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L’asilo infantile di Capracotta: noterelle storiche sul più bel palazzo capracottese

di Francesco Mendozzi

L’asilo d’infanzia di Capracotta (foto: G. Paglione).

La Casa della Madonna, il palazzo costruito dalla famiglia Baccari nel XVII secolo e sito in via S. Maria delle Grazie (la strada prende il nome dall’antica cappella interna al palazzo) è a tutti noto per aver svolto dalla fine dell’800 le funzioni di asilo infantile. Questa struttura fu fortemente voluta dalla benemerita Congregazione di Carità di Capracotta, la confraternita più attiva e dinamica in termini di opere pie, e che, con delibera del 26 novembre 1876, su proposta dell’ex ispettore scolastico Filippo Falconi, ne approvò la fondazione, assegnandogli una rendita di £ 2.600 annue provenienti dalla tenuta Bosco da Capo, che la Congrega possedeva in agro di Minervino Murge, con la sola condizione che detta rendita dovesse innanzitutto servire alla costruzione e ristrutturazione del fabbricato, e poi restare come prima dotazione dell’istituto. Esattamente un anno dopo, la Congregazione di Carità ne stabilì lo statuto e, con real decreto del 14 marzo 1878, l’asilo venne finalmente eretto in ente morale: era allora fra i tre primi asili della provincia di Campobasso.

I lavori di costruzione cominciarono nel 1876 su progetto del geometra Fantozzi – modificato dagli ing. Fagnani e Giancola – per una spesa complessiva di £ 39.000 (oltre € 150.000 attuali) e furono completati diciassette anni dopo, col valore del palazzo che giunse alla considerevole cifra di £ 150.000 (quasi € 600.000). Il nuovo fabbricato prevedeva vani sotterranei per il deposito di combustibile e caldaia, una grande sala capace di contenere 160 bambini, una sala adibita a scuola di ricamo e “lavori donneschi”, una sala di ricevimento, una cucina, un refettorio, tre stanze da letto per il personale, un oratorio, «cessi inodori, acqua interna, cortili, orto, riscaldamento a termosifone».

In base a quanto scritto su un documento storico fornito dalla Religiosa Provincia di Acuto, il senatore Nicola Falconi (1834-1916) – celibe e senza figli – fu il più generoso, perché provvide a tutto l’arredamento interno, pretendendo soltanto che l’istituto aprisse al pubblico domenica 3 giugno 1894, sotto la direzione dell’arciprete Filippo Falconi, affidando l’esecuzione didattica a tre suore preziosine, ovvero appartententi all’istituto romano delle Adoratrici del Sangue di Cristo, «le quali per diligenza, moralità ed attitudine hanno fatto sempre ottima prova, considerando la loro missione come apostolato di abnegazione e di sacrificio». All’apertura dei cancelli, furono circa 80 i bambini iscritti a frequentare l’asilo. Così come oggi, nella struttura veniva somministrata una modesta refezione quotidiana – dietro una retta di 6 lire mensili – e i poveri godevano della refezione gratuita. Infine, agli inizi del ‘900, si aggiunse una quarta suora per dare alle ragazze del paese l’opportunità di imparare quei lavori tipicamente femminili come il ricamo.

Quando la Congrega vendette la tenuta pugliese di Bosco da Capo per £ 54.100, l’asilo fu costretto a procacciarsi nuovi capitali e ad aumentare il proprio patrimonio nel seguente modo:

  • nel 1894 col lascito di padre Giuliano D’Andrea per £ 3.191;
  • nel 1902 col capitale assegnato sul fondo del brigantaggio per £ 5.400;
  • nel 1913 coi proventi della tombola nazionale per £ 10.250;
  • nel 1923 con l’assegno di una rendita di £ 50 della Banca di Capracotta (su capitale di £ 1.000);
  • nel 1932 con la rendita di £ 500 di Diodato Mosca (su capitale di £ 10.000);
  • nel 1933 con la rendita di £ 1.000 di Leonardo Falconi (su capitale di £ 20.000);
  • con sussidi ministeriali ed altre piccole private oblazioni.

Nel 2009 questo palazzo è stato dichiarato «di interesse importante» dalla Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Molise. Non è più un asilo infantile ma ospita la residenza per anziani S. Maria di Loreto. Provo sentimenti contrastanti nel pensare che molte delle persone che oggi vivono al suo interno, abbiano un tempo sgambettato felici e spensierate per quei corridoi. Alcuni dei nostri vecchi hanno insomma trascorso l’infanzia sotto il nome della Madonna delle Grazie e concluderanno la propria esistenza sotto quello della Madonna di Loreto. Nel medesimo palazzo, il più bello di Capracotta.

La residenza per anziani Santa Maria di Loreto a Capracotta.

Bibliografia di riferimento:

  • G. Carugno, Asylum Dossier: centenario 3 giugno 1894-1994, Litterio, Agnone 1994;
  • A. Cicchetti e A. Perrella, I fenomeni sociali e socio-sanitari in Molise. Rapporto 2010, Angeli, Milano 2010;
  • A. Di Sanza d’Alena, In cammino nel tempo. Percorso storico genealogico della famiglia Di Sanza d’Alena e delle famiglie collegate, dal XVII al XXI secolo, Ilmiolibro, Roma 2015;
  • F. Mendozzi, Guida alla letteratura capracottese, vol. I, Youcanprint, Tricase 2016.

Copyright: Letteratura Capracottese

About Francesco Mendozzi

Francesco Mendozzi è nato a Roma nel 1984 ed è laureato in Relazioni internazionali. Figlio di capracottesi, nutre da sempre una sconfinata e genuina passione per la propria terra d’origine, tanto da aver pubblicato la “Guida alla letteratura capracottese”: una bibliografia ragionata e commentata, in due volumi distinti, su tutto quel che è stato scritto e su Capracotta e dai suoi cittadini sparsi per il mondo. Le sue ricerche sulla letteratura e sul territorio altosannitico lo stanno portando a riscoprire ignote pagine di storia comune che via via troveranno spazio nella sua nuova collana editoriale degli “Argomenti di letteratura capracottese”.

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