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Racconto: La Pupatt’ e lu Castill’ – Dolci Pasquali

di Duilio Martino[1]

 la pupatt e lu castillLa Pupa e il Cavallo sono dei dolci tradizionali Abruzzesi, molto diffusi e le cui origini non sono poi così certe ma sicuramente riconducono a due percorsi sostanzialmente differenti.

Sembra che questo tipico dolce, dalle forme molto curate, veniva preparato in tempi remoti in occasione di fidanzamenti, ovvero quando evveniva la presentazione ufficiale della coppia alle rispettive famiglie. Tale circostanza bisogna immaginarla molto diversa dall’odierna realtà ed era uno dei momenti più importanti ed intensi vissuti dai giovani fidanzati, che non godevano certo delle libertà comportamentali d’oggi. Anche le stesse famiglie vivevano questo momento con particolare attenzione poichè esse, normalmente, concedevano in sposa o acconsentivano all’unione con l’biettivo primario di consolidare la propria posizione sociale……per questo, lo scambio di doni, dei dolci nella circostanza, avveniva in una cerimonia sontuosa ed importante durante la quale i nuclei familiari, attraverso il rito cerimoniale, ufficilizzavano il proprio consenso all’unione tra i futuri sposi.

Avveniva quindi lo scambio dei dolci, simbolo della futura unione: il cavallo alla famiglia della fidanzata e la pupa per quella del fidanzato.  Vi è poi una un secondo percorso che riconduce alla tradizione cristiana della Pasqua e della Resurrezione legata a questi dolci. Si racconta che questi dolci tradizionali riconducano simbolicamente all’ultima cena quando il Cristo spezzò il pane e lo diede agli apostoli, in cui la rottura del dolce sta a ricordare il famigerato gesto di amore e di solidarietà compiuto da Gesù. Questa ipotesi viene fortemente avvalorata dal fatto che, nel tempo, i dolci sono poi diventati effettivamante tipici e caratterizzate della Pasqua (certamente quella Abruzzese, particolarmente di quella Frainese).

Sulla parte superiore di questi dolci, a seconda dei luoghi, si metteva a volte, incastonandolo, un uovo sodo, quale il simbolo della della vita , della rinascita e dell’abbondanza; questa usanza è molto diffusa in altre regioni italianie soprattutto nel Sud.

LaPupa e ilCavallo possiamo definirli i dolci pasquali tradizionali abruzzesi e sono stati indissolubilmente legati alla Pasqua dei bambini in quanto sono poi diventati queste innocenti creature i destinatari di tali doni, soprattutto da parte delle nonne; ai grandi era ed è tuttora tradizione donare i classici “Cuori” in pasta frolla.

Ai grandi è riservato anche un altro prodotto eccezionale della tradizione pasquale, il fiadone, ovvero quello che forse più di tutti, in Abruzzo, della Pasqua ne riassume l’essenza.   Le nonne a Pasqua regalavano questi dolci ai loro nipotini e quasta tradizione è rimasta invariata nel tempo: la pupa per le femminucce il cavallo per i maschietti.

Quando ero piccolo ne ero molto goloso e il mio desiderio e di tutti i ragazzini era che non finisse mai.
Mio fratello e mia sorella li nascondevano per non far mangiare i loro doni dal sottoscritto ma puntualmente, quando andavano a cercarli dopo un po’, io, il maggiore ed anche il più prepotente, li avevo trovati e finiti. Meno male che la mamma, sempre attenta e previdente ne aveva praparato qualcuno in più per rimpiazzare quelli trafugati.. ….. evitando  così i pianti e la disperazione delle piccole vittime. Ma avveniva anche di peggio; era abitudine dei ragazzi nel giorno della Pasqua uscire di casa ciascuno con il proprio dono, e quindi il pericolo veniva dall’esterno.

Ricordo il pianto disperato d’un bimbo che, ingannato dal suo amico Aldo, si ritrovò senza una zampa del suo Cavallo………Aldo gli aveva chiesto, dopo elogi alla pregevole fattura del dolce, di avvicinare il Cavallo poichè desiderava vederlo da vicino…..e con uno scatto felino tirò un morso mutilando l’animale, gettando così nella disperazione più nera il malcapitato amichetto che attonito e senza parole aveva assistito all’improvvisso ed inaspettato delitto…….

Alcune volte l’impasto era fatto con l’aggiunta di cacao e i dolci assumevano una colorazione scura. La cioccolata era un genere di superlusso. E’ molto importante la decorazione che viene ottenuta montando l’albume delle uova con zucchero e che dee avere sempre la consistenza giusta. Sull’albume vengono poi apposte le coloratissime ed accurate decorazioni fatte con granellini colorati che molte olte le nonne lasciavano alla fantasia dei nipotini che appassionatamente aspettavano il loro momento per poter personalizzare il proprio dolce, il che li rendeva ancora più orgogliosi quando lo mostravano ad altri……

Gli occhi rigorosamente ottenuti con chicchi di caffè …naturalmente…..

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[1] Duilio Martino, Abruzzese di Fraine (CH), ha sempre coltivato la passione per la sua terra di origine e per l’arte, in primis la poesia, alla quale ha dedicato una fetta importante della sua vita.

Musica: Brian Crain – Imagining
Editing:
Enzo C. Delli Quadri

About Duilio Martino

Duilio Martino, Abruzzese di Fraine (CH), ha sempre coltivato la passione per la sua terra di origine e per l’arte, in primis la poesia, alla quale ha dedicato una fetta importante della sua vita.

2 commenti

  1. ciao, sono di Villa Santa Maria (Ch) , Naturalmente anche per noi la pasqua significa pupe, fiadoni eccc… ma mi sono sempre chiesta perchè diciamo “le pupe e l castiell” ? Non mi sembra di aver mai vista la forma di un castello… semmai un cetello con il manico… qualcuno saprebbe dare una risposta ? grazie

    • [one_fourth]La pupa, per le donne, è sinonimo di Fertilità. Il Castello, per gli uomini. è sinonimo di potere.Ciò non toglie che le forme assunte dal dolce, nei secoli, siano andate variando sempre più. Benché la preparazione di questo dolce sia strettamente legato alla Festa della Pasqua, le sue origini vanno ricercate in quelle antiche tradizioni pagane molto diffuse presso tutte popolazioni della nostra Penisola. La prova più eclatante di tale “paganità” è rappresentata, ad esempio, dalla presenza delle uova sode nell’impasto che, in numero di due, simboleggiano i fertili testicoli (nella versione destinata ai maschi – IL CASTELLO -) o i seni femminili (nella versione destinata alle femmine – LA PUPA -).Per sottolineare ulteriormente l’augurio di fertilità, nella “versione femminile” del dolce le due uova venivano spesso sostituite da uno solo posto nel “grembo” della pupa (quasi a simulare uno stato di gravidanza). Nel corso degli anni, l’estro creativo della gente ha permesso a questo dolce di assumere le fogge più disparate: nel caso della “pupa” è possibile osservare varianti che vanno dalla forma stilizzata di un fantoccio a quella più sofisticata di una bambola con seni, braccia e gambe; nel caso del “castello” l’impasto viene modellato, di volta in volta, a guisa di “ciambella aperta”, di cavallo stilizzato, di cammello e così via. Assolutamente d’obbligo, in ambedue le versioni, la presenza delle uova sode che, per il loro significato allegorico, non debbono mai mancare. Nell’articolo in cui viene riportata la ricetta, sono inserite diverse foto.

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