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L’Emigrazione in un Paese dell’Italia Meridionale: AGNONE

tratto da uno studio di William A. Douglass [1]

emigrazione secondo Douglass 1

Questa é la storia di un comune, la cui localizzazione è nel Sud Italia appenninico ma il cui centro di attività abbraccia, al presente, i cinque continenti. Quindi, é una storia di emigrazione e filo comune che tiene legate insieme le esistenze di genti residenti nelle più svariate parti del mondo, ma il cui orientamento e carattere sono, almeno sotto alcuni aspetti, condizionati da un’interrotta fedeltà al luogo di origine. Il paese in questione, Agnone, é nella regione Molise. Ma oggi, dopo un secolo di emigrazioni, più che un luogo resta un’idea.

Nel tipico ambiente dell’Italia meridionale, il rispetto della comunità acquista forma propria e si identifica nel termine adatto di “campanilismo”. Sembra che i confini di una comunità definiscano un proprio universo morale e sociale. Nel caso di Agnone e della circoscrizione “l’Alto Molise”, le differenze comunitarie assumono forma tangibile. Agnone che nella parlata locale suona Agneun, ha il suo proprio dialetto, le sue caratteristiche alimentari, le proprie tradizioni orali e, in passato, un orgoglio spesso manifestato in forma iperbolica. Si appellano al fatto che la città ha numerose scuole e chiese e una tradizione di figure di secondo piano nell’ambito della letteratura italiana alla pretesa di superiotà sociale. Gli abitanti del circondario concordano nel considerare gli agnonesi gente orgogliosa, ma conferendo a tale termine un senso negativo e derisorio. Quello che l’agnonese riconosce come orgoglio legittimo, per i suoi vicini è superbia ingiustificata.

C’è quindi un forte particolarismo locale alla base del temperamento degli agnonesi e delle sue vedute generali. Allo stesso tempo, si può riscontrare un elemento cosmopolita nella storia di Agnone. Per oltre un centinaio d’anni la città ha provvisto candidati all’ emigrazione. Le loro destinazioni sono state diverse, abbracciando l’America del Nord e del Sud, l”africa, l’Europa e l’Australia. Comunque anche qui nomi come Argentina, Brasile, Australia, Stati Uniti, Svizzera, Canada, sono troppi astratti. Piuttosto I destini degli agnonesi hanno messo le radici in posti quali Buenos Aires e Belleville, in Argentina, San Paolo in Brasile, Melbourne e Adelaide in Australia, Neuchâtel in Svizzera, Montréal nel Quebec, Columbus nell’Ohio, Pueblo nel Colorado, Trail nella Columbia Britannica, London e Windsor nell’Ontario. Difatti pare che al presente la realtà di Agnone e di Trail siano legate tra di loro. Né l’una né l’altra comunità presenterebbero l’aspetto attuale se non avessero condiviso la stessa storia.

Una parte di Trail sopravvive ancora negli animi di alcuni agnonesi, proprio come una parte di Agnone persiste nel pensiero di più di un canadese. Ultimamente, comunque, l’emigrazione è divenuta il fattore principale del declino di Agnone come centro regionale. Il problema dell’emigrazione è perciò inestricabilmente connesso con la questione dell’evoluzione e involuzione di Agnone come zona urbana. Si ha l’impressione, allora che l’emigrazione agnonese sia solo il sintomo di un malessere di più vasta estensione. Infatti questa è la storia di un’aristocrazia che abbandonò le proprie terre e con esse I propri privilegi, di una classe contadina che ottenne la terra solo quando ormai l’agricoltura tradizionale era fuori tempo, di un clero che perse il suo ascendente tra I fedeli, di una classe artigiana spinta alla disperazione dalla nascente industria.

