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Le spine di Ugo – Rolly Marchi, l’amico dei roccolani, se n’è andato.

Di Ugo Del Castello[1]

Rolly Marchi

Stava andando a St Moritz quando è salito sulla montagna più alta ed è svanito tra le nuvole. Adesso il suo corpo, da gigante della montagna, si trova sotto la montagna, è inerme e la sua anima è lassù, dove tutte le anime sono uguali, hanno la stessa inconsistente dimensione, siano esse di piccoli o di grandi uomini, di uomini buoni o cattivi, di uomini ricchi o poveri, di uomini colti o ignoranti.

Rolly Marchi se ne è andato all’ età di 92 anni e poco più.

Ho letto su Il Giornale il ricordo scritto da Maria Rosa Quario, slalomista nazionale italiana, che lo ha ricordato raccontando che la sua affezionata collaboratrice, altra sciatrice nazionale, è andata accanto al suo letto qualche ora prima che spirasse e gli ha messo sotto la gelida mano qualcosa ancor più gelida e a lui tanto nota: una rivista. Infatti, Beba Schranz ha letteralmente congelato una copia della rivista ideata e diretta da Rolly e gliel’ha posta sotto la mano. Rolly l’ha accarezzata, l’ha riconosciuta perchè era gelida come quella vera, candida, mai suoi occhi non l’hanno vista, non potevano, da quando in un incidente il Tir sull’autostrada per Bolzano gli tolse uno dei cinque sensi: era neve, “La buona Neve”, la sua rivista, dove mi ha ospitato, dove ha ospitato “lamiaRoccaraso” e alcune delle sue foto più caratteristiche; dove Rolly ha scritto qualche piccola recensione per i miei libri:  per me che non ero nessuno e non lo sono neppure adesso. Ma Rolly era affascinato da tutto ciò che parlava delle montagne, delle storie delle montagne, siano esse Alpi o Appennini: restava rapito, estasiato come da par suo. La slittovia. La storia bianca di un piccolo paese degli Appennini. E anche queste montagne, che un giorno aveva conosciuto grazie al suo amico Emilio Buccafusca e Leo Gasperl, avevano destato stupore: rotonde sovrastanti immensi altopiani.

Rolly Marchi scrisse queste parole; ma le parole di un uomo di siffatta statura non destarono interesse e neppure rispetto in uomini stupidi e presuntuosi, ignoranti che non ebbero la lungimiranza di ascoltarlo, invitarlo, eseguire i suoi magistrali desideri. Non capirono e non seppero approfittare delle sue parole e della sua presenza per rendere noti e importanti i nostri “Campionati mondiali della gioventù”, come lui li definì.

Rolly Marchi 18 set 2003 con Marco Forcatura e Ugo del Castello

Un uomo che ha fatto delle sue idee, delle sue parole, della sua attività, il mezzo per comunicare la montagna, la neve, le parole bianche, gli sport invernali, la roccia, le arrampicate, le mani dure, la luna che ride, il silenzio delle cicale, e ancora la neve e avventure d’alta quota, come se non ci fosse l’amore: ma le sue parole erano solo amore, amore per la montagna.

E voglio chiudere trascrivendo alcune delle sue parole, le parole che scrisse per me, per i 100’anni di sci della mia Roccaraso:

Non so se il Padre Eterno sarà generoso con me, donandomi il piacere di esserci per arricchire le mie ultime esperienze bianche. Se cosi non fosse… se la mia linea d’ombra fosse già stata da me superata, propongo forse immodestamente, ma col cuore, di dedicarmi una delle gare; a portare le coppe ci penseranno i miei figli Paolo e Jacopo e, a consegnarle ai migliori, il mio nipotino Brando. E un’altra gara, per affinità la discesa, perché il grande Leo stabilì il primato mondiale di velocità sul KL (chilometro lanciato, ndr) nel 1934, potrebbe portare il suo nome, gesto di straordinaria emozione, anche pensando che la sua dinastia, oggi estinta, è romanticamente riunita nel cimitero di Cervinia Valtournenche: lui, spirato in quell’Abruzzo, Roby, unico figlio, travolto da una valanga americana e la moglie Luciana che ci ha lasciati novantaquattrenne. Sarebbe da dedicargli un minuto di silenzio, meritato, che farebbe vibrare i cuori di tutti i presenti. A suggello di questi miei ricordi, auguro successo a Ugo Del Castello, uomo autentico, collaudato anche nell’amore per la sua terra e relative nevi e che, pertanto, merita fortuna.”

Purtroppo lo svolgimento dei Mondiali juniores di sci del 2012 di Roccaraso-Rivisondoli non è dipeso da me – per Rolly il Padre Eterno aveva deciso il 14 ottobre 2013 – e se fosse dipeso da me Rolly sarebbe stato qui, sulla nostra buona neve, candida e fredda come le altre, come la sua Buona Neve, quella che Beba gli ha posto sotto la mano prima di salire sull’ultima montagna e svanire lassù, dove la luna rideva.

Ciao Rolly, ho scritto per te con qualche giorno di ritardo, ma so che da lassù mi leggerai e sorriderai, insieme con la luna.



[1] Nato a Roccaraso nel 1953, da sempre ha avuto due passioni: la scrittura e la ricerca sulla storia del mio paese. Poi, le due cose si sono fuse e ha scritto cinque libri.. È sposato con Chiara e i suoi figli si chiamano Luigi, Marco e Giorgio.
Questo il suo desiderio:  una Roccaraso diversa, perché troppo cementificata e poco viva.
Usa dire:  se il tuo paese non ti piace, non devi, comunque, smettere di amarlo, perché, solo se continui ad amarlo, puoi cambiarlo.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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