti e ciascuno per la propria solitaria testimonianza.

Può essere raccontato anche qualche particolare, che identifica meglio il tipo di rapporto tra la Madonna ed i suoi “amici”.

Ricordiamoci che stiamo parlando del monte Lupara, il punto strategico di passaggio Sangro-Trigno, valico impervio ma vitale non solo per la vicinanza del tratturo, ma per tutto il traffico umano ed economico che vi si svolgeva. La funzione del Convento era anche quella di “casa di ricovero” per i pellegrini, stanchi, sorpresi dal cattivo tempo o impossibilitati a proseguire il viaggio per la neve che cadeva abbondante.

Naturalmente i frati svolgevano il loro compito di accoglienza e non chiedevano ai pellegrini la carta d’identità o la tessera di partito; così subirono le conseguenze di simpatie e antipatie secondo gli umori delle parti interessate. Dati i tempi e le vicende nei secoli, è facile credere che sotto le ali della Madonna del  Monte trovarono rifugio briganti di vario tipo, quelli in giacca e cravatta e quelli con le fasce ai polpacci ed il cappello a punta.

Insomma, eccovi una scenetta esplicativa:

Sappiamo che nel 1814, ad iniziativa dei re francesi regnanti in Napoli, anche il Convento del Monte venne soppresso “…  furono cacciati i frati e venduti all’asta i beni. L’ultimo frate ebbe nome Padre Bonaventura di Battista di Roio… don Eliodoro Lonzi comprò all’asta i beni del Convento e un giorno si recò al Convento con venti vetture per caricare il mobilio. Ma saputo questo una banda di briganti, capitanata da un tal Sabatino di Casalanguida, questi sequestrarono don Eliodoro, quindi chiamarono il padre Bonaventura per confessarlo e lo uccisero dove oggi è fissata la croce di Roio. Il padre Bonaventura si ritirò in sua patria dove morì nel 1820”[2].

Questa notizia va spiegata alla luce di tutta la documentazione esistente al riguardo; non è che don Eliodoro Lonzi voleva accaparrarsi dei beni della Madonna del Monte per un proprio personale tornaconto. La famiglia Lonzi, con palazzo a due passi dalla Chiesa madre in Castiglione, custodiva i preziosi arredi sacri sia per la fiducia di cui godeva anche da parte dei Parroci e sia perché poteva garantire sicurezza e manutenzione. Evidentemente Lonzi, d’accordo con il Parroco, stava provvedendo  a far rimanere comunque i beni del Convento alla Chiesa, portandoli a casa sua insieme agli altri oggetti che pure custodiva per conto della Parrocchia.

Il povero “tal Sabatino di Casalanguida” non poteva conoscere le vere motivazioni del prelevamento da parte del Lonzi, anche se il corteo di venti muli, in pieno giorno, a vista e conoscenza di tutti qualche sospetto avrebbe anche potuto darglielo.

Fa comunque tenerezza il gesto del brigante di indurlo a confessarsi  dal  padre Bonaventura: voleva punirlo, ma non tanto da mandarlo all’inferno.

Intanto la polvere dei secoli ha sepolto fatti e persone, ha sotterrato il Convento e i frati, ha stracciato i decreti, i provvedimenti e le leggi riguardanti quel luogo sacro, ma anche quest’anno 2014, l’11 settembre una grande folla salirà tra gli abeti alla presenza di quella Madonna che non ha bisogno di preghiere;  sa e ti sorride senza che tu chieda nulla perché è un’amica.

Domenicangelo Litterio

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[1] Domenicangelo Litterio, Abruzzese di Celenza sul Trigno. E’ stato docente di Storia – Letteratura Italiana  e Dirigente Scolastico nelle Scuole Superiori, ha conseguito due titoli accademici lureandosi in Lettere e Sociologia. Ha scritto libri di sociologia della religione e di storia locale; ha curato la pubblicazione di varie opere. Oggi ama scrivere biografie o tratti di esperienze che si vogliono raccontare. A proposito cfr: htpp://vitedaromanzo.altervista.org.
[2] Anche per le altre notizie nel testo:  D. Litterio , Padri, per una storia della cultura abruzzese, Castiglione M. M. e la sua gente, Cannarsa, Vasto, 1979, pag. 269 e seg.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Un commento

  1. BELLA storia, magnifico racconto d’amicizia e di fede, un intreccio armonico di popoli e preghiere rivolte a Colei che chiamiamo MADONNA. Ognuno dice “MADONNA MIA “ con la convinzione e la speranza di averla come Madre nelle occasioni infauste, ma anche belle della sua vita.

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