emigrazione secondo Douglass 3Dimensioni dell’emigrazione

Nel 1871 il Molise vantava uno dei più bassi tassi di emigrazione di qualsiasi altra regione d’Italia. In quell’anno si ebbero solo 134 espatriati di cui 90 per le Americhe. Vale a dire che ci furono 0,06 emigranti su ogni cento abitanti. L’anno seguente, comunque l’emigrazione salì notevolmente a 809 emigranti, cioè il 0,23 per ogni cento abitanti. La registrazione riporta che partirono 609 per Buenos Aires, 91 per Montevideo, 85 per il Brasile e 24 per Paesi Europei. Dei quali 492 indicarono che la loro occupazione come contadini; 228 erano disoccupati e per 63 l’informazione mancava, le restanti 26 persone comprendevano 15 artigiani, 7 industriali, 3 possidenti ed un sacerdote. Pare tuttavia che le partenze clandestine fossero molto frequenti. Coloro che avevano precedenti penali e I minorenni privi del permesso dei genitori erano tra quesi. Una volta si disse che, di quattro uomini ritenuti in Agnone colpevoli di omicidio, tre erano riusciti a sfuggire alla giustizia espatriando.

Non è possibile determinare le esatte dimensioni dell’emigrazione transoceanica nel corso di questi anni. La cronologia di Raffaele Iannicelli afferma che egli fu il primo agnonese ad emigrare nel Sud America. Lo Iannicelli dapprima fu a Roma, dove divenne apprendista sarto. Nel 1858 emigrò in Argentina , stando ad un’altra fonte, il primo agnonese a recarsi in Sud America, partì nel 1866, poi nel 1870 le partenze dal paese verso l’Argentina erano frequenti. Ascenzo Marinelli sostiene che nel 1872 famiglie del posto usavano rivolgersi a lui perchè traducesse lettere scritte in spagnolo ricevute da parenti sistematisi in Argentina. Gli emigranti in questione erano analfabeti e quindi si servivano delle prestazioni degli “escibaños” argentini. Josa sostiene che Agnone fu la prima nel Molise a rispondere alla chiamata oltreoceanica.in oltre nel suo studio prova che gli agnonesi costituirono l’unico grande contigente tra i primi molisani che emigrarono.

Stando a tutti gli indizi, la prima ondata migratoria da Agnone era diretta esclusivamente in Argentina. Sotto la guida del Presidente Roca, gli anni 1870 furono un periodo di pace per gli indiani delle Pampas. Nuovi spazi si aprirono ai colonizzatori europei. L’oligarchia terriera, o “estancieros” vide un notevole vantaggio economico nella coltivazione a mezzadria di parte delle sue vaste tenute. I contadini d’Europa, soprattutto italiani, ricevettero in affitto a breve scadenza poche centinaia di acri di terra vergine arabile. Le condizioni erano spesso rigorose, e gli affittuari venivano con estrema facilità sfrattati dopo aver speso le loro energie cercando di estirpare le robuste radici; ma il contadino era più attratto da queste terre di quando lo fosse dal piccolo appezzamento disposto su un pendio del Vecchio Mondo. Verso la metà degli anni 1880, si ebbero prove che gli agnonesi stessero scegliendo un raggio di destinazioni più vasto. Il numero del 17 Aprile 1884 de “L’Aquilonia” pubblicò la lettera di un uomo residente a Montevideo. Egli osservava che, a causa della tempestosa politica uruguaiana, poche persone dell’alto Molise vi si erano stabilite, egli suggerisce a coloro che cercavano di espatriare di prendere in considerazione quel paese poichè le condizioni erano migliorate di molto.

In quello stesso numero appare un articolo che descrive le condizioni economiche negli Stati Uniti sotto una luce sfavorevole. L’articolo evidenzia, comunque, che la destinazione in America settentrionale era esaminata, in quel periodo, con particolare interesse degli emigranti agnonesi. Un articolo del 1886 dichiara: In questi ultimi giorni di Marzo sono partiti per gli Stati Uniti d’America molti nostri concittadini, che erano da poco tornati da quelle contrade. Nel periodo degli anni 1890 gli agnonesi erano ben coscienti della situazione in molti paesi de Nuovo Mondo. Le lettere da parte dei parenti che erano nelle Americhe, I racconti di chi ritornava da lí e gli articoli sulla stampa locale erano fonti di informazioni. Nè le notizie erano sempre favorevoli o piacevoli. Il nimero del 10 Giugno 1894 dell”Eco del Sannio” riporta: Per oggi diciamo che la situazione dell”Argentina continua ad essere delle più inviluppate e inestricabili, che la guerra civile, annunziata come finita nel Brasile, invece vi continua…che uno stato relativamente discreto si nota nell’Uruguai, Montevideo; che le cose degli Stati Uniti d’America (Nuova York) sono sempre più torbide, per la mancanza di lavoro e per l’agitazione ognora crescente dei tanti disoccupati, o scioperanti.

