La Madonna di Castel del Giudice

di Maria Merola

Il quadro della Madonna della Saletta
Il quadro della Madonna della Saletta

Secoli fa Castel del Giudice si trovava dove attualmente risiede il laghetto denominato “Saletta“, a circa due­cento metri dal fiume Sangro, e vicino all’omonimo San­tuario.

Un’estate, mentre gli uomini si occupavano della trebbiatura del grano e scontavano così la punizione divina per la propria malvagità e non aver rispettato le leggi divine, giunse una pellegrina con un bimbo in braccio, stanca e provata dal lungo viaggiare.

Gli uomini non lo sapevano, ma la donna era lì a giunta a rappresentare la misericordia divina, stanca e affamata, chiese ospitalità e un po’ di elemosina, ma fu allontanata in malo modo.

Troppe erano le occupazioni degli uomini, che non avevano tempo da dedicare a una persona estranea e per di più miserevole.

La pellegrina, addolorata, si allontanò con il cuore colmo di dolore, ma la giustizia di Dio piombò sul paese che fu sommerso dalle acque e nessuno si salvò.

La pellegrina, che era la Madonna col Bambino, salì la strada che porta alla collina e si sedette su un masso, col Bimbo sulle ginocchia. La pietra, più docile del cuore degli uomini, s’incurvò a prendere forma di sedile. Ma un serpente volle insidiare strisciò sulla pietra, e tanto calcò sul masso per nascondersi, che il masso cedé. Maria quindi riprese il cammino, per poi fermarsi sulla collina, dove nasce il suo Santuario.

Si dice che oggi, alle persone che si recano nel cuore della notte, al laghetto, appaiano fantasmi di persone che si muovono; e al momento culminante del plenilunio, chi si vede ancora il riflesso nelle acque, delle case e delle strade.

Come prova concreta dell’accadimento, è possibile rinvenire, scavando nella campagna circostante, pezzi di mattoni, di muri, oggetti casalinghi e molte ossa umane. Inoltre, è possibile vedere le spire del serpe che da terra vanno fino al punto dove era il calcagno della Vergine Santa.

A completare il racconto leggendario, si narra che il quadro della Ma­donna, custodito nel Santuario, sia stato rubato dai devoti della vicina Capracotta, i quali pensavano dare più onore, innalzando un nuovo Santuario. Nella notte, l’immagine santa tornò miracolosamente al luogo sacro della Saletta, passando nella attraverso la stretta e alta finestrella, apertasi per intervento divino, sulla parete volta verso Capracotta.

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Editing: Francesco Di Rienzo
Copyright: La Terra in Mezzo

About Francesco Di Rienzo

Francesco Di Rienzo è nato a Napoli da genitori capracottesi. Lavora come responsabile dell'ufficio stampa di una delle più importanti società italiane nel settore dei beni culturali. Conduce da circa 25 anni studi e ricerche su Capracotta e sull'Alto Molise. Eletto nel Consiglio Direttivo del CAST ALMOSAVA il 21 settembre 2012, è uno dei fondatori dell'Associazione "Amici di Capracotta", di cui ricopre attualmente l'incarico di segretario. È autore di diverse pubblicazioni sulla storia e sulle tradizioni di Capracotta. È socio della Società Napoletana di Storia Patria

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