Lu fiume

Poesia di Rodrigo Cieri [1]
tratta dal suo libro “Memoria è Anima”
Campobasso 2017.

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Lu fiume

Guardave attentamente na surgente
arrampecate a mmezze a le muntagne
e nu penziere me tené la mente:
la štorie de l‟amore che nen cagne.

L‟inizie è sgrizze atturne e ze fa forze
pecché travolge tutte anninde pette;
n‟gne pu‟ upporre niente ca l‟ammorze,
z‟acchiappe ogne cose e nn‟aremette.

Po‟ ‟rrive a la pianure e s‟acquїète,
ma cresce de volume e scegne a ffonne;
fa use de ragione e lu discrete.

Na bbella prete guarde da nu pezze:
«Te pijje pure a mmé? n‟ce s‟arefonne!»
«E ch‟ajja fà‟? T‟abbašte na carezze?»

Celenza sul Trigno, 21 gennaio 2007

Il fiume

Guardavo attentamente una sorgente /arrampicato in mezzo alle montagne; /un pensiero mi occupava la mente: /la storia dell’amore che non cambia. // All’inizio schizza intorno e si fa forza / travolgendo tutto innanzi a sé; /non puoi opporgli nulla perché l’annienta, / si prende ogni cosa e non restituisce. //Poi arriva in pianura e si acquieta, / ma cresce di volume e va più a fondo; /fa uso di ragione ed è discreto. // Una bella pietra guarda da un pezzo: /«Ti prendi pure me? Non ci rimetti!». /«Per fare che? Ti basta una carezza?»

 

 


[1] Rodrigo Cieri, abruzzese di Celenza sul Trigno, di madre molisana, una vita dedicata alla Scuola, da docente e poi da Preside, dedito all’impegno sociale e la promozione culturale che porta avanti con testardaggine, in paese e neIl’ Alto Vastese. Coltiva un’antica passione, la pura poesia, in lingua, o più spesso in vernacolo, ottenendo consensi e premi.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine 

About Rodrigo Cieri

Rodrigo Cieri, abruzzese di Celenza sul Trigno, di madre molisana, una vita dedicata alla Scuola, da docente e poi da Preside, dedito all’impegno sociale e la promozione culturale che porta avanti con testardaggine, in paese e neIl’ Alto Vastese. Coltiva un’antica passione, la pura poesia, in lingua, o più spesso in vernacolo, ottenendo consensi e premi.

Un commento

  1. BEL SONETTO, il FIUME, metafora della vita che scorre; e se essa è accompagnata da amore, è ancor più bella da vivere, assecondando la corrente, fino alla FOCE… Questa del FIUME è immagine a te cara, Rodrigo e ancor di più lo è quando parli del tuo fiume, il TRIGNO, che conosci bene e che anch’io conosco giacché è lo” spartiacque” dei nostri rispettivi paesi CELENZA sul Trigno e Montefalcone nel Sannio…
    Complimenti ….per questa poesia, che è solo UNA della ricca raccolta “MEMORIA è ANIMA” !

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