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L’Esigenza di Nuove Aggregazioni Territoriali di Montagna

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di Enzo C. Delli Quadri
….se tutti e 55 i paesi del territorio avvieranno un processo di aggregazione tra di loro, potranno mettere le basi……
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Va premesso che:

•    Lo Stato denuncia tutta la sua debolezza;
•    la finanza pubblica, su cui si basa l’economia molisana, è in gravissima difficoltà;
•    gli elementi di solidarietà, tra zone ricche del paese e quelle meno ricche, sono ricordi sbiaditi del passato;
•    l’ opinione pubblica è giunta ad odiare la classe politica con  i suoi costi e i suoi privilegi; non accetta più strutture e sovrastrutture amministrative vuote ed inefficienti (dalle comunità montane, alle provincie, alle zone metropolitane, alle mini-regioni che costano quanto quelle medie e grandi, ai consorzi, alle municipalizzate, ai comitati non solo di affari, ecc… ecc…), che drenano risorse finanziarie che andrebbero utilizzate per Attività Produttive, Strade, Ospedali, Scuola, Assistenza Sociale e altro ancora; come primo passo chiede che le attuali Provincie vengano eliminate;
•    tutte le forze politiche nazionali discutono in merito ad un nuovo ASSETTO DELLO STATO: Parlamento (3-400 parlamentari), Regioni (non più di 8 o 9), Governo (50 max 60 tra ministri e sottosegratari), Magistratura intesa come organo dello stato e non potere dello stato, Presidente della Repubblica con maggiori poteri, primo Ministro con poteri diversi dagli attuali, Eliminazione delle Provincie con nuove aggregazioni territoriali. A questo aggiungasi che l’Europa ha dettato una chiara agenda economica cui l’Italia, volente o nolente, dovrà attenersi, pena situazioni finanziarie insostenibili. Questa agenda, oltre a confermare l’esigenza di una eliminazione delle Provincie, prospetta anche la possibilità di creare delle Zone Franche da Burocrazia e Fisco, seppur in via sperimentale;
•    è prevista dal decreto legge n. 138 dell’agosto 2011 l’aggregazione dei comuni con meno di 1.000 abitanti; ma parte l’aggregazione forzata, già molti ritengono che, comunque, vadano disegnati nuovi aggregati territoriali e già tanti si attrezzano a formare  gruppi di pressione per disegnare quegli aggregati ad uso e consumo della propria zona di influenza (esempi eclatanti sono la pretesa di Molisannio o Moldaunia, verso la Campania o la Puglia, rispettivamente).
•    La verità nuda e cruda è che, prima o poi, i confini provinciali salteranno e le regioni saranno forzatamente accorpate o ridisegnate e chi avrà fantasia vedrà la creazione, sotto casa, di Zone Franche, affrancate, cioè da fisco e burocrazia.

Poiché la premessa contiene un bel po’ di verità, i comuni più svegli, pensando al futuro, cominciano ad attrezzarsi. A questo proposito, io che ho sempre auspicato un ricongiungimento tra Abruzzo e Molise, ritengo che questa è una occasione d’oro per i 55 paesi dell’ AltoMolise AltoSangro AltoVastese  per rompere le gabbie composte dalle 4 provincie in cui sono recluse e confinate in posizione del tutto marginale rispetto alla COSTA e rispetto ai CENTRI PROVINCIALI.

I comuni di montagna devono riflettere sul fatto che essi, da decenni, si ritrovano in una Ansa di fiume non interessata dal flusso centrale della corrente d’acqua , come tale, soggetta a diventare stagnante. Devono riflettere sul fatto che se è vero che l’impoverimento demografico ha riguardato tutte le zone italiane di montagne, è altrettanto vero  che esso è stato misurato in un 40-50% circa. Questa percentuale, nel territorio di ALMOSAVA  AltoMolise AltoSangro AltoVastese,  sale fino alla cifra stratosferica del 75%, cosa che fa, giustamente, parlate di desertificazione demografica (si veda “Territorio e Popolazione” nel sito www.almosava”it.

Se insisteranno a guardare alla Provincia attuale come al parametro irrinunciabile per ogni azione di aggregazione o disaggregazione, devono sapere, assumendosene la responsabilità di fronte alle loro popolazioni, che condanneranno il loro territorio al definitivo annientamento demografico.

Di contro, se tutti e 55 i paesi del territorio avvieranno un processo di aggregazione tra di loro, potranno mettere le basi per un rilancio delle aspettative future. Messi insieme sotto il coordinamento di una amministrazione unica, che potrà chiamarsi in qualunque modo logico e non demagogico o illusorio, essi, raggiungendo una popolazione di oltre 50.000 residenti,  potranno rivendicare autonomia sanitaria, aree autonome di sviluppo artigianale e industriale, aree autonome naturalistiche per un turismo culturale di massa, senza dimenticare il rilancio della Diocesi di Trivento che ritroverebbe una coincidenza tra territorio pastorale e quello geografico-politico. E, cosa ancor più importante, essi potranno candidarsi, come già fanno altre zone d’Italia, com Zone Franche da Burocrazia e Fisco.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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