Nel 1896, il giornale mise in evidenza la necessità per il governo italiano di intervenire nella protezione degli emigranti esteri. Il giornale riportava di di recenti atti anti-italiani in Brasile e del linciaggio di italiani a New Orleans, nel 1891. L’anno seguente, 576 emigranti partirono per il Nuovo Mondo, 413 per l’Argentina, 127 per gli Stati Uniti e 36 per il Brasile. Nel 1897 venne spedita una lettera al giornale “Il Nuovo Risveglio”, con la quale si cercava di scoraggiare chiunque di recarsi in Argentina in quanto lí la disoccupazione era salita. Pochi mesi dopo il giornale riportò la notizia di licenziamenti in massa a Buenos Aires e che 800 italiani del sud avevano perso perso I loro risparmi in seguito al fallimento di un agente bancario genovese. Nel 1898 “L’Eco del Sannio” avvertiva che, sebbene i contadini potessero trovare lavori servili in Argentina,i lavoratori specializzati e più addestrati sarebbero andati incontro a gravi difficoltà.

Nel 1901 il giornale riportò che, in Argentina ” la mano d’opera straniera (italiana in specie) sovrabbonda sia in Buenos Aires che nello interno…tantochè molti operai e contadini non trovano occupazione, e buona parte di essi deve rimpatriare. In questo stato di cose il Commissariato consiglia i nostri operai e contadini a non emigrare alla ventura di quella Repubblica, ma a procurarsi una esplicita assicurazione che, giunti a destinazione, trveranno prontamente il lavoro. Nello stesso articolo il lettore è messo in guardia contro coloro che reclutavano gente per conto di una certa compagnia brasiliana amazzonica per la lavorazione della canna da zucchero, in quanto le povere condizioni di vita avevano causato un terribile tasso di mortalità tra i lavoratori. Con tale pessima pubblicità sulla situazione nell’America del Sud, non sorprende se un numero sempre maggiore di agnonesi veniva scegliendo come meta l’America del Nord. Nel 1901, emigravano 1,024 persone da Agnone, 429 in Argentina, 339 Stati Uniti, 155 nelle Americhe, 10 in Brasile, 4 in Uruguai, 2 in Cile, 2 in Messico, 1 in Australia, 1 in Canada e 1 in Svizzera.

Nel 1902, il Commissario dell’Emigrazione nominò un comitato in Agnone per la tutela degli interessi degli emigrati dell’Alto Molise e di parte della provincia di Chieti. Il nuovo comitato si incontrava mensilmente per esercitare una “un’azione di sorveglianza e di tutela su quando moralmente ed economicamente concerne l’emigrazione”. La sua funzione principale consisteva nel fornire al potenziale emigrante informazioni riguardanti la richiesta del passaporto, le condizioni nel paese di destinazione e la sistemazione per il viaggio. Doveva anche trattare casi di querela da parte degli espatriati che erano stati illegalmente sfruttati da ufficiali o agenti navali.

Nel 1902 la stampa locale andava avvertendo I futuri emigranti di non partire per gli Stati Uniti d’America senza prima assicurarsi il permesso di accesso U.S.A. in quando coloro che giungevano a New York privi di questo, venivano rispediti in Italia. L’anno seguente un articolo spiegava come evitare ciò, emigrando negli Stati Uniti via Canada. Quello stesso anno il giornale ammoniva gli agnonesi di non entrare nel Transvaal senza I necessari documenti , poichè non sarebbe stata permessa l’entrata. Il giornale riporta ancora che gli emigrati in Francia ricevevano un pessimo trattamento. Bisogna però fortunatamente dire che nel 1903, a Buenos Aires e a New York sorsero delle società per la tutela degli emigranti italiani. Nel 1903-4, l’attenzione degli emigrati si era trasferita, con maggiore evidenza, dal Sud al Nord America. Su 576 emigranti provenienti da Agnone nel corso di questo biennio, 501 registrarono la loro destinazione per la città di New York. Nello stesso tempo, un articolo pubblicato nel 1903 osserva che, in conseguenza del cattivo stato di cose in Argentina, molti erano rimpatriati, mentre “vari altri lasciarono Buenos Aires per recarsi a New York”. C’è ragione di credere che ci fu un notevole calo nel tasso d’emigrazione nel 1907 dovuto al declinio dell’economia U.S.A. nel 1907.

