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La Sig.ra R. e Don Orazio

Storie professionali di Carlo Fiocca

Carlo Fiocca

La  Sig.ra  R.

A Montenero Valcocchiara, ad una signora americana di nome R., molto abbiente, diagnosticai una polmonite. Le proposi il ricovero in ospedale, ma lo rifiutò, dicendo che assolutamente voleva essere curata da me e che dovevo essere io a farle tutto quanto occorreva, persino le  punture intramuscolo.

Accettai e nel giro di circa dieci giorni la paziente era guarita. L’onorario che le chiesi era abbastanza salato e venni a sapere che se ne era lamentata. A chi mi riferiva il fatto risposi che la sig.ra R. aveva ragione ed a giustificazione della mia richiesta era opportuno che sapesse che mi aveva compensato per le cure fatte a lei e per quelle gratuite che offrivo a Cledovica, una anziana signora, cardiopatica, che abitava in cima al paese.

Il mattino successivo mi vidi comparire in ambulatorio la sig.ra R.

Dottore caro “ mi disse, “ sono venuta per abbracciarti e ringraziarti della risposta che mi hai dato. Hai fatto benissimo e ne sono contenta, perché così hai fatto fare la carità anche a me.

Sono queste le piccole o grandi gratificazioni che l’esercizio della nostra professione ci dà.

Don Orazio

Era un anziano  signore, capostipite di una numerosa famiglia, i cui componenti godevano di una meritata considerazione.

Un giorno si ammalò di una bronchite acuta, per la quale non ritenni necessario un ricovero ospedaliero. Gli esami di laboratorio praticati registrarono un valore più elevato della glicemia, per cui, su informazione del figlio P., che mi diceva che suo padre era sensibilissimo all’insulina, ritenni opportuno  somministrargli solo tre unità di insulina pronta.

Tre giorni dopo fui chiamato di assoluta urgenza in casa del paziente.

Don Orazio giaceva sul letto pallidissimo, non respirava e fra le mani erano  ben visibili una corona di rosario ed un ramoscello di ulivo.

I figli e tutte le persone a lui care là intorno piangevano.

In assoluta fretta lo visitai e notai le pupille completamente dilatate e non reagenti alla luce. La fronte era  bagnata da un  sudore freddo. Ricordai quanto mi aveva  detto il figlio circa l’insulina e, pur essendo scettico circa una crisi ipoglicemica causata da sole tre unità di insulina, tre giorni prima, corsi in ambulatorio dislocato là vicino per prendere alcune fiale di soluzione glucosata. Attraverso una siringa iniettai in vena due centimetri cubici di soluzione. Notai subito che la pupilla ora reagiva alla luce. Iniettai l’intero contenuto della siringa ed  appena avevo finito di svuotarla don Orazio aprì gli occhi e mi disse: “ Buona sera, dottò”. 

Mentre alcune mani si affannarono a togliergli dalle mani  il rosario e la palma di ulivo, una delle figlie mi consegnò un bicchiere da acqua per metà riempito di cognac. Al mio grazie che diceva di non desiderarlo mi suggerì di guardarmi allo specchio. Ero di un pallore a dir poco preoccupante.

Ci ritrovammo tutti seduti a riflettere su quanto era accaduto ed io mi chiesi Chi mi avesse illuminato.

Carlo Fiocca ha esercitato la professione come Medico Condotto nel Comune di Montenero Valcocchiara e in quello di San Pietro Avellana; successivamente, come Anestesista in Ospedale, a Castel di Sangro. Migliaia sono stati i suoi pazienti. Da tanti di essi ha ricevuto indimenticate lezioni di vita; da altri, molte preoccupazioni, per fortuna ben risolte. 

Copyright: Altosannio Magazine
EditingEnzo C. Delli Quadri

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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