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Lettera aperta ad Antonio di Pietro

di Enzo C. Delli Quadri

Caro Di Pietro,

Mi permetto di darti del tu, da paesano a paesano.

Questa mia IDEA potrebbe contribuire alla tua politica istituzionale per l’eliminazione delle Provincie.
Io, molisano settantaduenne, con esperienze manageriali alle spalle, sono mosso dalla constatazione che  la situazione della Gente di Montagna, ai confini abruzzesi e molisani, è diventata inaccettabile sotto tutti i punti di vista, per effetto di una desertificazione demografica  nettamente superiore alla media riscontrata sugli Appennini e per il conseguente azzeramento di un patrimonio immobiliare che, frutto di sacrifici indescrivibili, viene sottoposto ad una sostanziale  patrimoniale secca del 100% (mercato immobiliare diventato inesistente).

Non vi sono dubbi: tutto è dipeso dalla decisione politica di 50 anni fa di smembrare quel territorio di confine, identificabile con l’AltoMolise AltoSangro AltoVastese, per sottoporlo a ben 4 provincie (L’AQ, CB, CH, IS)  e 2 regioni. Pertanto, trovo meritevole il Tuo sforzo politico teso all’eliminazione delle Provincie e alla ricongiunzione di Abruzzo e Molise.

Questa azione può ridare dignità e futuro a quel territorio che, va ricordato, diede vita alla stirpe Sannita (recenti studi storici sono li a dimostrarlo), seppe essere sempre produttivo ed efficiente, con mestieri e professioni invidiabili, si rinnovò nei secoli con sacrificio e passione fino…..alla grande illusione della Finanza Pubblica degli anni 70 che tutto avrebbe creato in sempiterna armonia, salvo andare a sbattere contro l’amara realtà di questi anni. La gente è scesa dalle montagne verso i Centri Provinciali e verso la Costa, sono stati creati posti pubblici per lo più inutili ed è stata messa in piedi una politica economica da perdente che ha dato questo risultato: risorse umane sotto o per nulla utilizzate, bilanci regionali bastevoli solo alle loro strutture e ai loro derivati con poco o niente per attività produttive, turismo, trasporto, edilizia scolastica, assistenza sociale, formazione, viabilità, …., …,

La Tua ricetta, sicuramente amara,  è l’unica che può salvare il salvabile. Coerentemente hai promosso azioni politiche per centrare l’obiettivo, ben cosciente, da vecchio volpone che avrai a che fare con altrettanti VOLPONI duri a morire e pronti a tutto pur di non cedere le poltrone e le poltroncine.

Credo che la mia IDEA possa aiutarti a vincere la battaglia.

È assimilabile alla mossa del cavallo di camelleriana memoria. Eccola.

Le leggi 122 del 2010 e 148 del 2011 costringono i comuni con meno di 5000 abitanti ad associarsi tra loro (quelli fino a 1000 abitanti perdono perentoriamente tutte le loro funzioni; quelli da 1000 a 5000 abitanti devono associarsi perentoriamente per 6 funzioni fondamentali). In AltoMolise AltoSangro AltoVastese, su un totale di 54 Comuni (13 molisani e  41 abruzzesi), i comuni con meno di 1000 abitanti sono 41, quelli fino a 5000 sono 11, per un totale di 52, quasi tutti.

L’aggregazione, tra questi comuni di montagna di frontiera, può rappresentare il cuneo, la leva, il salto del cavallo per superare gli ostacoli posti dai politici conservatori locali e nazionali.

Occorre che un uomo serio e duro come te dia il colpo di manovella, forte e importante, ad una vecchia macchina con il motore ingolfato, cominciando a strattonare, nel modo giusto, quei sindaci anche del tuo partito che si nascondono dietro campanilismi e paraventi di difficoltà certamente esistenti ma non insuperabili.

Resto in attesa di un cortese riscontro. Un saluto cordiale

Enzo C. Delli Quadri

P.S. Paolo Palomba, consigliere regionale IDV in Abruzzo, sta seguendo, con interesse e da primo attore, questa azione.

www.altosannio.it           AltoMolise Sangro Vastese

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

5 commenti

  1. sono d’accordo…

  2. massimo balzano

    Caro senatore Di Pietro, “qui si parrà la tua nobilitade….”

