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La Romantica Malinconia di Antonia – … un pezzo di Saraga per assaporare la vita.

Questo scritto di  Antonia Anna Pinna[1] fa parte del racconto “Se Nevica”

 

La prigionia

Mussolini dava la terra in Africa, all’Asmara, e mio nonno, un temerario, lasciò la moglie, con due figli e incinta di mia madre, e partì: era il 1939. Fece in tempo a metter sù una fattoria, dove coltivava caffè, dava lavoro a quasi cento persone, insomma la cosa funzionava, poi scoppiò la guerra e fu fatto prigioniero dagli Inglesi. Soffrì di fame, sete malattie. In seguito, al ritorno, raccontò di come riuscì a recuperare molti compagni dai mucchi di persone che venivano brutalmente buttate via, perché considerate morte. Mentre era prigioniero, il suo figlio maschio, Raffaele, si ferì con un ferro arrugginito che gli fece cancrena. Nonostante le medicine non ci fù nulla da fare.

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La Saraga

Mia madre aveva, ormai, sei anni e non conosceva ancora suo padre. La nonna le diceva “vedrai, quando torna, papà ti porta la bambola” e lei viveva con questa illusione in testa. Quando lui arrivò, immaginate in quali condizioni, trovò un figlio di meno e una figlia di più. Per lei la delusione fù enorme, non riuscì a chiamarlo papà per tanto tempo.

Nel 1948 arrivò il quarto figlio che prese il nome di quello morto, Raffaele. L’azienda commerciale di famiglia, di frutta verdura, ripartì con qualche innovazione: per andare al mercato venne acquistato un Apecar, con il manubrio da moto a tre ruote.  E così, mio nonno si svegliava alle due di notte per essere pronto in bottega alle sette; alle otto, mentre noi facevamo colazione, lui pranzava; dopo un pò, caffè e a letto, salvo i casi in cui riprendeva alcuni giri pomeridiani. Neve, vento, pioggia, sempre lo stesso giro, la stessa vita. Quando riusciva a ritagliarsi un’oretta, si riuniva con gli amici all’osteria, portandosi dietro un pezzetto di saraga, un pesce affumicato che gli uomini mangiavano per accompagnare un bicchiere di vino, mentre facevano una scopetta o un tresette.



[1] Antonia Anna Pinna, Abruzzese di Villalago (AQ), lavora in Banca d’Italia. Ama la scrittura e, in particolare, la poesia che nasce dal suo profondo amore per ogni forma di vita, dal suo essere donna, madre e moglie.

About Antonia Anna Pinna

Antonia Anna Pinna, Abruzzese di Villalago (AQ), lavora in Banca d’Italia. Ama la scrittura e, in particolare, la poesia che nasce dal suo profondo amore per ogni forma di vita, dal suo essere donna, madre e moglie.

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