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La leggenda del Pungitopo e le sue proprietà

a cura di Paola Giaccio [1]

Pungitopo

Quando giunse l’inverno tutti gli uccellini del bosco partirono. Soltanto un piccolo uccellino decise di rimanere nel suo nido dentro un cespuglio di pungitopo: a tutti i costi voleva attendere la nascita di Gesù per chiedergli qualcosa. L’inverno fu lungo e molto nevoso. Il povero uccellino era stremato dal freddo e dalla fame.

Finalmente arrivò la Notte di Natale. Quando lo uccellino fu dinnanzi al Bambino appena nato, disse : “Caro Gesù, vorrei che tu dicessi al vento invernale del bosco di non spogliare il pungitopo. Così potrei restare nel mio nido e attendere la nuova primavera“.

Gesù sorrise, poi chiamò un angelo e gli ordinò di esaudire il desiderio di quell’uccellino. Da allora, il pungitopo conserva le sue verdi foglie anche d’inverno. E per riconoscerlo dalle altre piante, l’angelo vi pose , delle piccole bacche rosse e lucide.

Il pungitopo, al pari dell’agrifoglio, è considerato portatore di fortuna.

Si caratterizza per le sue foglie dure e con le spine, simbolo di forza e prevenzione contro tutti i mali. Le bacche rosse sono il simbolo del Natale.

Caratteristiche Generali

Il pungitopo, il cui nome scientifico è Ruscus aculeatus, appartiene alla famiglia delle Ruscaceae (clado Rusceae) ed è una pianta originaria del bacino del Mediterraneo ma la ritroviamo dall’Europa centrale, al nord Africa e al sud ovest dell’Asia fino a un’altitudine di 1200 m. E’ una pianta sempreverde, caratterizzata da numerose spine e forma dei cespugli molto intricati.

Il Ruscus aculeatus è provvisto di un rizoma strisciante dal quale si sviluppano sia le radici avventizie legnose che i fusti (turioni) che assumo portamento eretto e rigido, alti anche 1m, di colore verde molto scuro. Da questo fusto si formano dei fusti secondari che prendono il nome di cladodi disposti in modo alternato, appiattiti (in pratica sono quelli che normalmente confondiamo con le foglie). Questi cladodi sono molto importanti nella fisiologia della pianta in quanto preposti allo svolgimento della fotosintesi clorofilliana perché le vere foglie non sono visibili nella parte aerea della pianta; sono delle piccole squame che avvolgono la parte sotterranea del fusto e sono di colore rossastro-bianco nella pagina inferiore.

Il pungitopo è una pianta dioica vale a dire che esistono piante che portano solo fiori femminili e piante che portano solo fiori maschili. I fiori femminili sono solitari, privi di picciolo e sono inserito al centro della pagina inferiore dei cladodi all’ascella di una piccola foglia verde o bianca e portano 6 tepali divisi a gruppi di tre (tre interni più corti e 3 esterni più lunghi). Di solito compaiono a partire dal mese di febbraio e fino a giugno e in autunno. I fiori maschili sono provvisti di picciolo e formati da sei stami uniti a due a due. Il frutto del pungitopo è una bacca di colore rosso vivo e contiene 1-2 semi.

Proprieta’ del Pungitopo

I principi attivi del pungitopo (Ruscus aculeatus) sono: oli essenziali quali canfora, acetato di linalile, acetato di bornile, linalolo, anetolo e resine. Contengono inoltre diversi sali minerali quali calcio e nitrato di potassio; fitosteroli quali la ruscogenina, neuroscogenina, ruscina e altri; diversi flavonoidi; zuccheri; acidi grassi e acidi organici.

Le sue proprietà sono legate principalmente ai fitosteroli che conferiscono al pungitopo proprietà diuretiche con l’eliminazione dei cloruri, sedativo e antinfiammatorio delle vie urinarie, ha effetti benefici nei confronti dei calcoli renali, cistiti, gotta, artrite e reumatismi non articolari.