Nel frattempo gli Stati Uniti stavano restringendo le proprie norme regolanti l’emigrazione. Nel 1909 fu imposto un “test” per verificare il grado di istruzione dei nuovi arrivati. Nel 1912 l’Argentina stava perdendo d’attrattiva per coloro che desideravano emigrare. Il periodo immediatamente precedente la prima guerra mondiale fu caretterizzato da un forte atteggiamento xenofobio rivolto versi gli stranieri che si recavano nell’America del Sud. Ma nel 1914 giunse una lettera all’Eco de Sannio da parte di un emigrante che esaltava i vantaggi di Trail “Columbia Britannica” invitando altri agnonesi a recarvisi. L’Africa merita una parentesi a parte nella storia dell’emigrazione del paese. Verso la fine del secolo XIX, l’Italia intraprese una marcia verso le colonie africaneche doveva durare e seguire fino al periodo mussoliniano. Nel 1887 Giovanni Tirone, ufficiale militare, e membro di una famiglia agnonese di rilievo, venne ucciso a Dogali in Eritrea. Nel 1896 “L’Eco del Sannio” riportò che sedici agnonesi si trovavano in servizio militare in Africa. Nel 1912, 24 agnonesi prendevano parte alla battaglia di Tripoli e cinque giovani erano in partenza per recarvisi. Il governo italiano cercò di attirare colonizzatori nei nuovi territori africani conquistati.

emigrazione secondo Douglass 2Eventi e avvenimenti

Verso la fine del 1870, alcuni emigranti agnonesi si erano sistemati in centri urbani, e principalmente a Buenos Aires. Nel 1879 due agnonesi lì residenti organizzarono una festa per celebrare la ricorrenza della Madonna Del Carmine. L’anno successivo, in Argentina ci fu una rivoluzione e un ex soldato agnonese costituì un reparto militare a Buenos Aires composto da immigranti italiani disoccupati e venne chiamato la Legione Agnonese. Dal 1883 la festa della Madonna del Carmine fu uno degli avvenimenti più importanti per la colonia italiana in Buenos Aires, nello stesso anno , sempre a Buenos Aires fu fondata la società de “La giovane Italia”. Dei 33 membri fondatori , 17 erano agnonesi. Nel 1884 un gruppo di alto molisani “in maggioranza agnonesi” costituì a Buenos Aires la società de Il Circolo Sannitico in Argentina questo circolo teneva un ballo annuale e alla fine riuscì ad avere una sua orchestra e esercitava pure la funzione di pompe funebri. Altre comunità argentine costituite da notevole numero di agnonesi comprendevano, Ballesteros, Bellavista, Mendoza, Tucuman e Belleville.

