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Lettera di un’ascolana all’amica almosaviana di Agnone

di Patrizia Vittorini Orgeas (di Ascoli Piceno)

Come a voi noto “Il territorio dell’ALMOSAVA-ALTOSANNIO (Alto Molise Sangro Vastese) va sottratto alla gestione fallimentare di 4 province e 2 regioni e va riunito in un unico aggregato amministrativo, a fiscalità agevolata e burocrazia efficiente, all’ interno della MACROREGIONE  MARCHE ABRUZZO MOLISE.”
Pertanto questo sito cercherà di mettere in evidenza anche collegamenti di omogeneità culturale all’interno della nuova auspicata Macroregione. Qui di seguito troverete un particolare collegamento tra Ascoli Piceno e Agnone.

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Ascoli Piceno

“Sono molisana e sono nata in Agnone…”. Tra queste tue parole, cara amica Esther, quello che mi ha colpito subito, è stato quel’ ”IN” Agnone… la preposizione “IN”!

Nella lingua italiana questa preposizione non viene usata per indicare lo stato o il moto a luogo con i nomi di città, bensì la preposizione: “a”. io, però, a dispetto di quella, trovo questo capriccio grammaticale così elegante e familiare! Elegante perché si evita la stonatura della vicinanza delle due vocali aperte “a”: sono /vado a Agnone. Familiare perché ho ritrovato nelle tue parole un’espressione che fa parte di noi ascolani e per cui veniamo spesso presi in giro: “sono/vado in Ascoli”.

Ma non finisce qui, cara amica. C’è dell’altro che lega le nostre due città. Me lo avevi accennato tu, allora, quando la nostra amicizia era solo agli inizi…

Un giorno della nostra vacanza agnonese, mi sono voluta documentare in proposito, naturalmente non con l’atteggiamento tipico dello studioso, storico o antropologo, ma con la curiosità della non addetta ai lavori. Mi hai indirizzato da Don Giovanni Fangio, in quella ordinata biblioteca annessa alla chiesa di… Sant’Emidio. Già, perché Sant’Emidio in Agnone? Ho sempre pensato a questo Santo quasi come a un Santo privato ascolano, visto che è il nostro Patrono e protettore, invocato con fervore da noi ascolani nei tanti episodi di terremoto. Scoprire che4 dovevo “condividerLo” con te e con i tuoi concittadini, mi ha dapprima stupito, rallegrato poi. Avevamo un’altra cosa in comune!

Agnone Chiesa di Sant 'Emidio

Don Giovanni, appassionato cultore di testi antichi, pergamene e Arti in genere, racconta che il culto di Sant’Emidio in Agnone c’era già all’inizio del 1200. “Lo si rileva – racconta Don Giovanni – dallo studio di una pergamena trascritta dall’abate Ludovico Zanotti nel 1646. Era ‘una carta de coiro antiqua et lacera’ che riportava l’elenco delle Sante reliquie deposte nel Sepolcreto dell’Altare maggiore nella chiesa della Madonna della Libera, consacrata nel 12 settembre del 1232. Si legge: ‘queste sono le reliquie ivi deposte… “DIMIDIj…”. Il fatto strano è che solo il nome di questo Santo non è preceduto dal prefisso “Sancti” nella forma estesa o siglata. Inoltre nessun martirologio antico moderno riporta la citazione di ‘S. DIMIDIO’. Ne deriva che, a causa dell’invecchiamento e della lacerazione della pergamena, le prime due lettere del nome “Dimidij” potevano essere “S. i Midij”. Nella grafia delle pergamene duecentesche di Agnone la “D” e la “d” erano scritte così: ‘δ’, dunque si potevano identificare con: “δi = Sancti”. Inoltre fino al 1400 si trova scritto il nome del santo così: “Migdius Middio” e non “Emigdius, Emidio”. Ne consegue che, tra le reliquie deposte nel Sepolcreto dell’Altare della chiesa di Maiella, vi era quella di S. Emidio, e la devozione in onore del Santo era presente in Agnone fin dalla prima metà del 1200.

