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La Madonne de Cannite

Poesia di Rodrigo Cieri[1] santa-maria-del-canneto-roccavivara

     La Madonne de Cannite

   Assettate a la Chiese de Cannite
guardave la Madonne surredente,
rilassate teneve core e mmente
ca Esse tante me s’avé rapite.

«Eh! Finalmente! Mo’ te fié’ ‘rvedé’!
Le sacce ca me pinze e tì’ le ‘mpegne.
Quanta cose ssa cocce arecucegne!
Pe’ case štì’ turbate? E pecché?

Se si’ menute a cqua è bbone segne!»
«Fiducie sempre trove nche ssu vise;
caccose tinghe ‘n pette che me štregne

e tu pu’ ‘lleggerì’, j’ ce scummette».
«Nche tte ce vo pacienze, ma surrise
e vraccia aperte a ecche i’ t’aspette».

Rodrigo Cieri
Celenza sul Trigno, 7 settembre 2004

La Madonna di Canneto

Seduto nella Chiesa di Canneto
guardavo la Madonna sorridente,
rilassato avevo cuore e mente
perché Lei tanto m’aveva rapito.

«Eh! Finalmente! Mo ti fai rivedere!
Lo so che tu mi pensi e hai impegni.
Quante cose la tua testa rimugina!
Per caso sei turbato? E perché?

Se sei venuto qua è un buon segno!»
«Fiducia sempre ho nel tuo viso;
qualcosa ho in petto che mi stringe

e tu puoi alleggerire, ci scommetto».
«Con te ci vuol pazienza, ma sorriso
e braccia aperte qui io t’aspetto».

 


[1] Rodrigo Cieri, abruzzese di Celenza sul Trigno, di madre molisana, una vita dedicata alla Scuola, da docente e poi da Preside, dedito all’impegno sociale e la promozione culturale che porta avanti con testardaggine, in paese e neIl’ Alto Vastese. Coltiva un’antica passione, la pura poesia, in lingua, o più spesso in vernacolo, ottenendo consensi e premi.

Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

About Rodrigo Cieri

Rodrigo Cieri, abruzzese di Celenza sul Trigno, di madre molisana, una vita dedicata alla Scuola, da docente e poi da Preside, dedito all’impegno sociale e la promozione culturale che porta avanti con testardaggine, in paese e neIl’ Alto Vastese. Coltiva un’antica passione, la pura poesia, in lingua, o più spesso in vernacolo, ottenendo consensi e premi.

4 commenti

  1. Bella quasi come una preghiera! L’afflato lirico di questi versi rivolti alla MADONNA DEL SORRISO, che è anche “NOSTRA” dei MONTEFALCONESI, fa capire bene quanto Rodrigo non sia estraneo alla meditazione e alla preghiera, tanto da aprirsi e rivelarsi a LEI fiducioso“caccose tinghe ‘n pette che me štregne” , includendo nel suo, i segreti di tutti …

  2. Ovidio Eduardo Monaco

    Ho il piacere di conoscere il Sig. Rodrigo Cieri, e non conoscevo la sua vena poetica….di cui mi complimento-. Un abbraccio e un caro saluto (da un montanaro Palmolese) . Con Stima Ovidio Monaco-

  3. Complimenti per la poesia! (Ma il termine “surredente”, esiste nei nostri dialetti?)

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