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Le spine di Ugo del Castello – Il piccolo Claudio

Ugo Del Castello[1]

In questi giorni di fine ottobre era trascorso più di un mese da quando, nel 1943, i soldati della Wehrmacht avevano preso possesso del Valico di Roccaraso e le opere di fortificazione del cuore della linea Gustav stavano a buon punto.

Centinaia di uomini abili, tradotti quassù dai paesi del circondario pullulavano sugli altopiani, sui dorsi delle montagne, sulle vette più alte che si affacciano sulla Valle del Sangro. Erano stremati dai massacranti lavori di costruzione di trincee e postazioni.

Il 31 ottobre arrivò l’ideatore di tutto ciò: il Feldmaresciallo Albert Kesselring. Austero, in piedi su un auto scoperta, passò in rassegna i lavori lungo la S.S. 84 Frentana dal Valico di Palena fino all’incrocio con la S.S. 17 proveniente da Castel di Sangro e obbligata nel Passo della Portella prima di sfociare sul Piano delle Cinquemiglia, dove diversi anni prima il leggendario Girardengo gettò la bicicletta, segnò una croce sullo sterrato e abbandonò il Giro d’Italia stremato dalla fatica maturata fin dalla salita del Macerone.

Il sorridente Albert aveva lo scudiscio in mano e indicava ciò che approvava e ciò che si doveva ampliare e modificare. L’intelligence lo aveva tenuto sotto controllo e proprio sotto Rivisondoli arrivò un caccia che mitragliò tutta la strada per cercare di colpire la sua auto, ma fortunosamente si salvò. Si rifugiò a Roccaraso presso il Villino d’Avalos, sede del Comando del 1° battaglione paracadutisti della 1^ Divisione Heidrich agli ordini del Maggiore Werner von der Schulemburg.

Il giorno dopo lì si tenne un briefing con gli alti comandi della zona e arrivò ancora un caccia che sganciò una bomba sul villino e mitragliò tutto il viale Roma. Ancora una volta il Feldmaresciallo uscì incolume perché la bomba non cadde sul villino, ma piuttosto vicino al viale dove in quel momento passavano il piccolo Claudio Mori, la sua balia Palmira Mattacola che stringeva l’altra mano anche a due sue cuginette.

Le schegge della bomba e lo spostamento d’aria uccisero sul colpo il piccolo Claudio e la balia, che oggi riposano in un angolo della chiesa di San Rocco, ridotta in quei giorni dai soldati a stalla di cavalli e muli e asini.


[1] Nato a Roccaraso nel 1953, da sempre ha avuto due passioni: la scrittura e la ricerca sulla storia del mio paese. Poi, le due cose si sono fuse e ha scritto cinque libri.. È sposato con Chiara e i suoi figli si chiamano Luigi, Marco e Giorgio.

Copyright Ugo Del Castello
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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