Il pungitopo è utile anche nella terapia delle vene varicose con un’azione vasocostrittore esercitata soprattutto a livello dei capillari (è infatti il più potente vasocostrittore naturale che si conosca). Ha un’azione antinfiammatoria che agisce diminuendo la fragilità capillare, aumentando il tono della parete venosa favorendo quindi la circolazione del sangue che si traduce in diminuzione della pesantezza e del gonfiore delle gambe. Esplica anche un effetto benefico nei confronti delle emorroidi e delle flebiti.

Per quanto riguarda l’impiego cosmetologico, grazie alla presenza di di bioflavonoidi, la pianta si caratterizza per le proprietà lenitive, protettive, rinfrescanti e disarrossanti: è indicata in caso di couperose, di eritema solare, nella fragilità del microcircolo sottoepidermico, per il trattamento delle pelli delicate e sensibili e facili agli arrossamenti.

In caso di cellulite, applicando sulla pelle impacchi o lozioni si ha un effetto tonificante e riducente. E’ anche un buon rimedio contro i geloni, le emorroidi e contro la caduta dei capelli, ottimo anche come dopobarba.

Studi recenti, compiuti presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’ Università di Lecce, in merito all’ identificazione di antociani nei frutti di R.aculeatus, hanno messo in evidenza che Il colore attraente e la grande abbondanza di questa specie nel sud d’Italia, rendono queste bacche una fonte nuova e promettente di coloranti naturali.

Parti utilizzate della pianta

Del pungitopo si utilizza il rizoma che va raccolto in autunno o all’inzio della primavera, prima della comparsa dei turioni. Va ripulito dalla terra e quindi tagliato e fatto essicare al sole o in stufa e conservato in sacchetti di carta. Possono essere usati anche i turioni del pungitopo in quanto contengono gli stessi principi attivi.

Come si utilizza il Ruscus Aculeatus

Il rizoma o i turioni essiccati possono essere utilizzati per uso interno come tintura da bere per le infezioni delle vie urinarie; come decotto contro le emorroidi, varici, flebiti e come diuretico; per uso esterno è usato per le gambe gonfie e per le emorroidi facendo dei lavaggi, bagni, pediluvi o impacchi con garze imbevute di decotto. L’estratto secco viene usato per l’igiene intima e come anticellulite e per tutti i trattamenti contro le pelli sensibili e infiammate. E’ ottimo anche come dopobarba. Si possono anche usare le creme a base di pungitopo in caso di couperosa e rossori permanenti.

Curiosita’

Gli antichi romani usavano il pungitopo (Ruscus aculeatus) come talismano perchè credevano che piantandolo intorno alla casa allontanasse i malefici. Le proprietà del pungitopo erano note fin dall’antichità. Ne parlava Plinio dicendo che il decotto di radici con il vino veniva usato per le infezioni renali. Anche Dioscoride dava le stesse indicazioni solo che consigliava di far macerare foglie e bacche nel vino contro la flogosi renale. Nel medioevo si usava la “Pozione delle cinque radici”, usata tutt’ora assieme al prezzemolo, al finocchio, al sedano e all’asparago come diuretica.

Avvertenza

Poichè in molte regioni è considerato simbolo di buon augurio, specialmente durante il periodo natalizio, la sua raccolta indiscriminata ha fatto si che sia diventata una specie protetta in molte regioni italiane. Pertanto prima di raccoglierlo, accertatevi di poterlo fare.


[1] Paola Giaccio, Molisana di Agnone, libera professionista, ama profondamente la sua terra d’origine e ad essa dedica tempo e risorse, per divulgarne la bellezza.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Altosannio Magazine

 

About Paola Giaccio

Paola Giaccio, Molisana di Agnone, libera professionista, ama profondamente la sua terra d'origine e ad essa dedica tempo e risorse, per divulgarne la bellezza.

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