Home / Cronaca / Attualità / Lu Carnevale de le Zagarelle

Lu Carnevale de le Zagarelle

scritto e foto di Luciano Pellegrini [1]

17155341_10211256148152858_4084994350856243174_n

La Compagnia Tradizioni Teatine, ha rievocato a Torrevecchia Teatina CH, Lu Carnevale de le Zagarelle, (Zagarella è un nastro per allacciare gli abiti).

Dopo una lunga ricerca sul pulcinella abruzzese, il professore Francesco Stoppa, studioso di tradizioni popolari, direttore del Cata (Centro di Antropologia per il Turismo) e del CTT, Compagnia Tradizioni Teatine, ha realizzato il Carnevale Tradizionale Abruzzese, una grande festa che consacra il ritorno della primavera, processando e bruciando l’anno vecchio, con la partecipazione del Laboratorio Tradizioni d’Abruzzo (Lu Ramajette”) di Chieti ed il teatro del Sangro di Lanciano CH.

La maschera di Pulcinella (Pulgenella scappa e fuje), risale al IV secolo avanti Cristo e nasce da un personaggio, Maccus, un servo dal naso lungo e dalla faccia bitorzoluta con guance grosse, con ventre prominente, che indossava una camicia larga e bianca.

Pulcinella AbruzzeseIl caratteristico Pulcinella Abruzzese, protagonista principale del Carnevale, è una figura divina, magica, potente che indossa rigorosamente un abito di tradizione, con molti ornamenti, costituito da:
La Frusta che è un simbolo magico. Ha il potere di rimettere le cose a posto nella normalità del ciclo stagionale e soddisfa i desideri umani.
Gli Stivali sono un simbolo di potere.  Il contadino, invece, calzava le scarpe.
La mazza fiorita, ha la struttura in canna, rivestita di nastri colorati, e funziona da bacchetta magica. Tutto ciò che tocca rifiorisce.
Il cappello a cono, sempre con la struttura di canna, unisce la terra al cielo, ed è il simbolo di un personaggio con potere religioso. E’ arricchito da numerosi pon pon in lana, che rappresentano i fiori, mentre i nastri colorati sono i nuovi germogli. Comunica e scaccia il male.
La Bandoliera, simbolo magico, rappresenta la potenza del personaggio.
Il Campanaccio somiglia all’ utero femminile, quindi è il simbolo della fertilità. Il rumore procurato agitandoli, potrebbe rappresentare un qualcosa per scacciare il male. Un buon abbinamento è quello che ricorda il ritorno delle greggi e delle mandrie, il suono della transumanza.

Gli altri personaggi della sceneggiata sono
Re Carnevale che custodisce una natura selvaggia, primitiva, generatrice, viene processato e condannato a morte.
La Vedova, moglie di carnevale, rappresenta il popolo e la continuità.
Il dottore che rappresenta la scienza e l’avvocato, le regole sociali.

Morte e rogo di Re CarnevaleNella sceneggiata del processo, Re Carnevale si proclama innocente dalle accuse, (“Il caldo torrido dell’estate, il fallimento delle banche, la ferocia dell’ISIS”), ma Il giudice che rappresenta l’equilibrio tra l’uomo e la natura, tra il sottomesso ed il potente, lo condanna a morte. Il funerale viene accompagnato dalla canzone “La scura maje”, un lamento funebre satirico, intonato dalla afflitta vedova di Re Carnevale, sempre interpretata da un uomo. La chiusura del carnevale si festeggia con il rogo del fantoccio di Re Carnevale. Si conclude così un ciclo naturale e se ne inaugura un altro, a preparazione della primavera che in questa stagione già si intuisce nell’aria. La dispersione delle ceneri concima il terreno.

Tutti i simboli apotropaici, (nel linguaggio comune si usa il più noto aggettivo “scaramantico“), che costruiscono la maschera di Pulcinella, servono per scacciare gli spiriti maligni. Con esso si celebrano i riti propiziatori, che dà sollievo ai malanni e procura l’abbondanza dei raccolti.


17022505_10211256201554193_5214869190032348634_nIl programma ha contemplato anche il “Ballo del palo intrecciato“, dove i ballerini arrotolano e sciolgono i nastri colorati, intorno al palo fiorito, il “Canto dei mesi“, (mesciarule), dove ognuno balla e canta la sua storiella e viene messo in riga dall’Anno, il Ballo della quadriglia.

Il Carnevale Tradizionale non ha nessun collegamento con i modelli carnevaleschi consumistici, estranei e privi di contenuto. C’è un solo carro, quello che porta il corpo di re carnevale. La festa si è conclusa con la “Cena de li nove mocceche”, (assaggi), piatti tipici carnevaleschi. Tre primi, tre secondi e tre dolci, i classici.


Altre foto sono sul link:
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10211256160153158&set=a.10211256138312612.1073741880.1633912542&type=3&theater


[1]Luciano Pellegrini Abruzzese di Chieti, oggi in pensionecontinua, con dedizione, a praticare le sue passione: Alpinismo, Ambientalismo, Fotografia, Reportage, Viaggi, Gastronomia, scrivendone su web, carta stampata, su riviste anche on-line.

EditingEnzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine 

“Scura Maje” è una delle belle canzoni tradizionali abruzzesi. Viene suonata e cantata durante il funerale di Re Carnevale. Qui è interpretata da Nana Perraki.

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Un commento

  1. luciano pellegrini

    Oggi, ho trovato qualche minuto per rilassarmi. Mi sono collegato sulla pagina FB di ALTOSANNIO ed ho trovato la mia recensione sul carnevale. Sei sempre preciso nella scelta della musica che accompagna nella lettura, questa volta, penso, ti sei superato. Amo questa canzone che ho cantato molte volte nei vari cori dove ho partecipato. Questa versione è da proporrere, per questo motivo l’ho condiviso. La bella voce femminile, accompagnata dalle percussioni e dal vibrafono. Mi ha appassionato, il colloquio fra il vibrafono, i piatti, le percussioni. Un sapore di jazz… grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.