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La Residenze de l’anziane

di Rodrigo Cieri [1]

anziani ospiti villa verde casa di riposo

La Residenze de l’anziane

   Le visite j’ facce a lu Cummente
a ddò l’anziane te’ la residenze
e trove sempre une che šta attente
e notte e jurne offre l’assištenze.

   A une a une tutte le salute
la mane štregne o facce na carezze
e pure se la vocche vede mute
chell’ucchie m’arengrazie nche dulcezze.

   Se une nche la cocce penne annanze,
vé n’altre a passe svelte e lu baštone;
la ggiovene assištente nche creianze
je dalle la merende ca è bbone.

   Šta chi recorde tutte de la vite
e parle parle tante e vo ‘ccuntà’
e j’à da dice’ scì ca sì’ capite,
allore è suddesfatte e se ne va.

   De fronte a chi va sole ‘n carruzzelle
me ferme e j’addummane gna se sente:
«Chiuttošte me va ujje bunarelle,
lasse fà’ Ddìe e pozze ì’ cuntente».

   ‘Ppuiate a lu baštone mane e huance
nche tante de pacienze sa ‘spettà’;
l’amore pe’ la vite ancora aggance
m’a jurne pense de passà’ de llà.

   Ccuscì l’arvede mo’ gna ere allore
guardenne a ecche dentre cacche amiche.
Na štrette sente nganne e po’ lu core:
m’à date tante, Ddì’ lebbenediche.

Celenza sul Trigno, 16 settembre 2004

 

La residenza dell’anziano

Le visite io faccio al Convento
dove l’anziano ha la residenza
e trova sempre uno che sta attento
e notte e giorno presta l’assistenza.

A uno a uno tutti io saluto
la mano stringo o faccio una carezza
e pure se la bocca vedo muta
quegli occhi mi ringraziano con dolcezza.

Se uno ha la testa che pende innanzi,
avanza un altro a passo svelto e il bastone;
la giovane assistente con garbo
gli dà la merenda che è buona.

C’è chi ricorda tutto della vita
e parla tanto e vuole raccontare
e gli devi dire sì che hai capito,
allora è soddisfatto e se ne va.

Di fronte a chi va solo in carrozzella
mi fermo e gli domando come si sente:
«Oggi mi va piuttosto bene,
lascia fare a Dio e posso andare contento».

Appoggiato al bastone mano e guancia
con tanto di pazienza sa aspettare;
l’amore alla vita ancora lo aggancia
ma a giorni pensa di passare di là.

Così lo rivedo ora come era allora
osservando qui dentro qualche amico.
Una stretta sento alla gola e poi al cuore:
mi ha dato tanto: Dio lo benedica.

 


[1] Rodrigo Cieri, abruzzese di Celenza sul Trigno, di madre molisana, una vita dedicata alla Scuola, da docente e poi da Preside, dedito all’impegno sociale e la promozione culturale che porta avanti con testardaggine, in paese e neIl’ Alto Vastese. Coltiva un’antica passione, la pura poesia, in lingua, o più spesso in vernacolo, ottenendo consensi e premi. La poesia più sopra riportata è tratta dal suo libro di poesie, “Pietre”.

Copyright Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

 

About Rodrigo Cieri

Rodrigo Cieri, abruzzese di Celenza sul Trigno, di madre molisana, una vita dedicata alla Scuola, da docente e poi da Preside, dedito all’impegno sociale e la promozione culturale che porta avanti con testardaggine, in paese e neIl’ Alto Vastese. Coltiva un’antica passione, la pura poesia, in lingua, o più spesso in vernacolo, ottenendo consensi e premi.

2 commenti

  1. Il tuo fiore all’occhiello la RSA e …il tuo cruccio! Che insulsamente ti ha visto coinvolto in un mefistofelico meandro burocratico…I tuoi versi dettati dal cuore per le povertà fisiche o psicologiche degli anziani ricoverati fanno partecipi anche noi, – ultrasettantenni fortunatamente ancora attivi, ma pur sempre sulla malinconica via del tramonto- della sensibilità con cui ti sei rapportato con loro, mostrando come gli anziani gradiscano sempre una parola buona e quanto noi dobbiamo esser grati a loro per i consigli e le opere. Grazie Rodrigo della tua poesia, ma soprattutto del tuo esempio.

  2. Antonia Anna Pinna

    Che Grazia e dolcezza contengono questi versi, ho sentito una carezza sul cuore. E’ bello dare a chi ha dato tutta la vita e poi ha bisogno del sostegno di chi è ancora forte. Complimenti

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