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La Romantica Malinconia di Antonia – Via dal paese

Questo scritto di  Antonia Anna Pinna[1] conclude il raccontoSe Nevica”.

Bottiglie di pomodoro - 1963Dopo l’euforia della festa Patronale, si cominciava a pensare al rientro a scuola; prima, però, si passavano giorni a imbottigliare pomodori sammarzano. Venivano tagliati a pezzettini e mescolati ad una medicina che le conservava. Si passava, quindi, all’imbottigliamento utilizzando un imbuto e un bastoncino che aiutava l’entrata nel piccolo foro. La tappatura era eseguita quasi a livello industriale con tappi della birra e una macchinetta apposita; finita la tappatura, le bottiglie erano avvolte nelle “mappine” e venivano fatte bollire dentro grandi bidoni. La specie doveva essere nutrita anche d’inverno.

Le anziane, che avevano problemi di deambulazione, si affidavano a noi piccoli per tutti quei servizi che, per loro, era difficile eseguire, come comprare l’olio, il vino e altri generi alimentari. In questo modo rimediavamo le cinque e le dieci lire che finivano direttamente da Renzo il tabaccaio: le caramelle Santa Lucia, costavano una lira l’una, ci facevano la bocca nera, nera e per mezz’ora eravamo impegnati nella masticazione, tranne quando, per il vizio di correre, non capitava qualche incidente di percorso.

download 2In quelle occasioni era meglio evitare di presentarsi a casa con ferite o ematomi, perché rischiavamo di rimediare anche il resto. Qualche anima santa si trovava sempre: appena mostrava l’alcool, la famigerata bottiglia rosa, passava il pianto e il dolore.

A casa di una vicina, Diecimina, la sera c’era sempre suo suocero,  il pescatore, , un vecchietto tanto carino, che non lesinava i racconti della pesca, della sua vita e di tante storie che, seppur paurose, a noi bambini piacevano tanto.

C’era, poi,  “Edolo”, uno scapolo che era nominato per i suoi scherzi: era un burlone divertente. Una volta legò la porta di nonna con quella di Maria la sarta e di sua sorella; le poverette rimasero prigioniere, le une dell’altra. Un’altra, passando per i tetti, sapendo che in una casa avevano il fuoco del camino acceso, butto dei pischioni “sassi” dal camino: i presenti si spaventarono moltissimo. Al nipote, che lo pregava sempre di portarlo con lui al prato, gli consegnò il tascapane pieno di cose pesanti e lo fece incamminare; il povero piccino, dopo un po’, si arrese e capì che il lavoro era un affare serio.

C’era una certa biodiversità, che rappresentava tutte le forme di vita, alcune bizzarre, ma eravamo tutti protagonisti principali. Le cattiverie e le violenze, le ho viste e sentite solo molto più tardi, dopo che anche noi abbiamo dovuto fare la valigia e partire. Destinazione Merano ( BZ)

Verso il nord

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[1] Antonia Anna Pinna, Abruzzese di Villalago (AQ), lavora in Banca d’Italia. Ama la scrittura e, in particolare, la poesia che nasce dal suo profondo amore per ogni forma di vita, dal suo essere donna, madre e moglie.

Musica:  Richard clayderman – Nostalgia  
Editing:
Enzo C. Delli Quadri

 

About Antonia Anna Pinna

Antonia Anna Pinna, Abruzzese di Villalago (AQ), lavora in Banca d’Italia. Ama la scrittura e, in particolare, la poesia che nasce dal suo profondo amore per ogni forma di vita, dal suo essere donna, madre e moglie.

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