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Lana Saltata

Scritto di Raffaele Buzzelli [1]

Un tempo, a Castel di Sangro, c’erano “morre” di pecore e maggio era il periodo della loro tosatura, l’operazione con cui viene tolto il vello dal corpo delle pecore. È un’operazione molto importante e delicata: il vello deve risultare il più compatto e spesso possibile, conservarsi intero e con la stessa forma che ha sul corpo dell’animale. Maggio era, appunto, il periodo in cui il manto della lana diventava pesante e lungo, tanto che le pecore sembravano grosse palle di lana che rotolavano a fatica su quattro zampe, corte e smilze; la testa era un grosso batuffolo di lana; gli occhi sparivano e non si capiva come facessero a seguire il gregge.

Prima della tosatura, le pecore venivano letteralmente “gettate-saltate in acqua al fine di lavare il manto di lana dallo sporco e dal grasso. A Castello, questo avveniva dopo il Ponte della Maddalena, alla “Cudacchiola”…….. via Aufidenate era il posto ideale per eseguire questo drastico bagno. Colle San Pietro, la Civita e la Niviera avevano molte stalle per pecore, oltre a un gregge di capre. Il pastore di turno portava il gregge di pecore in via Aufidenate, le spingeva sul ponte di legno e le faceva saltare nell’acqua nel “cutino” (fosso profondo del sangro). Le pecore dovevano guatare il fiume per raggiungere la sponda opposta; spesso, però, la corrente del fiume trascinava a valle la maggior parte di esse. I pastori sapevano che questa sarebbe potuto succedere; pertanto, previdentemente, per fermare le pecore spossate dal bagno insolito, mettevano a valle, come sbarramento al corso del fiume, rami e tronchi. Si usava anche lavare le pecore in ruscelli o acqua calda quando il numero delle pecore era basso.

Questo era il modo per ottenere la lana saltata (lana di pecora ottenuta da animali che, prima della tosatura, vengono lavati con acqua tiepida o fredda, o vengono fatti passare in un corso d’acqua).

Le pecore uscivano dal bagno, grondanti d’acqua. Una volta asciugate, venivano tosate da tosatori molto valenti tra i quali si svolgevano gare di tosatura; al termine si eleggeva il tosatore più veloce o più bravo. La tosatura si compiva mediante un particolare tipo di cesoie a molla o con tosatrici (azionate a mano o per mezzo di un motore elettrico), costituite da due lamine metalliche dentate montate parallelamente fra loro e capaci di muoversi relativamente in modo che per il contrasto fra le due dentature si ottenga la recisione dei peli. I velli tosati venivano arrotolati con la parte del pelo all’interno e inviati alla classificazione che consisteva nel dividere ciascun vello nelle varie parti costituenti che si differenziavano per la lunghezza e finezza delle fibre: le parti corrispondenti al dorso e alle spalle dell’animale davano lana di prima qualità, il petto e l’addome di seconda, la coda e le cosce di terza.

La lana, diventata saltata, rendeva, nel pesarla, un 20% di più. Da Castello, che faceva incetta di tutta la lana dell’Alto Sangro, la lana veniva spedita e venduta alle fabbriche del nord Italia. Un tempo questa commercializzazione era molto redditizia ….

Oggi i manti di pecore non valgono nulla... vengono gettati… sacchi di lana tosata, non lavata, viene gettata nei cassonetti… quei manti di pecore, un tempo tesori inestimabili sono considerati immondizia……materassi di lana pecorina, un tempo preziosi doni di nozze, confezionati con tanti sacrifici, finiscono nelle discariche ecologiche.

I tempi sono diversi: il progresso e la civiltà hanno cambiato il modo di vivere e …. le persone

 


[1] Raffaele Buzzelli, abruzzese, diplomato liceale, ex giornalista corrispondente del Tempo Alto Sangro, ex bibliotecario, storico locale, esperto di archeologia, esperto di erbe alimentari, salutari, officinali, partecipa e tiene conferenze di visite in siti storici archeologici.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Un commento

  1. A Fraine, prima di tosare le pecore, un tempo, le lavavano al fiume Treste.
    Successivamente i velli andavano lavorati. Anticamente il lavoro di “cardatura”, si faceva a Fraine e così anche la “filatura”.
    La cardatura permetteva di ricavare morbidi fiocchi di lana, per tutti gli usi.
    La filatura permetteva di ricavare filati di vario spessore e lunghezza per fare matasse da utilizzare per tessiture varie e per lavori a maglia.
    Quando ero ragazzino, per questi lavori, di solito si portava la lana grezza ai lanifici di Celenza Sul Trigno.
    Per la lavorazione meccanica, la lana veniva unta con olio, in modo tale che i fili di lana non si spezzassero e rimanessero lunghi e morbidi.
    Quando ero bambino, a Fraine, ho visto cardare la lana da Martino Abele, all’epoca, giovanotto.
    Non so se abbia conservato ancora “i pettini” per cardare, poiché in seguito ha svolto molti altri lavori, tra cui anche il fornaio … con annesso mulino per grano e granoturco. …

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