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La prigionia di Domenico Masciotra in Africa

di Lucia Masciotra

Domenico Masciotra

Nella foto, Domenico Masciotra, nato a Vastogirardi, aveva vent’anni. Era appena partito per la Seconda Guerra Mondiale. Fu catturato dagli Alleati e trascorse due anni di prigionia in Libia e cinque anni a Zonderwater in Sudafrica, rinchiuso insieme al compaesano Camillo Marracino, nel campo che ospitò il maggior numero di prigionieri italiani: quasi centomila su un totale di oltre seicentomila. Quando arrivarono, erano in una prigione a cielo aperto; alla loro partenza, lasciarono una città con edifici in muratura, due ospedali, chilometri di strade, scuole, teatri, campi di calcio.

Lui raccontava sempre che un colonnello, all’interno del campo di prigionia, aveva cercato di restituire ai prigionieri una vita normale: ricordo bene che mio padre aveva imparato alcuni termini inglesi durante gli anni in Africa dato che gli era stato dato modo di approfondire ogni genere di studio e, soprattutto, la matematica e l’inglese.

All’interno del campo di prigionia si svolgevano anche dei campionati di calcio, che lui seguiva con passione, tifosissimo della squadra dei “Diavoli Neri”.

Editing: Francesco Di Rienzo

Copyright: Altosannio Magazine

About Francesco Di Rienzo

Francesco Di Rienzo è nato a Napoli da genitori capracottesi. Lavora come responsabile dell'ufficio stampa di una delle più importanti società italiane nel settore dei beni culturali. Conduce da circa 25 anni studi e ricerche su Capracotta e sull'Alto Molise. Eletto nel Consiglio Direttivo del CAST ALMOSAVA il 21 settembre 2012, è uno dei fondatori dell'Associazione "Amici di Capracotta", di cui ricopre attualmente l'incarico di segretario. È autore di diverse pubblicazioni sulla storia e sulle tradizioni di Capracotta. È socio della Società Napoletana di Storia Patria

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