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La penna štilografiche

Poesia di Rodrigo Cieri [1]

STILO_BLUE

La penna štilografiche

 M’aretrove a quarant’anne
ch’aricorre ‘n chešta date,
nche na penna deliziose:
nu štrumente assà’ preziose.

Bbelle, lisce e misurate;
t’ardecreje gna l’allisce,
nu piacere a cuntemplarle,
na dolcezze a manovrarle.

Se te cojje la trištezze
o na lite te turmente
e te rode lu rancore,
o te esce da lu   core

nche la ggioje e l’allegrìe
tanta vojje de sfugà’,
fa’ pensiere nche la mente:
«Tenghe pronte lu štrumente».

Lu pennine è cosa fine;
la scritture: elegante!
Me funzione a meravijje.
Le trattenghe nche la vrijje

ca da tutte è ricercate
pe’ sentirne la finezze.
I’ so’ bbone e generose,
ma se pense a chella cose

che m’attire e me cummove,
pronte tenghe chešta penne.
Carta fresche o levigate
Tutte bbianche o ‘rrigate

scorre lisce senza ‘ntoppe
e ce marche lu segnale.
So’ n’artište a la scritture
e ce mette tanta cure.

Senza carte nen funzione,
senza gnostre va seccate.
Cchiù lavore lu štantuffe
cchiù manté’ la lucentezze.

‘nferucite la cunsorte
che me tè ggià cuntrullate:
«Tire fore ssu cappucce!
Mo’ je denghe na’vvitate».

Per il compleanno di Giovanni Parente

 

La penna stilografica 

Mi ritrovo a quarant’anni,
che ricorre in questa data,
con una penna deliziosa:
lo strumento assai prezioso.

Bella, liscia e misurata;
ti delizia nel lisciarla,
un piacere a contemplarla,
che dolcezza a manovrarla!

Se ti coglie la tristezza
o una lite ti tormenta
e ti rode il rancore,
o dal cuore viene fuori

con la gioia e l’allegria
tanta voglia di sfogarti,
fa’ pensiero con la mente:
«Tengo pronto lo strumento».

Il pennino è cosa fine;
la scrittura: elegante!
Mi funziona a meraviglia.
La trattengo con le briglie

ché da tutti è ricercata
per sentirne la finezza.
Sono buono e generoso,
ma se penso a quella cosa

che mi attira e mi commuove,
pronta tengo questa penna.
Carta fresca o levigata
tutta bianca o rigata

scorre liscia senza intoppi
e ci marco il segnale.
Sono artista in scrittura
e ci metto tanta cura.

Senza carta non funziona,
senza inchiostro va seccata.
Più lavora lo stantuffo
più mantiene brillantezza.

Furibonda la consorte
che mi tiene controllato:
«Tira fuori lo strumento!
Voglio dargli un’avvitata!».


[1] Rodrigo Cieri, abruzzese di Celenza sul Trigno, di madre molisana, una vita dedicata alla Scuola, da docente e poi da Preside, dedito all’impegno sociale e la promozione culturale che porta avanti con testardaggine, in paese e neIl’ Alto Vastese. Coltiva un’antica passione, la pura poesia, in lingua, o più spesso in vernacolo, ottenendo consensi e premi.

Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

About Rodrigo Cieri

Rodrigo Cieri, abruzzese di Celenza sul Trigno, di madre molisana, una vita dedicata alla Scuola, da docente e poi da Preside, dedito all’impegno sociale e la promozione culturale che porta avanti con testardaggine, in paese e neIl’ Alto Vastese. Coltiva un’antica passione, la pura poesia, in lingua, o più spesso in vernacolo, ottenendo consensi e premi.

Un commento

  1. IRONIA. SEMPRE IRONIA bella e leggera, elegante e delicata, che dimostra proprio quanto l’autore sappia usare la PENNA –COL PENNINO UNA VOLTA, STILOGRAFICA POI, ED ORA IL PC-PER ESPRIMERE SENTIMENTI ED EMOZIONI, nei quali crede e si immedesima , che sa trasmettere agli altri, e tanto che dà modo anche alla consorte di contribuire a tenergli bene avvitato lo strumento di scrittura:la bella PENNA STILOGRAFICA.

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