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L’Organo di Torrebruna (Ch)

L’Organo della chiesa della Trasfigurazione di nostro Signore Gesù Cristo di Torrebruna (CH)

Scritto da Ivan Serafini, il 24 agosto 2010

L’organo della parrocchia della Trasfigurazione di nostro Signore Gesù Cristo di Torrebruna fu realizzato nel 1780 da Donato Antonio Ciavarelli, esponente della nota famiglia organaria di Castiglione Messer Marino, come attestato anche da un cartiglio applicato sull’anta di chiusura della secreta del somiere maestro nel quale si legge: “Donato Antonio Ciavarelli da Castiglione Messer Marino, Anno 1780. / Il Sig. D. Ermenegildo Sbrocco / Battezzo’ il presente organo. RESTAURATO da Rocco Catolino di Agnone per opera della Solerte Commissione / Signori Sac. D. Giacomo Ciavarelli fu Donato Antonio, D. Alessandro Pelliccia fu Corinto, D. Severino Pelliccia fu Germano / TORREBRUNA, 22 Settembre 1932 – Anno X° E. F.”

Lo strumento, di grande valore artistico e storico, è posto nella sua ubicazione originaria, sopra il portale d’ingresso principale della chiesa,in una cantoria lignea semplicemente dipinta sorretta da due mensole con parapetto mistilineo convesso al centro. La cassa lignea, addossata alla parete, è tuttavia indipendente dalla struttura muraria; di gusto raffinato e finemente decorata, presenta un prospetto ad unica campata con profilo piatto fiancheggiato da paraste arricchite da motivi floreali, e con un festone centrale di legatura in legno intagliato raffigurante un cherubino.

In alto termina in una trabeazione con arco centrale e fornice caratterizzato da decorazioni riproducenti elementi fitomorfi. La facciata è composta da 19 canne in stagno collocate entro unica campata e disposte a cuspide, appartenenti al registro Principale dal Re2; le bocche sono allineate, il profilo piatto e il labbro superiore sagomato a mitria. Particolare è la fattura della canna centrale e delle due laterali, realizzate a tortiglione con croce a puntini a sbalzo. La tastiera, non originale, è collocata a finestra e presenta 45 tasti (estensione Do1 – Do5, con prima ottava corta) con diatonici ricoperti in bosso con frontalino piatto e cromatici ricoperti in ebano. I registri, inseriti mediante tiranti con pomelli in ottone tornito, sono disposti su due colonne a destra della tastiera; i cartellini sono assenti.

 Il tiratutti è a tirante con pomello in ottone tornito azionante le file del ripieno a partire dalla Decima quinta. Nel basamento della cassa trovano posto due mantici a cuneo a 5 pieghe ciascuno, con azionamento manuale a leva. Il somiere maestro è in noce, a tiro, e contiene 45 ventilabri a cuneo con guide laterali più uno per l’Uccelliera, e 7 stecche. La bocca delle canne interne è posta sotto il crivello in legno. Tutto il materiale fonico interno è presente ed integro; lo strumento conta un totale di 283 canne (di cui 142 originali, 82 più antiche, 3 vecchie non originali e 56 nuove), e si caratterizza per il particolare valore artistico delle tre canne di facciata a tortiglione (una centrale e due esterne) che potrebbero far ricondurre al Ciavarelli altri strumenti che presentano canne in facciata con la stessa lavorazione. L’organo ha, inoltre, un discreto valore storico e artistico poiché costituisce la testimonianza più antica delle opere realizzate dal Ciavarelli in questa zona. Esso presenta attualmente un buono stato di conservazione grazie anche ai lavori di restauro condotti dalla ditta Inzoli di Crema nel 2003, che hanno riportato lo strumento alla sua fisionomia originaria.

 

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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