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Le cunsije – I consigli

di Rodrigo Cieri [1]

 tramontouomo

Le cunsije

So’ fatte l’insegnante pe’ na vite
e m’ajje date all’orte a la pensione,
me cure lu ciardine nche passione,
ma ogne tante armedie na ferite.

La bbona ggente passe e dà cunsije:
«Ssa molta jerve avissa dà’ na bbotte!»
Je diche grazie e po’ me mette sotte
e cchiù cuntente ammire rose e ggije.

Se ferme n’altre appresse ch’è ggentile:
«Pecché nen lisse štà’ na nzì de jerve?
Nu ccone a lu terrene sempre serve».

La spine de na rose me ze ‘mbile
pecché da presentose vo št’a vvište
e le cunsije j’ le mette a lište.

Celenza sul Trigno, 22 agosto 2004

I consigli

Ho fatto l’insegnante per una vita
e mi sono dedicato all’orto alla pensione,
mi curo il giardino con passione,
ma ogni tanto rimedio una ferita.

La buona gente passa e dà consigli:
«A tutta quell’erba fagli un taglio secco!»
Io rispondo grazie e poi mi metto sotto
e più contento ammiro rose e gigli.

Si ferma un altro appresso che è gentile:
«Perché non lasci stare un po’ d’erba?
Un poco al terreno sempre serve».

La spina di una rosa mi s’infila
perché da presuntuosa vuole stare a vista
e i consigli io li metto in lista.

 


[1] Rodrigo Cieri, abruzzese di Celenza sul Trigno, di madre molisana, una vita dedicata alla Scuola, da docente e poi da Preside, dedito all’impegno sociale e la promozione culturale che porta avanti con testardaggine, in paese e neIl’ Alto Vastese. Coltiva un’antica passione, la pura poesia, in lingua, o più spesso in vernacolo, ottenendo consensi e premi. La poesia più sopra riportata è tratta dal suo libro di poesie, “Pietre”.

Copyright Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

About Rodrigo Cieri

Rodrigo Cieri, abruzzese di Celenza sul Trigno, di madre molisana, una vita dedicata alla Scuola, da docente e poi da Preside, dedito all’impegno sociale e la promozione culturale che porta avanti con testardaggine, in paese e neIl’ Alto Vastese. Coltiva un’antica passione, la pura poesia, in lingua, o più spesso in vernacolo, ottenendo consensi e premi.

Un commento

  1. Il sonetto coniugando l’amore per la natura –la cura dell’orto e/o del giardino dopo un vita spesa per la scuola- dimostra la vitalità dell’uomo, ma anche la bella ironia del poeta che “accoglie “i consigli, ma sa magistralmente servirsene solo all’occorrenza; e dimostra ancora che ci sa fare meglio con la PENNA, con cui non “rimedia ferite”… : vedi la cura per la metrica e la scorrevolezza del verso.

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