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Lendane – Lontano

Poesia di Tiberio Della Rocca [1]

Partire senza sapere di poter tornare
Partire senza sapere di poter tornare

LENDANE

E decedemme allora de partì,
gna de miseria ce ne steva tanda
e z’abbeiemme chiène e camenenne,
decemme na preghiera a chella sanda.

A la prima curva me veldève arrete,
p’arevedè la casa che lassava
nnend’a la porta, steva ferma mamma,
che a la Madonna ci’arracchemmanava.

“Abbada tu a ste figlie, sciabbendetta,
daie salute e falle sta chendiende
e fall’aremenì prieste a na casa,
ca zenza, nnè na vita, è ne termiende”.

E la Madonna, mamma l’ascheldatte,
e suò seccesse tanda cose bbone
però da culle iuorne e suò vindenne,
nen zuò menute cchiù, a Caccavone*.

La notte gna m’addorme me vè nsuonne,
culle paiese mia acchescì bielle
chella campagna chiena de chelure,
le sciume e le laghette Martenielle.

La Chiezza, le meline e può le colle,
sanda Lecia e chella pregessione
la banda pe le vie de le paiese,
m’arevè sempre mmènde Caccavone*.

Velera aremenì n-custe memende,
e tutte ve velera arrabbraccià
Madonna meia, damme tu la forza,
pecchè acchescì, i no, nen pozze sta.

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Con la poesia “Lendane” il nostro Tiberio La Rocca di Poggio Sannita (Caccavone) ha vinto il Premio Speciale Assessorato alla Cultura del Comune di Ortona, nell’ambito del concorso letterario ‘Lu bene che te vuie’, ospitato dalla stessa città di Ortona. (foto selezionate da Enzo C. Delli Quadri).

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LONTANO

E decidemmo allora di partire,
quando eravamo ridotti in miseria
ci avviammo piano e camminando
recitammo una pregheria a quella santa.

LENDANE-di-T.-La-Rocca-2-213x300Alla prima curva mi voltai indietro,
per rivedere la casa che lasciavo
davanti alla porta era ferma mamma,
che alla Madonna ci raccomandava.

Bada tu a questi figli, benedetta,
dai loro salute e falli felici
e falli tornare presto a casa,
senza di loro la vita è un tormento.

E la Madonna, mamma l’ascoltò,
e sono accadute tante cose buone
però da quel giorno e sono vent’anni,
non sono più tornato al paese.

La notte quando dormo sogno,
quel paese mio così bello
la campagna piena di colori,
il fiume ed il laghetto Martinello.

La piazza, il mulino ed il colle,
santa Lucia e la processione
la banda per le vie del paese,
mi torna sempre in mente Caccavone.

Vorrei tornare in questo momento,
e vorrei riabbracciarvi tutti
Madonna mia, dammi tu la forza,
perché così, più non posso stare.

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[1] Tiberio La Rocca, Molisano di Poggio Sannita (IS), coltiva da sempre la passione per la poesia e in particolare per il dialetto di origine; ha pubblicato molte raccolte di poesie, con le quali ha ottenuto riconoscimenti e premi.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

 

About Tiberio La Rocca

Tiberio La Rocca, Molisano di Poggio Sannita (IS), coltiva da sempre la passione per la poesia e in particolare per il dialetto di origine; ha pubblicato molte raccolte di poesie, con le quali ha ottenuto riconoscimenti e premi.

6 commenti

  1. Tiberio La Rocca

    Enzo, grazie per la pubblicazione.

  2. Semplicemente da far accapponare la pelle e far comparire qualche lacrima. Grazie Tiberio che riesci ad interpretare i sentimenti di chi è stato costretto a lasciare i posti natii.

  3. Tiberio La Rocca

    Questa poesia trae spunto dalla storia di un mio concittadino rimasto lontano, in America, per ben trent’anni

  4. Grave, doloroso ,spinoso il problema dell’emigrazione in ogni tempo, in ogni latitudine, sia che siamo stati noi i migranti, sia che oggi OSPITIAMO I MIGRANTI. Ma proprio questo si diventa più sensibili; e la DELICATA sensibilità di questa poesia è davvero tanta, raccontando essa l’emigrazione del secolo scorso, rivolta ai paesi oltreoceano…dai quali si tornava dopo tana LONTANANZA, o non si tornava affatto.!

  5. Antonia Anna Pinna

    Tanta emozione e commozione. Veramente toccante. Grazie

  6. Leonardo Tilli

    Si rilegge sempre, con condivisa commozione, questa poesia che descrive la storia di gran parte delle persone che hanno lasciato la terra d’origine.
    Grazie, Tiberio La Rocca.

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