Nel 1896, quando venne preparata una celebrazione a Belleville dalla piu grande colonia italiana, il presidente, il tesoriere ed il segretario della commissione erano tutti agnonesi. Nel 1897, Felice Andrea Carlomagno, un mercante di grano che aveva fatto fortuna e originario di Agnone, fu nominato console italiano in quella città. Se nei primi tempi alcuni emigranti lavoravano come mercanti ambulanti nelle Pampas, verso la fine del secolo altri stavano realizzando con piacere fortunati affari nel Sud America. A Buenos Aires tre agnonesi erano propietari di agenzie di navigazione e di agenzie bancarie. Ruggiero di Paola possedeva un ufficio di cambiovalute e della lotteria con trecento impiegati. Luigi Santarelli, in passato fabbro, era ora proprietario di una fabbrica di corone funebri che impiegava sessanta persone. Francesco Camperchioli aveva un pastificio che era partito nel 1885 con tre lavoratori e nel 1910 ne contava venti. La famiglia Sabelli possedeva un grande negozio a Mendoza, come pure la famiglia Amicarelli a Ballesteros e la famiglia Cervone a San Paolo del Brasile. A Tucuman, I fratelli Iannicelli furono gioiellieri di successo, Tommaso aprì una gioielleria a Rio De Janeiro e più tardi trasferì I suoi affari a Manaus dove fece un’immensa fortuna. Vi erano alcune imprese, facenti capo ad agnonesi che erano davvero imponenti. Nicola Serricchio fu uno dei tre soci di una fabbrica di cappelli a San Paolo fondata nel 1900 e che dal 1907 produceva 370.000 cappelli l’anno. Nel 1911 la produzione salì a 1550.00 cappelli al giorno.

Nella provincia di Mendoza, Giustino Piccione, suo figlio Gaetano e suo genero Raffaele Sammartino misero su una cantina di grandi dimensioni, nel 1912 l’impresa, sotto l’etichetta “Marca Piccione” conquistò il successo internazionale. Quell’anno potè edificare un piccolo centro, il Rodeo de la Cruz, con 126 edifici abitabili, nel 1913 l’impresa fu valutata per un valore di tre milioni e mezzo di pesos. Qui venivano prodotti 50.000 ettolitri di vino annui e vi erano impiegati 384 lavoratori. Un’altra incredibile iniziativa fu quella dei fratelli Carlomagno, con sede a Belleville, in Argentina ma con filiali a San Marcos, Chanares, Oliva e Buenos Aires. Fondata nel 1875, nel 1899 esportava grandi quantità di grano e fieno in Brasile e Sud Africa. Nel 1909, i Carlomagno negoziavano per la vendita del grano direttamente con il governo britannico e brasiliano, solo quell’anno essi esportarono 250.000 quintali di grano e 1.000.000 di balle di fieno.

Nel 1884 Antonio Paolantonio, il vecchio direttore della banda municipale di Agnone, fu ritenuto uno dei migliori musicisti di Buenos Aires, quando fu chiamato a dirigere l’orchestra per I balli del Circolo Sannitico, nel 1885 fondò il giornale “La colonia Italiana” che ebbe una durata di cinque anni, successivamente pubblicò “L’Operaio Italiano”, “Il Garibaldi” e “La Mosca” quest’ultimo in spagnolo. Un articolo parso su una rivista agnonese del 1897 acclamava Girolamo Carosella come uno dei più famosi scultori di Buenos Aires.

emigrazione secondo Douglass 5


[1] William A. Douglas, è considerato uno dei massimi esperti in studi baschi, con competenza linguistica in spagnolo, francese, italiano e latino; dedicò, allo studio del fenomeno migratorio di Agnone, un volume che fu edito in inglese nella prima metà degli anni ’80 e tradotto in italiano nel 1990.

editing: Enzo C. Delli Quadri

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

3 commenti

  1. Lungo e dettagliato articolo che evidenzia sacrifici, rischi, intoppi ed anche fortunati episodi occorsi agli italiani emigrati nelle Americhe e soprattutto ai nostri conterranei MOLISANI, alla fine dell’800 e nel primo scorcio del scolo scorso. Grazie a l’Eco del Molise ecc tramite MOLTI AGNONESI E NON SOLO, SI CONOSCEVANO LE SORTI ANCHE DI TANTI COMPAESANU MENO FORTUNATI E ILLETTERATI CHE AVEVANO PERSO I LEGAMI CON LA NOSTRA TERRA.. MA SAREBBE ANCHE BELLO DIFFONDERE INFORMAZONI SU EPISODI E FENOMENI DI EMIGRAZIONE Più RECENTE, PUR SE OGGI I MEZZI DI COMUNICAZIONE SONO Più RAPIDI E DIVERSI…

  2. Oscar Roberto Vecchiarelli

    Según me comentó mi abuelo Arturo Vecchiarelli que la familia vino de Agnone pero solo eso me informó. ¿Tienen algún antecedente de los Vecchiarelli – Carosella?

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