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Ma quale 82.000 !!! Il Molise ha perso 400.000 residenti

di Enzo C. Delli Quadri

L’Associazione il Glicine, di Carovilli, pubblica un serio elaborato statistico che pone, come problema principale, la desertificazione delle aree interne.

Il giornale Il Tempo, con un pezzo a firma di Debora Di Vincenzo, riporta correttamente le conclusioni dell’elaborato, ma, nei titoli del giornale, quelli letti dalla maggioranza dei lettori, tutto si dissolve. Infatti il pezzo giornalistico riporta:

Un certo numero di paesi – spiega Luciano Scarpitti, presidente dell’associazione – ha avuto una forte crescita, come Termoli, Campobasso, Venafro e Isernia seguite, con aumenti più contenuti, da Bojano e Montenero di Bisaccia; dal 1911 al 2011, infatti, la popolazione di Campobasso è cresciuta di 31.956 unità, che rappresentano il 190,32% rispetto ai 16.791 abitanti del 1911; la popolazione di Termoli è aumentata di 27.238 unità, che rappresentano il 490,33% rispetto ai 5.555 abitanti del 1911; Isernia ha avuto un incremento di 12.305 unità, che rappresentano il 126,59% rispetto ai 9.720 abitanti del 1911 (…omissis…..)”. Viceversa, nelle aree interne, si è registrato il fenomeno opposto.  C’è ad esempio Agnone, che nel 1911 era la seconda città del Molise, dopo Campobasso, ed aveva 10.106 abitanti. “Nel 2011 – spiega ancora Scarpitti – ne ha registrati soltanto 5.240 con una riduzione del 48,15%; quasi la stessa sorte è toccata a Riccia che da 8.061 abitanti si è ridotta a 5.403, con una diminuzione del 32,97%; mentre è rimasta quasi stabile Larino che da 7.310 abitanti è passata a 7.142, con una diminuzione di appena il 2,3%; Bagnoli del Trigno ha avuto una riduzione di abitanti addirittura dell’81,41%, passando da 4.153 abitanti agli attuali 772; Capracotta ha subito una riduzione del 77,74%, passando da 4.268 a 950 abitanti e a Castelmauro si è passati da 5.318 a 1.638 abitanti; Casacalenda ha subito una riduzione del 68,27%, passando da 6.955 a 2.207 abitanti; Sepino ha registrato una riduzione del 63,39%, passando da 5.427 a 1.985 abitanti; decrementi meno forti hanno avuto Frosolone con il 39,33%, passando da 5.365 a 3.255 abitanti, e Guglionesi, con il 7,5%, passando da 5.891 a 5.449 abitanti”. Insomma, lo spopolamento ha colpito principalmente i piccoli paesi, «quelle realtà – ha concluso Scarpitti – che hanno sempre rappresentato le basi fondamentali delle tradizioni e della cultura molisane. Senza di quelle un popolo perde inevitabilmente la sua identità». Nel pezzo giornalistico, Debora Di Vincenzo inserisce anche alcuni dati generali del Molise e dell’Italia. Evidenzia, come, dal 1911 al 2011, la popolazione italiana sia aumentata del 62%, mentre la popolazione molisana sia diminuita da 396.000 a 314.000 residenti.

Che cosa fa il giornale, il Tempo?.  Con una faciloneria dettata tipicamente da irresponsabile mancanza di tempo e/o sensibilità, il giornale, nella persona del responsabile dei titoli della pagina giornalistica, invece di porre l’accento sulle drammatiche difficoltà demografiche delle aree interne, pone l’accento solo sulla diminuzione della popolazione regionale e lo fa, dal punto di vista statistico, con una sballatissima operazione aritmetica, denunciando che il Molise, nei cento anni che vanno dal 1911 al 2011, avrebbe perso 82.000 residenti (396.000-314.000).

Fantozzi direbbe: una boiata pazzesca.

Infatti, se si tiene conto dei flussi di natalità e mortalità che hanno riguardato tutte le regioni d’Italia, la popolazione molisana dovrebbe ammontare, oggi, a oltre 640.000 unità.

Ne mancano, quindi, quasi 400.000 e non 82.000. Un vero e proprio dissanguamento.

Si badi bene: questa perdita di popolazione è avvenuta, essenzialmente, dopo la seconda guerra mondiale, più esattamente dal 1951 (in quegli anni la popolazione era salita oltre le 400.000 unità).

Con una politica tutta assitenzialistica (da finanza pubblica), senza una visione economica che desse respiro all’industria, prima, e al turismo, dopo, senza i dovuti interventi su viabilità e infrastrutture varie, hanno avuto la meglio la Costa e i Centri provinciali e Regionale, dove maggiormente ha allignato la Casta della Spesa Pubblica.

“Le aree interne sentitamente ringraziano i politici regionali che si sono susseguiti nel tempo, seduti comodamente dietro la Cassa”.

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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