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1943: Un diverso autunno per pastori e pecore

di Ugo Del Castello[1]

“ Settembre andiamo è tempo di migrare…” Così suona il verso del nostro D’Annunzio, che forse qualche pastore un po’ istruito anche Un-diverso-autunno-anche-per-pastori-e-pecorequell’anno avrà recitato, preparandosi alla migrazione stagionale che la tradizione secolare fissava proprio all’8 settembre! Ma, quell’8 settembre si presentò subito come una data capovolta: non si poteva già più pensare di raggiungere la Puglia. Bisognava restare abbarbicati alla montagna? Ma la neve lo vieta; così come l’infuriare delle battaglie nelle regioni attraversate dai tratturi e poco dopo il costituirsi della linea Gustav sbarravano il passo alle greggi.

L’armentario Pio Ticchiarelli, proprietario di diverse migliaia di capi di ovini, intuì immediatamente il pericolo incombente e fu l’unico della zona, quando non erano ancora iniziati i lavori di costruzione della linea e i controlli erano ancora sporadici, che riuscì a portare in salvo il suo gregge oltre il fiume Sangro.

I soldati per far fronte al sostentamento delle truppe requisivano continuamente le pecore, che costituirono per loro il primo alimento a base di carne. Ma diverse migliaia di capi furono poi caricati sui carri ferroviari per essere trasportati in Germania, dove avrebbero integrato l’alimentazione della popolazione ormai costretta a stenti e sofferenze di ogni genere.

Si racconta che i pastori delle greggi che pascolavano sul piano dell’Aremogna, non sapendo che fare, cercarono di salvare gli agnelli, gli ultimi nati di fine estate, e li portarono sul pianoro di Valle Verde. Gli agnelli, purtroppo, senza le rispettive mamme e con i primi freddi notturni che a quota 2.000 arrivarono immediatamente pungenti, morirono tutti. Chi li vide ricorda una grande distesa bianca; sembrò che fossero caduti i primi “fiocchi di neve”.

Renato Fattibene, undici anni, di Foggia, figlio di un proprietario di armenti, abitava in una casa sita nella piazza di Pietransieri; d’estate aveva ricevuto in regalo una bicicletta e in quei giorni si divertiva a girare tra i primi soldati che avevano raggiunto il paese, era affascinato dagli elmetti e dai fucili. Il gregge del padre Lorenzo occupava lo stazzo posto alle “Case della Madonna”, sopra il paese. Verso la fine di ottobre l’intero gregge fu requisito e gli uomini rischiarono di essere trasferiti in Germania con gli animali. Lorenzo, che aveva conoscenze presso la Prefettura di Teramo, città dove furono portati durante una tappa intermedia, con l’aiuto del Prefetto, riuscì ad evitare la deportazione alla sua famiglia e ai suoi pastori.

dal libro: 1943 Roccaraso kaputt!

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[1] Ugo Del Castello Nato a Roccaraso nel 1953, da sempre ha avuto due passioni: la scrittura e la ricerca sulla storia del mio paese. Poi, le due cose si sono fuse e ha scritto cinque libri.. È sposato con Chiara e i suoi figli si chiamano Luigi, Marco e Giorgio. Questo il suo desiderio:  una Roccaraso diversa, perché troppo cementificata e poco viva. Usa dire:  se il tuo paese non ti piace, non devi, comunque, smettere di amarlo, perché, solo se continui ad amarlo, puoi cambiarlo.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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