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La Romantica Malinconia di Antonia – Il denaro

Questo scritto di  Antonia Anna Pinna fa parte del racconto “Se Nevica”

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Il denaro, era una merce rara, rarissima, mia nonna teneva una specie di borsellino nel petto con tanti soldi, ma diceva che non erano suoi, ma dei padroni. Che cosa significava non lo capivo, se li teneva lei perché erano di altra gente? In realtà era il suo capitale per comprare la merce al mercato, dove non si faceva  credito; durante la settimana reintegrava con l’incasso quello che le serviva per riacquistare. 

Lei era la nostra cassaforte; una volta, rifacendo il letto con mia madre, abbiamo trovato cinquecento lire, quella bella moneta con le caravelle, che sembrava d’argento, un miraggio, mia madre me la fece guardare come un tesoro: lei comprava Bolero o Sogno, riviste femminili che costavano 30lire, erano una sommetta non disprezzabile, che dovemmo a malincuore restituire alla nonna.

I principi sono stati sempre fondamenti base della nostra vita, l’onestà era imprescindibile, dal più piccolo al più grande. Quando arrivavi all’età della ragione, la nonna ti portava in chiesa e davanti a Gesù ti faceva proclamare ”o, n’buone figlje, o la santa morte” così tanto per essere convincente. Tutti siamo passati sotto questo arco e siamo diventati grandi.

Nel nostro quartiere non poteva mancare, la signora o signorina, non lo sapevamo, Clotilde, che viveva da sola, poverissima e un pò esaurita. Quando il tempo era veramente brutto il pomeriggio, veniva a raccontarci favole fantastiche, che ci appassionavano davvero; lei era bravissima, parlava l’italiano molto bene, cosa che ci stupiva molto, in quanto tutti noi parlavamo in dialetto; aveva una sua dignità, era pulita e profumava di lavanda, non volevamo mai lasciarla andare; prima di tornare a casa sua, la mamma le riempiva il ferro da stiro di carboni, non aveva neanche la stufa, immaginate cosa poteva significare, vivere d’inverno a mille metri senza una fonte di calore! Mi è rimasta sempre nel cuore. D’estate, apriva le finestre e cominciava a urlare improperi verso il monte, ma sempre al maschile, era veramente arrabbiata, chissà cosa aveva passato nella sua vita, non lo saprò mai.

 

About Antonia Anna Pinna

Antonia Anna Pinna, Abruzzese di Villalago (AQ), lavora in Banca d’Italia. Ama la scrittura e, in particolare, la poesia che nasce dal suo profondo amore per ogni forma di vita, dal suo essere donna, madre e moglie.

2 commenti

  1. Mi riporta ad un passato dove ritrovo memoria e abitudini di vita, grazie Antonia 🙂

  2. Racconto intriso di nostalgia per questi personaggi un po’ particolari che hanno popolato i nostri anni della crescita. Sono un patrimonio di cultura popolare.

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