Statua di Sant'Emidio nella Chiesa di Agnone

Che siano stati gli ascolani a portare in Agnone il culto di S. Emidio o gli Agnonesi lo abbiano riportato in patria dopo essere stati in Ascoli, questo non è dato sapere. Una cosa è certa: nei loro scambi commerciali di lana e panno da parte degli ascolani e verosimilmente rame per gli agnonesi, la vita secolare e religiosa delle due città, pur nei differenti contesti socio – culturali, hanno una connessione intima che si impernia tutta nel culto del Santo teutonico. Nato, infatti, secondo la tradizione, a Trier (Treviri) nel 273 d.C. da una famiglia nobile, si converte al Cristianesimo, abbandona la famiglia, si reca poi a Milano dove viene consacrato sacerdote, per poi spostarsi nelle sue predicazioni in Ascoli, dove il Papa San Marcellino lo nomina vescovo.

Nel XV secolo (1453 d.C.) i lanari ascolani presero parte attiva e concreta all’ampliamento della chiesa di Sant’Emidio in Agnone, assicurando ad essa anche un vitalizio. Come loro firma lasciarono sulla facciata della chiesa il simbolo della loro corporazione: la scultura di un agnello lanuto, identico a quello scolpito sopra l’arco del portale della facciata principale della chiesa di San Francesco in Ascoli, alla cui realizzazione pure parteciparono nelle spese.

Forse volevano, gli ascolani, che il loro Santo Patrono proteggesse dai terremoti anche la bella Agnone? O era il loro spirito secolare a spingerli a fare di Sant’Emidio uno strumento di diffusione dell’ascolanità fuori dai confini territoriali della città? Poco importa perché la mia curiosità, invece, viene distolta, nella mia ricerca, da un’altra storia che avvicina ancora di più le nostre città, cara amica! Il Santo Patrono principale di Agnone è San Cristanziano, che, senti… senti…, era ascolano di nascita e in Ascoli visse. Discepolo di Sant’Emidio fu martirizzato come lui per non aver abiurato la fede Cristiana. In Ascoli, contrariamente che in Agnone, l’immagine del Maestro ha offuscato quella del Discepolo, tanto che pochissimi in città conoscono la figura e la storia di San Cristanziano. Che invece è stato assurto a Patrono di un paesetto qui vicino, proprio ai confini con l’Abruzzo: Maltignano.

Certo i lanari e i ramari erano davvero instancabili, non solo nel tessere rapporti commerciali del loro artigianato, ma pure nel rinforzare i vincoli intensi, legati dal sentimento e dalla devozione religiosi.

A questo punto, sai cosa ti dico, cara amica Esther? In barba a recenti studi di una nostra collega tedesca, i quali vogliono Sant’Emidio e la Sua origine teutonica nati entrambi da pura leggenda… E in barba all’opinione di studiosi antropologi, secondo cui Emidio non avrebbe che continuato, in certo senso, le valenze ctonie attribuite da culti pastorali italici al dio greco Eracle… a me piace pensare che il Santo sia figura vera e soprattutto che la Sua intercessione anti tellurica si espliciti in tutta la sua forza quando la terra si mette a tremare sotto i miei piedi. Perché, come tu ben sai, Ascoli, come Agnone, è città… ballerina!

Per ultimo una chicca: un detto popolare che, ti sfido, non conoscerai neppure tu! “Sante Midie fa li debt e Sante Placide li paga”. Il detto nasce dal fatto che il vino ricavato dal mosto che i fedeli portavano in chiesa e con cui venivano riempite quattro botti custodite nella sua cantina, veniva venduto e i soldi ricavati impegnati per coprire le spese della festa di Sant’Emidio!

Carina, no?

                                     Patrizia Vittorini Orgeas

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

2 commenti

  1. Bellissimo articolo dotta, dottissima amica. Complimenti!

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