  3. feliccemarcantonio

    Sono d’accordo soprattutto per rivitalizzare i piccoli centri, come Pretoro( CH) ad es,circa 1000 ab., che per ignavia degli amministratori, vecchi e nuovi, famoso un tempo per il suo artigianato del legno, sta morendo….

  4. Ovidio Eduardo Monaco

    piange il cuore (ho 66 anni) a vedere questi paesi, un tempo pieni di vita, tanti giovani eravamo a viverci !-
    In tanti hanno sbagliato con il progettarci un futuro di emigrazione; nessuno ha pensato mai a portare il lavoro il questi paesi onde assicurare un futuro; han pensato bene di portar via le persone con il risultato che le città sono diventate invivibili e le case nei monti stanno cadendo; chi ci ha guadagnato ??? (forse i palazzinari)-Palmoli nel 1911 contava oltre 3000 ab., ora siamo a 1000 si e no! abbiamo dato un bel contributo !! W l’italie

  5. Il vostro e’ un valoroso sforzo all’ultima ora per salvare cio’ che credete salvabile. Purtroppo l’Italia e’ un paese totalmente fottuto, perdonatemi il volgare termine ( ma nell’italiano moderno sembra che sia tutto accettabile). Quel dell’Italia e’ un problema CULTURALE. Una maggioranza massiccia della popolazione soffre soffre di una disfunzione di pensiero: cio e’ che se me la cavo io no ha importanza cosa succede al resto della comunita’ ( come se l’individuo fosse un’isola). Se uno non fa il furbo non e’ ritenuto abile di cariche politiche/amministrative, omerta’, ognuno si fa gli affari suoi. A un giovane impiegato comunale gli fu posta la seguente domanda: “perche’ il comune manda a noi emigratid’oltre oceano la cartolina per le elezioni locali? Non e’ uno spreco di risorse?” risposta ” No, tanto paga il governo”. Un giovane moderno, istruito, ma privo di un senso civico, colpa di un sistema scolastico? Di una societa’ che non sprona i propri membri a promuovere cio’ che e’ il bene di essa stessa?. A mio avviso questo problema e’ iniziato con l’avvento della prima repubblica, quando il paese stava per andare ai rossi. Le forze della troika: mafia, forza politica centrista ( D. C. ) e chiesa ( Vaticano ) hanno guidato al paese fino al presente ovvero all’orlo del baratro. mentre il popolo Italiano inebriato da un falso senso di benessere e’ divenatato borghese al punto che oggi non solo sono stati importati africani di vari paesi del continente nero per la raccolta di prodotti agricoli, ma anche dal lontano oriente. Questa mentalita’ ha fatto si che le maestranze delle quali il paese ne aveva in abbondanza ora sono quasi sparite. Il giorno d’oggi l’Iatalia fa uso di muratori Rumeni, elettricisti Ukraini, ect, etc., e questa immigrazione che colmava una lacuna d’occupazione mal gradita dai giovani Italiani, e’ per la maggior parte clandestina il che e’ allo stesso tempo un assetto fruttifero per imprenditori FURBI e politici CRROTTI, e che pesa costosamente sulle istituzioni del paese: ospedali, scuole e tasse non pagate.Tutto cio perche’ il giovane Italiano avendo accesso alla pubblica istruzione Ha sognato il posto fisso, o se piu’ furbo degli altri aspira alla politica che come e’ stato messo in evidenza ulitmamente era ed e’ ancora piu’ remunerante che in qualsiasi paese al mondo. Ora si e’ rimasti senza soldi, senza lavoro di nessun tipo ( la stragrande maggioranza delle badanti sone dell’est ) forse L’unico paese al mondo che importava gente per accudire ai propri anziani. Quei pochi cervelli che il sistema d’istruzione italiano produce sono destinati alla fuga all’estero per gli stessi motivi che persistono da decenni: nepotismo, sistema di caste e un misero finanziamento alla ricerca.
    In conclusione l’Italia Paese coeso, unito e’ solo un’illusione, siamo ancora una collezione, un crogiuolo di staterelli, interessi locali, che si rifiutano di fondersi l’un con l’altro. Senza una coscienza civica unificata questo paese non ha futuro.

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