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Le spese della Regione Molise e un dialogo tra amici

di Enzo C. Delli Quadri

I dati riportati nella tabella che segue (1)   dimostrano quanto generoso sia il sistema della finanza pubblica e quanto i cittadini siano chiamati a sopportare, contributivamente, perché restino in vita organi istituzionali molto spesso inutili. Chiunque può valutare fino in fondo cosa sia giusto o meno, esaminando anche velocemente e a naso le cifre.

La regione Molise, nell’anno 2011, con i suoi 300.000 abitanti, ha speso 31, 4 milioni di euro, solo per il funzionamento del consiglio e della giunta regionale.  Ha speso, così,  più di quanto abbiano speso  Marche (con 1.560.000 ab.),  Abruzzo (1.350.000), Friuli Venezia Giulia (1.236.000), Umbria (908.000), Basilicata (587.000). E ha speso quasi la metà di quanto ha speso la Lombardia, con un numero di abitanti 33 volte superiore (9.963.000).

Ho illustrato questi dati all’amico e compagno di viaggio Franco e ne è nato questo dialogo.

Franco: Ma Enzo, non dovresti lamentarti, dovresti essere felice se tanti soldi arrivano in Molise e tanti Molisani ne possono godere?
Enzo: certo, dovrei esserne contento, sono tutti soldi che lo Stato versa alla Regione Molise e che La regione paga, in stipendi ed  emolumenti vari, ai suoi cittadini e non sono solo questi 31,4 milioni (62 miliardi delle vecchie lire). Sono molto, molto di più. Perché questi sono solo le spese perché funzionino il Consiglio e la Giunta Regionale. A queste spese vanno aggiunte quelle che attengono a tutta la macchina regionale. Dal bilancio di previsione, sempre per il 2011, esse ammonterebbero a 120 milioni di euro (240 miliardi delle vecchie lire). Scusami, io sono vecchietto e ho ancora la fisima di raffrontare gli euro con le lire. Quindi, come dicevi tu, dovrei essere contento che questa marea di soldi entri nelle tasche dei molisani. E invece non lo sono per niente.

Franco: Ma perché?
Enzo: beh, non è facile spiegarlo, ma ci provo. Primo punto: quei soldi non sono il prodotto delle attività molisane, ma vengono dallo Stato Centrale e cioè dal contributo di tutti gli italiani.

Franco: e che ti frega?
Enzo: aspetta. Secondo punto: essi rappresentano la quasi totalità del contributo che lo Stato trasferisce alla Regione, come dire che, in breve, per farmi capire, pagata la struttura regionale e suoi derivati, non ci sono altri soldi o, se ci sono, sono pochini, per le attività produttive, per la montagna, per le foreste, per il turismo, per le strade, per l’edilizia scolastica, per l’assistenza sociale, per la formazione e altro ancora, come dire che, pagata la struttura regionale, per agli altri cittadini, i servizi, i supporti e gli incentivi scarseggiano, latitano.

Franco: ma in mancanza di altro, meglio questo. Se non altro una parte della popolazione ha un reddito assicurato e su di esso campano anche i fornitori di servizi. E’ risaputo che su  ogni stipendio pubblico campano tante altre famiglie.
Enzo: a parte la  dignità di popolo,  perché non è bello sentirsi chiamare “mantenuti dallo stato”, il problema è un altro. Il problema è che questo sistema di finanza pubblica improduttiva non può durare. Alla fine i nodi vengono al pettine, vuoi perché vengono a mancare i soldi dello Stato, vuoi perché viene a mancare la solidarietà delle popolazioni produttive. Quelli che producono si stufano di trasferire parte del loro lavoro a chi non si è dato una struttura di sistema produttivo.

Franco: ma questo è quello che sta succedendo oggi?
Enzo: esattamente! I tedeschi, molto rigidi nel loro modo di interpretare la vita, sono stufi di reggere le sorti di paesi allegri come la Grecia o l’Italia o l’Ungheria o il Portogallo o la Spagna, ecc… e chiedono un maggior rigore. In Italia è il Nord che chiede al Sud di farsi carico di una situazione difficile. Il Molise? Il Molise non ha alcuna buona carta in mano, perché nei suoi quasi 50 anni di storia non ha messo a punto un sistema produttivo, come di contro, per esempio, ha fatto il Friuli (più povero del Molise negli anni 50 e 60), e ha pensato di poter sopravvivere con i proventi della finanza pubblica.

Franco: ma allora, cosa fare?
Enzo: intanto bisognerebbe tagliare i costi di queste strutture improduttive, dalle provincie alle regioni marginali, con la creazione di nuovi aggregati territoriali (Macroregioni e Aree Municipali) e trasferire tutti i risparmi su progetti di rilancio produttivo delle zone.

Franco: quando parli di aree metropolitane pensi al tuo Almosava.
Enzo: Certo, penso che, in questo stravolgimento, dovrebbe esserci uno spazio per le aree interne di montagna troppo sacrificate rispetto alla COSTA  e ai CENTRI OGGI PROVINCIALI. Sono aree dove lo spirito del’intraprendere è sempre stato presente. Si tratta, faticosamente, di riprendere un filo, spezzato 50 anni fa, dall’illusione della mammella sempre piena di latte dello Stato.

(1) Fonte: Dipartimento Politiche Territoriali della UIL (Libero del 7 gennaio 2012)

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

5 commenti

  1. Sentire quello che dicono i TG e leggere quello che risonde questo Franco ad Enzo, a me molisana, mi fa star male. Hai ragione Enzo la parte montana di questa regione meno considerata della costa, io l’ho sempre sostenuto.c’è veramente da piangere a leggere queste cifre e vedere poi quello che si fa in questa regione,che essendo così piccola potrebbe essere una regione favolosa se amministrata bene

  2. Flora Delli Quadri

    Un ulteriore contributo alla discussione e qualche elemento in più per Franco per riflettere!

    Costo del funzionamento amministrativo regionale
    (in milioni di euro/abitante)

    MOLISE 98.2
    CALABRIA 41.8
    BASILICATA 39.6
    UMBRIA 32.4
    LAZIO 23.0
    ABRUZZO 22.4
    TOSCANA 21.7
    LIGURIA 21.5
    FRIULI 20.6
    PIEMONTE 16.6
    MARCHE 13.9
    VENETO 13.8
    CAMPANIA 14.1
    PUGLIA 10.7
    EMILIA ROMAGNA 8.5
    LOMBARDIA 7.2

  3. Flora Delli Quadri

    In conclusione il Molise spende il 135% della Lombardia per mantenere in piedi l’apparato regionale.

  4. Enzo C. Delli Quadri

    Cara Flora, scusa la piccola correzione- Penso sia più giusto dire “135 VOLTE più della Lombardia”.

  5. Flora Delli Quadri

    Hai ragione, quando ho scritto avevo sonno!

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