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Le carrozze dei trenini “intelligenti” sono tutte colorate…

 di Ugo del Castello [1]

Le nostre no, non sono colorate. Perché? Perché noi non abbiamo più carrozze.

La foto allegata mostra l’amico Marino Bogiani, a destra, in una stazione della linea ferroviaria turistica Merano-Malles Venosta, che ha raggiunto nientepopodimenoché dal Canton Ticino.

Era uno dei giorni dell’ inverno 2011 e bussa alla porta del mio ex ufficio, al Comune di Roccaraso, un signore, giovane, ma sconosciuto. Entra, si presenta: sono Marino Bogiani di Bellinzona e sono stato qui con un paio di amici a sciare, sono in partenza. Ho visto il suo bel libro sui 100’anni di sci di Roccaraso e vorrei acquistane una copia.

Mi alzo, gli stringo la mano e lo faccio accomodare.

“Grazie per l’apprezzamento librario, ma non è in vendita. Gliene regalo una copia, non potrei fare altrimenti, anche perché il libro è destinato a varcare il confine e approdare nella terra dello sci, questo mi rallegra e inorgoglisce”.

Ci fermiamo a parlare e il sunto del suo intervento è un incondizionato apprezzamento per il Comprensorio sciistico che non ha nulla da invidiare alle migliori località alpine dove lui scia quotidianamente. Si informa se sotto quella neve, lassù in quota ci sono sentieri da percorrere e tracciati per le mountain bike, aggiungendo se i percorsi si allungano alle montagne d’intorno e se la linea ferroviaria che ha visto deserta in più occasioni è funzionante per consentire di raggiungere in bici le montagne vicine o per tornare da esse.

In un quarto d’ora gli rappresento la situazione dei luoghi, ricchi di percorsi a piedi e su due ruote e aggiungo che alcuni anni prima si era tenuta la bella manifestazione mondiale di mountain bike, denominata “Verde estate”. – In quella occasione un gruppo di ciclisti trentini che dovevano partecipare alle altre gare del circuito, avendo apprezzato il percorso che fu giudicato, difficile, tecnico e paesaggisticamente attraente, decisero di preparare la tappa successiva fermandosi qui per una settimana. – Gli confermo altresì che purtroppo la nota dolente è la mancanza di collegamenti ferroviari tra i vari paesi degli altopiani, fino a Sulmona e dall’altra parte fino all’alto Molise, dove la natura è altrettanto meravigliosa. Insomma dall’aglio rosso al tartufo fu la chiusura del discorso e lui chiuse affermando che è veramente un peccato di Dio non rendere vivibile al turista una siffatta meraviglia della natura, arricchita da una cucina accattivante, che lo aveva deliziato ogni giorno.

Mi salutò con affetto e promise di tornare in una delle prossime estati, con tanti amici, le mountain bike e armati, evidentemente, di un ottimo appetito riservato comunque alle prelibatezze culinarie abruzzesi e molisane, delle varie località che raggiungeranno… nonostante la mancanza del trenino del barone Angeloni. E si perché era pure informato sulla sua identità, avendo letto qualche riga del primo capitolo del libro.

A questo punto non ho nessuna voglia di commentare tutto ciò. Ho già commentato ampiamente tutta una serie di situazioni che si sono accavallate in questi ultimi anni, in coincidenza con la chiusura della linea ferroviaria, del paventato finanziamento di impianti di risalita che dovrebbero raggiungere l’Aremogna bypassando le due strade che comodamente “s’inerpicano” fin lassù. Anche perché pare che non interessi a nessuno “l’interesse” che c’è per queste montagne, collegate tra di loro da una bellissima linea ferroviaria, che se non trasporta più viaggiatori, perché surclassata da un comodo e veloce nastro d’asfalto, potrebbe, come confermato dall’amico svizzero Marino Bogiani, svolgere un ruolo, forse ancor più nobile e oggi particolarmente importante, per rivitalizzare consistenti flussi turistici. Così come accadde più di cent’anni fa, quando il roccolano barone Giuseppe Andrea Angeloni, la immaginò per dare uno sbocco “veloce” ai prodotti della fiorente pastorizia.

Sono amico su Fb del Presidente del Consiglio della Regione Abruzzo, Nazario Pagano, un po’ roccolano, e quindi mi permetto di trascrivere sulla sua bacheca questo piccolo servizio giornalistico. Per affermare con forza: caro Presidente: “A buon intenditor, poche parole”. Con affetto e amicizia da parte di Ugo Del Castello. E, quando viene a Roccaraso per qualche giorno di riposo, se le farà piacere, sarò ben lieto di offrirle un buon gelato all’ombra di un pino nel giardino del Grande Albergo. Certo, sarebbe stato più affascinante gustare la prelibatezza su una carrozza ferroviaria, magari scoperta, come quelle del “Trenino rosso del Bernina”.

Mi domando, vi domando, Le domando Sig. Presidente: Quelli sono matti? O noi siamo scemi?

P.S. Dimenticavo, Marino, mi ha inviato anche una bella foto del trampolino di salto di St. Moritz, fermo dal 2005, da lui incontrato lungo  il percorso con la bici. Gli ho risposto dicendogli che anche Roccaraso ha ancora ben visibile il trampolino di salto, fermò da un po’ di tempo in più. Quindi un ricordo da far visitare ai possibili viaggiatori di una rinata linea ferroviaria. Chissà!

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[1] Ugo Del Castello

Sono nato a Roccaraso nel 1953 e per quasi trentanove anni ho ricoperto l’incarico di Responsabile del settore finanziario del Comune di Roccaraso, poi, nell’estate del 2013, la decisione di cambiare e sono approdato con la stessa responsabilità al Comune di Pescocostanzo. Da sempre ho avuto due passioni: la scrittura e la ricerca sulla storia del mio paese. Poi, all’improvviso, le due cose si sono fuse e ho scritto cinque libri. Sono soddisfatto, anche perché moltissime persone, soprattutto i turisti che frequentano Roccaraso hanno molto apprezzato la mia opera. Continuerò, siatene certi. Sono sposato con Chiara e i miei figli si chiamano Luigi, Marco e Giorgio.

Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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